Ministri, Berlusconi: "Giochi ancora aperti"

Due dicasteri al Veneto. In dubbio il vicepremierato a Calderoli. Schifani ormai certo alla presidenza del Senato. Oggi l'incontro con Formigoni. Poker di donne: quota rosa rispettata

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Roma - «La squadra dei ministri? Nulla è ancora deciso, ci saranno sorprese, tutto si concluderà quando avrò l’intero panorama chiaro. E due ministri arriveranno dal Veneto». Silvio Berlusconi, il giorno dopo l’annuncio da parte di Umberto Bossi del poker di rappresentanti del Carroccio, spariglia le carte e riapre la partita, tornando a intestarsi la titolarità delle decisioni governative, oltre a quella dell’assegnazione delle caselle istituzionali, visto che il leader del centrodestra ha confermato a Renato Schifani che il Pdl per la presidenza del Senato punterà esclusivamente sul suo nome.

Un nodo fondamentale, però, resta ancora da sciogliere: quello del destino politico di Roberto Formigoni. Oggi, in un faccia a faccia, il presidente di Forza Italia parlerà a quattr’occhi con il governatore lombardo e gli ribadirà l’invito a restare al Pirellone, almeno fino al 2010. Formigoni, però, continua ad essere tentato dall’avventura romana e farà presente le sue ragioni. Se le sue istanze «governative» venissero accolte tutto il puzzle finora composto tornerebbe in discussione e salterebbe l’accordo sul Viminale a Roberto Maroni. È invece definitivamente chiusa la «questione veneta» visto che, al termine di un incontro ad Arcore con Giancarlo Galan, Berlusconi ha registrato l’intenzione del governatore di restare al suo posto. In cambio il Veneto «avrà una forte rappresentanza al governo e vi saranno almeno due ministri veneti e una significativa componente fra i viceministri e i sottosegretari» ha spiegato il leader azzurro. «Al Veneto sarà riservata una grande attenzione» aggiunge Berlusconi. In particolare uno dei primi provvedimenti sarà incentrato sulla sicurezza e immediatamente dopo sarà posto all’ordine del giorno il problema del federalismo fiscale.

Se i nodi delle regioni del Nord sono stati parzialmente risolti, la composizione del mosaico governativo registra ancora alcune caselle ballerine. Nel frattempo il premier in pectore ci tiene a fare una ferma puntualizzazione: «Sarò io a sottoporre al presidente della Repubblica i nomi della squadra formata da una sessantina di persone e la decisione la prenderò solo negli ultimi giorni». Se in parte si tratta di una dichiarazione necessaria a sedare i possibili malumori degli alleati, è anche vero che il leader del centrodestra deve fare i conti con forti resistenze interne al suo partito che si appuntano sul nome di Roberto Calderoli vicepremier. Una questione dai contorni spinosi che potrebbe essere risolta o con una inversione di ruoli, ovvero con Umberto Bossi vicepremier e l’ex vicepresidente del Senato alle Riforme. Oppure con l’aggiunta di una terza poltrona da vicepremier da assegnare ad An, nella persona di Altero Matteoli. A Roberto Castelli, invece, in attesa della possibile candidatura nel 2010 alla presidenza della Lombardia, potrebbe spettare un posto da viceministro alle Infrastrutture. Per quanto riguarda poi l’identikit dei «due ministri veneti», la scelta dovrebbe cadere su Luca Zaia all’Agricoltura e Maurizio Sacconi al Welfare. Meno spinose sono poi le rivendicazioni degli autonomisti siciliani, che per bocca del loro leader Raffaele Lombardo sono tornati a chiedere una poltrona nel futuro esecutivo. La scelta, in questo caso, dovrebbe cadere su Giovanni Pistorio. Un ministero, inoltre, quasi sicuramente verrà assegnato al leader della Dc per le Autonomie, Gianfranco Rotondi.

Ci sono, poi, altri nomi che stanno acquistando peso in queste ore. Ad esempio quello di Marcello Pera, entrato in corsa per la Giustizia, insieme a Mariastella Gelmini e Alfredo Mantovano. Inoltre si va facendo sempre più strada lo spacchettamento della Salute dal Welfare per la quale circolano i nomi di due tecnici: l’immunologo Ferdinando Aiuti e l’oncologo Francesco Cognetti. Un sottosegretariato andrà invece alla leghista Rosi Mauro. Per un incarico di viceministro, ma quello dell’Economia, corre Gianfranco Miccichè. Per il ruolo di capogruppo del Pdl a Montecitorio, infine, sono in forte ascesa le quotazioni di Fabrizio Cicchitto.

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COMMENTI

27 commenti su 1   2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#22 Bosio Giuseppe (4) - lettore
il 22.04.08 alle ore 13:17 scrive:
Penso giusto che si tenga conto, nell'assegnazione dei diversi incarichi nel nuovo Governo, della riuscita ottimale nelle votazioni, ma è anche più che lodevole la disponibilità delle diverse correnti politiche a permettere al più alto responsabile la scelta di persone che lui giudichi più adatte allo svolgimento dei programmi discussi, accettati e concordati.
#21 santoro1972 (7) - lettore
il 22.04.08 alle ore 12:58 scrive:
Ricordiamoci che in Puglia e le regioni del Sud hanno dato la vittoria al PdL così come due anni fa l'avevano data a Prodi. Questa questione dei ministri "Veneti" e l'affievolirsi della discussione sul Sud, otre che la probabile presenza di ministri che da noi terroni vengono visti come fumo negli occhi, fa si che ora il PD locale (Emiliano su tutti) possa dire: ve lo avevamo detto.. e già si parli di un Governo che non ci tutela. Ergo, si rischia di finire la luna di miele con il Governo Berlusconi già prima che sia nominato!
#20 venividi (1378) - lettore
il 22.04.08 alle ore 12:47 scrive:
Impaziente ebbene sì lo sono, non vedo l'ora. Voi no? Il fatto che sia la virtu dei forti mi pare una diceria senza fondamento. Avrei dovuto saperlo che c'era un periodo di tempo obbligato fra le elezioni e l'insediamento del nuovo governo. E invece no, non lo sapevo. Durante questo intervallo si sono sempre svolte risse per le poltrone e quindi l'ho sempre considerato un ritardo dovuto alla necessità di mettersi d'accordo. Sarebbe utile che qualcuno ci informasse quando la legge / la Costituzione prevede l'insediamento del nuovo governo e ancora più utile che nel frattempo tutti gli interessati tacessero.
#19 bentivoglio (1287) - lettore
il 22.04.08 alle ore 12:36 scrive:
direttore viva la libertà!!!!!!
#18 carlpat (835) - lettore
il 22.04.08 alle ore 12:11 scrive:
La pazienza è la virtù dei forti. Io in questa pagine non vedo né pazienti, né forti. Un ministero deve durare cinque anni, non il tempo di una partita di calcio. Perciò è meglio procedere con prudenza piuttosto che improvvisare ministeri e ministri. Mi va bene questo "ritardo" anche perché le nuove camere non sono ancora ufficialmente aperte, colpa di una costituzione vecchia e nata in un epoca oscura per il nostro Paese. Cerchiamo di avere un po' di pazienza. Il resto viene da sé.
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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