martedì 09 febbraio 2010
 
 INTERNI
domenica 28 settembre 2008, 12:31

"Mio fratello, il Papa che voleva fare l’imbianchino"

Esclusivo, parla Georg Ratzinger. L'infanzia, l'adolescenza, i ricordi dell'unico uomo al mondo che conosce i segreti di Benedetto XVI. "Ora si è abituato a essere Papa, lo vive come un volere di Dio"

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 Il blog di Andrea Tornielli
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«Dall’inizio della mia vita mio fratello è stato sempre per me non solo compagno, ma anche guida affidabile. È stato per me un punto di orientamento e di riferimento con la chiarezza, la determinazione delle sue decisioni. Mi ha mostrato sempre la strada da prendere, anche in situazioni difficili». Con queste parole, lo scorso 22 agosto, Benedetto XVI ha ringraziato il sindaco di Castelgandolfo per aver concesso la cittadinanza onoraria a Georg Ratzinger, suo fratello maggiore. La «guida affidabile» del Papa, l’unico membro rimasto della sua famiglia, a dispetto della malattia agli occhi che ne ha ridotto di molto la vista, si muove ancora agilmente nell’abitazione di via Luzengasse, poco distante dal duomo di Ratisbona, dove per lungo tempo ha diretto il famoso coro di voci bianche dei «Domspatzen», i «passerotti del Duomo». Sulla città il cui nome nel 2006 è rimbalzato in tutto il mondo dopo il famoso discorso del Pontefice dedicato al rapporto tra fede e ragione, nuvole grigie scaricano una pioggia gelida e autunnale. Monsignor Ratzinger, 84 anni, puntualissimo, aspetta l’intervistatore sulla porta all’ora prevista per l’appuntamento. Il piccolo salotto di casa, dove riceve i visitatori e dove ci introduce, è zeppo di pergamene e di immagini sacre. Al centro campeggia una foto sorridente del fratello Papa. L’unica condizione per l’intervista è «che sia breve». Ma accetterà di buon grado molte «ultime» domande.
Qual è il primo ricordo che ha di suo fratello Joseph?
«Era il Sabato santo del 1927. Già dall’alba c’era una gran confusione in casa, e io non riuscivo a capire cosa stesse succedendo. Volevo alzarmi, ma mio padre mi disse di continuare a dormire perché mi era nato un fratellino. Lo vidi solo dopo: era piccolo e delicato. Fu battezzato il giorno successivo nella chiesa parrocchiale di Marktl sull’Inn, il paese dove abitavamo. Quel giorno pioveva, nevicava e tirava vento, così i miei genitori decisero di lasciare a casa me e mia sorella per non correre il rischio che ci ammalassimo».
Che tipo di bambino era suo fratello?
«Era un bambino vivace, ma non un terremoto. Lo ricordo sempre allegro. Fin da piccolo mostrava una grande sensibilità nei confronti degli animali, dei fiori e, in generale, della natura. Forse anche per questo a Natale lui riceveva sempre in dono animali di pezza. La sua attenzione per la natura e gli esseri viventi è un suo tratto caratteristico».
Ci può raccontare qualcosa sulla vostra vita familiare e sui vostri genitori?
«Eravamo una famiglia molto unita. Nostro padre era commissario di polizia, proveniva da un’antica famiglia di agricoltori della Bassa Baviera. Mia madre era figlia di artigiani, e prima di sposarsi aveva lavorato come cuoca. Quando era possibile noi bambini andavamo alla messa quotidiana. Si faceva colazione a casa. Poi ci si vedeva di nuovo a pranzo. Secondo la tradizione bavarese mangiavamo prima una zuppa e poi il piatto principale. Il pomeriggio facevamo i compiti e poi con mio fratello andavamo a passeggiare per la città. Poi si cenava insieme. All’epoca non c’erano né radio né Tv e la sera nostro padre suonava la cetra e cantava canzoni. Poi si andava presto al letto».
Quale opinione aveva vostro padre del nazismo?
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10 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#10 cristina76 (2) - lettore
il 01.10.08 alle ore 9:56 scrive:
per me è un'articolo molto interessante che mi ha aiutatato a conoscere di più Papa Benedetto XVI
#9 roberta zannoni (315) - lettore
il 28.09.08 alle ore 23:44 scrive:
Cinque pagine, tutte lette in un fiato. Davvero grazie c'era bisogno di un racconto così. Mi sento più leggera. Auguri ricambiati.
#8 paoladigenova (1463) - lettore
il 28.09.08 alle ore 23:41 scrive:
Fra tanti articoli pur di grande interesse ma spesso decisamente sconfortanti, questo di Tornielli ci apre uno spiraglio verso la bellezza e la forza dei veri valori che dovrebbe informare la vita di tutti noi. Commovente e dolcissimo, mi ha riconciliato col mondo. Grazie.
#7 Inu-Yasha (237) - lettore
il 28.09.08 alle ore 19:15 scrive:
Bellissima intervista, grazie.
#6 tethans (99) - lettore
il 28.09.08 alle ore 18:14 scrive:
Fantastica la descrizione del pontefice anche se mancano dei pezzi riguardante la sua carriera nella chiesa come capo della santa inquisizione spagnola. Ma a parte queste picolezze BENETETTO XVI e ed sara uno tra i piu ILLUMINATI PONTEFICI che abiamo avuto oltre al Sommo Pontefice ed ora BEATO GIOVANNI XXIII, la loro missione e chiara quella di riavvicinare l´umanita a rifletere sul futuro dell´uomo e DIO,e del pianeta terra. FORZA BENEDETTO XVI NOI TI ASPETIAMO A londra e se dovese venire vedrebe una Londra MOLTO CRISTIANA ed CATTOLICA. Un italiano Bergamasco a LONDRA
10 commenti su  1  2   pagine
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