martedì 09 febbraio 2010
 
 INTERNI
venerdì 19 giugno 2009, 09:44

Mozzarelle avariate, sequestrate 4,5 tonnellate

Scoperta una frode in un caseificio di Crema: si usavano burro, caseina e formaggi quasi scaduti da miscelare al latte per produrre le mozzarelle. Sequestrate 4,5 tonnellate di prodotti, per un valore di 45mila euro

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Cremona - Mozzarelle confezionate con burro, caseina o formaggi quasi scaduti. I Nas di Cremona hanno sequestrato circa 4 tonnellate e mezzo di mozzarelle, prodotte da un’azienda casearia di Crema e distribuite per il consumo in tutto il Nord Italia. Il sequestro è stato disposto dalla procura della Repubblica di Crema dopo le indagini dei carabinieri del Nas di Cremona, che avevano denunciato i due titolari del caseificio per frode in commercio, vendita di sostanze alimentari non genuine e sofisticazione di alimenti con sostanze non consentite.

Ingredienti avariati I militari hanno infatti accertato che le mozzarelle venivano prodotte presso quell’azienda utilizzando quasi esclusivamente materie prime non consentite come caseina, burro e formaggi scaduti o prossimi alla scadenza. In tal modo, aumentando la massa grassa del prodotto con il burro e la consistenza proteica con la caseina, l’azienda riusciva a produrre mozzarelle utilizzando scarsissime quantità di latte, fornendo però un alimento qualitativamente scadente alla propria clientela. I militari hanno immediatamente bloccato la produzione, sequestrando le 3 tonnellate di mozzarelle nell’azienda, più oltre un quintale delle materie prime illecitamente utilizzate.

Già in commercio Ingenti partite del prodotto erano state già commercializzate a favore di esercizi pubblici e ristoranti del Nord Italia. I Nas hanno sequestrato una tonnellata e mezza circa di mozzarelle, pronte a finire sulle tavole dei consumatori. Il valore degli alimenti sottratti alla rete distributiva ammonta a circa 45mila euro.

17 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#17 Antony36 (985) - lettore
il 19.06.09 alle ore 16:10 scrive:
Ancora una volta ci è dato constatare che i "furbi" non stanno solo al sud, come usano dire tanti nordisti. Ma quello che ritengo più odioso è il fatto che, quando si parla di questi reati, che interessano direttamente i consumatori, mai i giornalisti riportano i nomi dei responsabili. Eppure, ritengo che nei verbali dei NAS gli elementi ci siano tutti. Come mai in questi casi il diritto di cronaca non li obbliga a rivelare i nomi delle società? E' questione di connivenza o dipende dal fatto che il nome dei proprietari o della società non è stato scoperto da loro, magari attraverso il buco di una serratura? Con una differenza, che di un cittadino che riceve a casa sua una prostituta a me non interessa un fico secco, mentre conoscere il nome dell'azienda, dalla quale non acquistare per tutelare la mia salute, mi sarebbe di grande importanza. Ma evidentemente il concetto di servizio pubblico che io ho anche della stampa non coincide con quello dei o di parte dei giornalisti.
#16 bidi (303) - lettore
il 19.06.09 alle ore 16:03 scrive:
#13 pino d ma che parli a fare se non devi dire nulla? cosa ti farnetichi?
#15 vittorio.musumeci (154) - lettore
il 19.06.09 alle ore 15:52 scrive:
BRAVISSIMI.Ma se non avvisate la popolazione con che marchio venivano messe sul mercato ,non avete concluso niente o solamente in parte. Io abito a 9 km da Crema e sono un forte consumatore di mozzarella,anche oggi in frigo ne ho 8 di mozzarelle,ma se non mi dite quale devo gettare e quale posso mangiare tranquillamente,cosa faccio?Getto via tutto ? Ma come al solito in Italia si scoprono le frodi a danno dei cittadini ,ma non si smaschera mai i colpevoli ,perchè naturalmente saranno ricchi imprenditori e i loro clienti magari catene di supermercati"un azienda casearia di Crema", si ma QUALE. La solita leggerezza italiana .
#14 luxorsin (129) - lettore
il 19.06.09 alle ore 15:03 scrive:
Sarebbe utile oltreché opportuno pubblicare il nome dell'azienda e dei prodotti immessi sul mercato.
#13 pino d. (1594) - lettore
il 19.06.09 alle ore 14:59 scrive:
Chissà se un giorno una futura UE di sinistra, porterà questa roba allo stesso livello a cui, in un non lontano passato, ha portato la cagliata che ha voluto equiparare alla "mozzarella italiana". Ricordo, anche se l'ho già detto altre volte, che la mozzarella europea, cioè la cagliata sta alla vera mozzarella italiana come la farina sta al pane. Ora si tratta semplicemente di togliere anche la materia prima. Come hanno permesso a qualche multinazionale di togliere il burro di cacao dal cioccolato. Come han tentato di togliere le arance dall’aranciata. pino d.
17 commenti su  1  2  3  4   pagine
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