Mostra blasfema, 200mila euro all’ideatrice

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A Napoli dici consulenze e ti ritrovi la coda dietro la porta dell'ufficio. Quando a bussare non è direttamente la magistratura. Le cronache - dicembre scorso - riferiscono di 13 arresti, di cui 4 tra assessori ed ex della giunta Iervolino, visto il generoso meccanismo di «distribuzione di posti di lavoro, incarichi e consulenze pagate con denaro sonante». Rosetta minaccia sempre di mollare la poltrona, ma poi puntualmente «rimpasta» la squadra e rimane dov'è. Lei che ha «le mani pulite» si sbraccia e giura: «Siamo la città con meno consulenze d'Italia. Non sappiamo più dove tagliare». Già, ma qualcosina ci sarebbe da sfrondare eccome negli ultimi 504.707 virgola 52 centesimi di euro spesi negli appena 14 contratti «esterni» comunicati al ministero di Renato Brunetta e stipulati nei corridoi di palazzo San Giacomo dal 2005 e in alcuni casi tuttora in corso.
Impara l'arte e mettila da parte. In alternativa, c'è il Palazzo Roccella delle Arti in via dei Mille, dedicato alle creazioni più «innovative». Uno scatola spesso vuota e peraltro doppione del Madre, nota creatura bassoliniana. Come «direttore artistico e di progetto e curatore capo delle mostre» la giunta ha pensato alla vulcanica Julia Draganovic, tedesca oltre la quarantina, meritevole di un onorario da 200mila euro tondi in due anni. Nonostante questi sacrifici, il Pan non rappresenta certo una meta obbligata per i turisti che sbarcano a Napoli. Di fatto, l'unica rassegna di cui risulta memoria condivisa è quella che, a marzo, ha ospitato un crocifisso avvolto in un preservativo, firmato dall'artista Sebastiano Deva. Finch´ il sindaco non s'infuriò peggio di quella volta con Lupo Alberto e l'opera fu rimossa tra le polemiche. Draganovic, comunque, è sempre impegnata per «dare continuità alla dimensione internazionale» del museo. Perciò a settembre 2008 ha aperto «una finestra per far conoscere Napoli al pubblico americano». Perciò tutti in viaggio a New York per una mostra-video.
Anche sotto il Vesuvio si lavora intensamente. E mica gratis. Prendete ad esempio i 24.480 euro corrisposti alla Icaro srl per la «valutazione degli interventi necessari per l'adeguamento del progetto impiantistico della Casina del Boschetto». Cioè il rudere che fa ancora bella mostra di s´ nel cuore della villa comunale. Fino a 10 anni fa era la sede dell'associazione cronisti napoletani, poi arrivò Bassolino e decise di sfrattare i giornalisti con la promessa di ricavarci dei soldi dall'affitto. Invece la struttura è rimasta abbandonata, alla merc´ di vandali e tossici, senza che nelle casse comunali entrasse un euro. Anzi, rimettendoci in manutenzione e programmi di recupero solo sulla carta. A maggio il consigliere Pdl Ciro Signoriello ha provato a fare un sopralluogo nel «fortino» in compagnia dei presidenti locali dell'Unione cronisti e dell'Assostampa, ma non è nemmeno riuscito a entrarci. Intanto, i tecnici del Comune avvisano: il «prossimo passo» per la riqualificazione sarà accendere un mutuo da 600mila euro. Napoli: punto e a capo, direbbe Arbore.
Il degrado, del resto, a Ponticelli è cosa nota. Un'intera zona in preda a camorra, baraccopoli rom e monnezza. Perciò serve la doppia «consulenza tecnica» da 60mila euro per la «redazione del progetto» (preliminare, ovvio) delle opere pubbliche previste dal piano regolatore. Quelli di Ponticelli sono ancora lì ad aspettarle. Questione d'immagine, come il «master plan» turistico partorito in due mesi due (ottobre-dicembre 2007) da una coppia di esperti concentrati sull'«aggiornamento e la revisione» della ricerca «Napoli: analisi delle opportunità in ottica di marketing territoriale». Studio per cui intascheranno 7mila euro a testa. Quasi 90mila l'avvocatessa Veniero per pareri circa «la concreta attuazione» del condono edilizio.
Ora bisogna capire se è tutto qui. Donna Rosetta, forse a furia di tagliare, all'operazione «trasparenza» ha risposto inviando un elenco troppo striminzito da non apparire sospetto. Era ieri quando il governo di Napoli ci abituava a ogni genere di munificenze. Tipo i computer palmari ultramoderni, le auto blu e i taxi à go-go per i 60 consiglieri comunali, oltre alle assunzioni gonfiate. A proposito di trasparenza, la Iervolino gli ha dedicato pure un assessorato ad hoc. Il problema è che il suo uomo, Giuseppe Gambale, è finito a processo. Come l'ex assessore al Bilancio, Enrico Cardillo, e altri cinque funzionari: la Procura ne ha da poco chiesto il rinvio a giudizio. Il reato? Toh, consulenze d'oro sul piano strategico del Comune.
(ha collaborato Carmine Spadafora)

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COMMENTI

#3 guardascione gianluigi (19) - lettore
il 25.07.09 alle ore 18:54 scrive:
Da napoletano non posso non commentare. Non ci sono piu' parole per descrivere l'operato della coppia RosAntonio . Manco la vecchia dc dei Gava dei Pomicino etc etc. era riuscita in cosi poco tempo a fare tanti danni. Unica e misera consolazione e' che la primavera non e' poi cosi lontana cari napoletani e come alle provinciali avremo l'unica possibilita' che esiste in un paese democratico per mandarli, scusate a fare in ****. (a meno che la magistratura napoletana non si svegli ). La speranza e' l'ultima a morire.
#2 pinomin (13) - lettore
il 25.07.09 alle ore 15:30 scrive:
Vergogna, abbiamo il 50% delle strade rotte, piene di avvalamenti, buche e questi pagano queste consulenze, ma vi posso dire che questo non è nulla, a San Giorgio a Cremano un comune in provincia di Napoli, dopo non sò quanti dipendenti, dirigenti e funzionari con poca voglia di lavorare, pur di piazzare un militante di partito, si sono inventati la figura del direttore generale, con oltre, udite, udite 100.000,00 euro di stipendio, assurdo.
#1 guidode.zolt (3496) - lettore
il 25.07.09 alle ore 9:29 scrive:
dovendo usare un linguaggio rispettoso posso solo commentare dicendo: *******,...........,*******,..........,******** capito?
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