Napolitano e la sindrome del frenatore

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Il presidente conosce la legge. Il presidente ascolta, dice, precisa, prevede, custodisce, sentenzia. Napolitano quando parla di solito va interpretato e ognuno si attacca alle sue parole per tirarlo di qua e di là. Questa volta no. Questa volta oggettivamente quel richiamo al binario morto del ddl intercettazioni ha il suono di una brusca frenata. È l’opinione del presidente e nessuno qui vuole metterla in discussione, ma il dubbio rimane. Il Quirinale è il custode della Costituzione, la madre di tutte le norme. Su questo niente da dire. Solo che le leggi le fa il Parlamento. Non il presidente e neppure la Corte Costituzionale. A loro tocca controllare. Devono dire se la legge va contro la Carta. Arrivano dopo. Non prima. Non si fanno i processi alle intenzioni.

Qui, invece, si fa un po’ di confusione nei ruoli. Il presidente diventa l’oracolo che scende dal Colle e detta quello che si può o non si può fare. E questo presidente troppo spesso è chiamato in causa come deus ex machina, come se il governo avesse bisogno di un tutore, di una badante, o di un commissario politico. Magari non è colpa di Napolitano. O forse sì. I numeri per approvare il processo breve comunque dovrebbero esserci. Il problema per il Quirinale è che non si accontenta di una maggioranza qualsiasi, non gli basta contare i voti, li vuole pesare. Napolitano vuole i voti di Fini. È con lui che sta giocando di sponda. È con lui che la legge diventa legittima. Insomma il processo breve si fa se Berlusconi torna a stringere la mano a Fini. Una maggioranza risicata darebbe l’opportunità al Colle di rinviare la legge alle Camere senza troppi problemi politici, rischiando di farla finire sul binario morto.
Non è questo il momento per restare intrappolati nella sindrome del capostazione e dei binari morti.

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COMMENTI

31 commenti su  1  2  3  4  5  6  7   pagine dal più vecchio | dal più recente
#31 aldo castellari (326) - lettore
il 02.09.10 alle ore 22:37 scrive:
MA IL NOSTRO EMERITO PRESIDENTE, che cosi' spesso valuta le situazioni ed invia segnali e messaggi ed ha deplorato i reportage sul comportamento di Fini a Montecarlo, in Rai etc, giudica forse queste varie attivita' consone alla posizione di Presidente della Camera, terzo grado nello Stato Italiano ? Ci faccia sapere, ma presto, se gli e' possibile, anche per smentire l'esistenza di un continuo gioco di sponda con il fedelissimo Fini. .
#30 limick (973) - lettore
il 02.09.10 alle ore 21:16 scrive:
Napolitano raccogliera' il testimone lasciato da Fini (ormai piu' di la' che di qua.. in tutti i sensi).
#29 guidode.zolt (3496) - lettore
il 02.09.10 alle ore 20:48 scrive:
..se non fosse cosi' datato...potremmo usarlo nel bob a 2...proprio come frenatore...anche se e' un po' troppo lungo...
#28 Ferri Nicolò (219) - lettore
il 02.09.10 alle ore 20:37 scrive:
Speriamo che non sia così come esplicita l'estensore dell'articolo, ma paventare le pieghe che può prendere una legge prima che venga promulgata dal capo dello stato, è legittimo. Quella sulle intercettazioni , il capo dello stato dovrebbe saperlo perchè è stata accantonata, per la semplice ragione che è stata stravolta dagli iniziali intendimenti, quindi legittimo da chi presentata, metterla in ibernazione, salvo ulteriori rettifiche o cestinarla e riproporla ex novo.
#27 bolinatore (1824) - lettore
il 02.09.10 alle ore 19:48 scrive:
Complimenti Dott. Tramontano, lei ha poteri, anzi superpoteri straordinari che le consentono di leggere nella mente del Presidente della Repubblica, partendo da una sua semplice constatazione che è di tutta evidenza: Il parlamento ha perso tempo per varare una legge ritenuta indispensabile e prioritaria dal Governo e poi misteriosamente accantonata. Succederà lo stesso con il DDL sul processo breve, che oggi sembra essere questione di vita o di morte per il paese? Legge che ricordiamolo era finita già su un binario morto dopo la sua approvazione in Senato, dopo la promulgazione del Lodo Alfano, (poi bruciato dalla Consulta), quando cioè la legge sul processo sembrava non servire più al Cavaliere. Un'altra cosa vorrei dirle: si legga meglio la Carta Costituzionale ed in particolare gli articoli che riguardano i poteri e le prerogative del Capo dello Stato.
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Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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