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martedì 06 ottobre 2009, 08:20

Mondadori, scontro sulle motivazioni Berlusconi: allibito, enormità giuridica


In 176 pagine il giudice spiega perché Fininvest deve pagare 750 milioni a De Benedetti. E accusa il Cavaliere: "Corresponsabile della corruzione per Mondadori". Il premier: "Allibito, ma vado avanti cinque anni, non c’è nulla che potrà farci tradire il mandato degli italiani". Csm, 15 giudici chiedono una pratica a difesa del giudice Mesiano. Il giudice regala a De Benedetti altri 45 milioni

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Milano - Silvio Berlusconi non poteva non sapere della corruzione del giudice Metta, chiamato nel 1991 a decidere chi dovesse controllare la casa editrice Mondadori. Perchè i soldi finiti al giudice venivano da un conto estero della Fininvest, e Berlusconi era all'epoca il numero uno del Biscione: «Sarebbe assolutamente fuori dall'ordine naturale degli accadimenti umani che un bonifico di circa 3 miliardi di lire sia disposto ed eseguito per finalità corruttive senza che il dominus della società, dai cui conti il bonifico proviene, ne sia a conoscenza e lo accetti. Pertanto è da ritenere che Silvio Berlusconi sia corresponsabile della vicenda corruttiva, corresponsabilità che come logica conseguenza comporta la responsabilità della stessa Fininvest».

É questo il passaggio centrale delle motivazioni della sentenza con cui il giudice milanese Raimondo Mesiano ha condannato il gruppo Fininvest a versare alla Cir di Carlo De Benedetti il gigantesco risarcimento di 750 milioni di euro. Tutto nasce, come è noto, dalla condanna per corruzione del giudice Vittorio Metta, componente della Corte d'appello di Roma che nel 1991, annullando il «cosiddetto «lodo Mondadori», risolse a favore del Cavaliere lo scontro con De Benedetti per il controllo della casa editrice. Insieme a Metta è stato condannato per corruzione Cesare Previti, all'epoca avvocato di Fininvest. Ma, a sorpresa, ora il giudice Mesiano non si limita a prendere per buona la condanna penale di Previ e Metta e a tradurla in un giudizio civile. Mesiano invece ripercorre, interpreta e giudica l'intera vicenda. Analizza la decisione della Corte d'appello di Roma, e stabilisce che - anche a prescindere dalla corruzione di Metta - fu una decisione sbagliata. E soprattutto mette sul banco degli imputati Silvio Berlusconi, che dal processo penale uscì prima per assoluzione e poi per prescrizione. Berlusconi è colpevole, scrive invece Mesiano. Anche se ricorda che davanti alla giustizia civile servono prove più vaghe di quelle necessarie in sede penale: tanto che, afferma, si può arrivare alla certezza anche attraverso un semplice ragionamento: «Il tribunale ritiene qui di poter fare pienamente uso della prova per presunzioni, che nel giudizio civile ha la stessa dignità della prova diretta».

LA SENTENZA DI ROMA Il giudice Mesiano analizza le presunte «anomalie» della sentenza che diede ragione alla Fininvest, a partire dalla sua assegnazione al giudice Metta: «A parere di questo tribunale un primo elemento indiziario che denota l'anomalia del procedimento civile presso la Corte d'appello di Roma è rappresentato dalla assegnazione della causa al giudice Metta». «Si ricava il convincimento di una fortissima concentrazione di cause e di potere nella persona del consigliere Metta, ciò che destò le critiche all'epoca anche della sezione romana di Magistratura Democratica». Tra le altre anomalie, la rapidità con cui venne depositata e battuta a macchina la sentenza, e le indiscrezioni che circolarono sull'esito prima che venisse ufficialmente annunciato.

Ma Mesiano affronta anche il contenuto della sentenza, anche dando atto che affrontava un tema assai complicato come la validità dei patti di sindacato: «Ritiene il tribunale che la questione della validità dei patti di sindacati azionari era nei primi anni '90 ancora molto dibattuta nella dottrina e nella giurisprudenza italiana. Certamente gli argomenti della sentenza Metta hanno un loro valore, ma lo stesso deve dirsi degli argomenti di Cir. Si trattava, in sostanza, di questioni opinabili e certamente non è su questa parte della motivazione che il tribunale fonda il proprio convincimento sulla ingiustizia della sentenza Metta». Eppure la conclusione è che il «lodo» non poteva essere annullato perché la Corte d'appello non poteva entrare nel merito della decisione: «In ciò, come già ritenuto dal Tribunale, sta la grave forzatura e la grave ingiustizia della sentenza della Corte d'appello di Roma».

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133 commenti su 1  2  3  4  5   6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#108 Alberto Clavarino (78) - lettore
il 05.10.09 alle ore 22:37 scrive:
De Benedetti iattura dell'Italia. Ha rubato l'irrubabile, ha sostenuto sempre la sinistra pur avendo più soldi di Creso, ha truffato migliaia di risparmiatoi in Borsa, ed ha contribuito alla creazione di Repubblica, la peggiore ****a editoriale nella storia. Il mascalzone però, ha scelto di fare i fatti suoi dalla parte giusta, cioè dalla stessa dei giudici, delle banche e di tutta la setta dei maiali di Stato. Tutto il mondo sa che con Olivetti ha truffato per miliardi lo stato, arrivando a vendere macchien da scrivere come PC ! In galera ci vada lui !
#107 gamma (272) - lettore
il 05.10.09 alle ore 22:14 scrive:
E' una cifra inaudita. Quasi 1500 miliardi delle vecchie lire. Una cifra che può mettere a tappeto qualsiasi azienda, anche la più solida. Un giudice onesto, anche qualora fosse stato convinto della colpevolezza della Finivest, avrebbe dovuto tener presente il benessere dei dipendenti della Finivest e decidere una cifra meno gravosa. Persino la legge prevede che un risarcimento non debba superare il lilmite per cui quell'azienda potrebbe essere messa in crisi. Pertanto, questo giudice, o è un incosciente oppure è un killer prezzolato di cui si possono facilmente intuire i mandanti. Siamo quasi sicuramente davanti ad un tentativo di golpe bianco i cui passaggi stanno seguendo una timeline ben precisa ed attentamente architettata e di cui il Mesiano potrebbe essere una pedina più o meno consapevole
#106 antonio54 (55) - lettore
il 05.10.09 alle ore 22:22 scrive:
Presidente continui pure nell'attuare il programma che ha sottoscritto con gli elettori, non stia a curarsi di quello che fanno, tanto la maggioranza degli Italiani e con Lei; la loro è solo invidia. Mi permette di darLe un consiglio; dovede attuare subito la riforma della giustizia e nel contempo dovete tarpare le ali a tutti coloro che si pongono al di fuori della legge. Deve essere vendicativo.
#105 Ludwigterzo (344) - lettore
il 05.10.09 alle ore 22:12 scrive:
Sabato la bomba ed oggi abbiamo già la sentenza.Ma guarda che velocità!
#104 GiustoPio (147) - lettore
il 05.10.09 alle ore 22:02 scrive:
Quando si deve dare addosso a Berlusconi le sentenza arrivano, eccome se arrivano! Vogliamo parlare di SME, di prodi, della Unipol, una assicurazione che voleva acquistare una banca!! Vogliamo parlare di Rizoli Angelo, incarcerato, depredato ei suoi averi, dopo qualche anno di prigione ASSOLTO! Ora chi gli restituisce il Corriere della Sera? E gli anni di galera? Resta sempre e solo lo sport nazionale di far fuori Berlusconi, visto che il PD è sempre più diviso, litigioso, senza idee e senza leader. Sicome le elezioni non le vinceranno mai più per l'eternità e allora cercano di demolire il governo con altri sistemi, sperando che nuove elezioni............ MA ANDATE A....RANARE!!!! SILVIO TIENI DURO!!
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