Né libertà né coscienza

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Ci sono temi, ed è noto, per i quali un Parlamento non può permettersi di legiferare sulla base degli umori popolari: è impensabile che certe scelte economiche e legislative siano asservite a dei sondaggi. Per altri temi riguardanti le scelte personali, viceversa, un Parlamento ha il dovere di sondare l'autentica volontà popolare e di legiferare nel senso più democratico e referendario possibile. Ebbene: col decreto antistupri, e col testamento biologico, le parti sono state invertite.

La custodia cautelare come extrema ratio, tema delicatissimo, è stata abolita a furor di popolo in tre minuti netti, ciò in virtù di un'emergenza stupri che peraltro non c’era; e il Senato ha appena approvato, dall’altra, un finto testamento biologico che consegna il tuo corpo inanime nelle mani dello Stato e ti impone dei trattamenti sanitari obbligatori fregandosene del tuo consenso: e fregandosene, soprattutto, del particolare che la maggioranza degli italiani di destra e di sinistra (dati-alla-mano) non è d’accordo per niente. Dettaglio: i parlamentari del Pdl che in privato si dicevano contrarissimi a questo testamento biologico, sino a ieri, si contavano a mazzi. Morale. Berlusconi aveva detto che la libertà di coscienza è intangibile, mentre ieri ha detto che molti parlamentari sono lì per fare numero. Mettiamola così: se non sanno che farsene neppure della libertà di coscienza, molti parlamentari sono lì per fare numero.

COMMENTI

35 commenti su 1  2  3  4   5  6  7   pagine dal più vecchio | dal più recente
#15 rokko (2837) - lettore
il 27.03.09 alle ore 13:55 scrive:
#12 pezzodifesso75: in linea generale sono d'accordo con lo spirito del commento, ma non sul rimedio (le preferenze). Queste non risolverebbero nulla perché le liste sarebbero comunque stilate dai partiti ed inevitabilmente sarebbero eletti i primi in lista. Il rimedio, per me, è tornare alla legge elettorale precedente abolendo però non la quota maggioritaria (come è stato fatto, in barba al referendum) ma quella proporzionale. Uninominale secco o al più con il doppio turno, un solo nome per lista: nel collegio chi prende più voti viene eletto e soprattutto chi non viene eletto scompare dal parlamento. Se propendo a sinistra (destra) ma la sinistra (destra) mi piazza un idiota nel collegio, io voto a destra (sinistra), perché voto UN NOME, non un partito. Quella persona in parlamento agirà non da burattino, perché deve rispondere solo a me e gli altri elettori del collegio. Con l'effetto collaterale che i partiti sarebbero costretti a candidare gente valida in tutti i collegi.
#14 Gian (11) - lettore
il 27.03.09 alle ore 13:45 scrive:
Negli ultimi anni, l'attività legislativa di questo o di quel governo è stata scientificamente ispirata non da "umori popolari", come lei scrive ma da "umori giornalistici" che si alimentano soffiando su drammatiche ma sparutissime circostanze. Ma qualcuno si è chiesto se alla maggioranza dei cittadini interessa di più la possibilità di scegliere come meglio morire (con testamento biologico o con sentenze di cassazione) o invece interessi di più ai cittadini la possibilità di scegliere come vivere di più e di come curarsi ? Sembra ovvio a tutti ma mentre si discute su come si possa porre fine alla vita ispirandosi alla libertà di scelta propria di ogni individuo, oggi in Italia e non solo, non si è liberi di avere una Scelta di Cura. Ricordiamo che le terapie in Italia sono imposte e obbligatorie, non si può scegliere, il tutto al servizio del buseness ? Per ogni patologia vi è un trattamento sanitario obbligatorio imposto da soliti che se la cantano e se la suonano da soli senz
#13 Venere (2) - lettore
il 27.03.09 alle ore 13:38 scrive:
in una democrazia il Governo dovrebbe, quanto meno, legiferare nell'interesse del popolo e non contro i suoi cittadini. Trovo assurdo questo "finto testamento biologico" che in realtà non porterà molte scelte alle persone che avrebbero il sacrossanto diritto di decidere della propria vita. Facci ha ragione anche per quanto attiene alla custodia cautelare. Bravo Facci, in poche parole riesci ad esprimere ciò che veramente pensano e vogliono grande parte degli italiani.
#12 pezzodifesso75 (43) - lettore
il 27.03.09 alle ore 13:15 scrive:
Diciamo prima di tutto una cosa .... una legge elettorale in cui non c' è il voto di preferenza favorisce smaccatamente la presenza di parlamentari perfettamente allineati con il vertice del proprio partito visto che è il partito stesso a comporre le liste e non la scelta degli elettori ..... in questo senso la dichiarazione di Berlusconi sull' inutilità dei parlamentari sembra avere un suo fondamento. Peccato pero' che l' attuale legge elettorale sia stata fatta dal suo governo nel 2006 (calderoli - porcellum)appena prima di chiudere la legislatura. Ne deriva che le dichiarazioni del presidente sono al solito decisamente pretestuose. Fatta questa precisazione che riguarda l' ultima parte dell' articolo di Facci .... per il resto mi trovo perfettamente d' accordo con lui.
#11 eugeniosavio (7) - lettore
il 27.03.09 alle ore 13:01 scrive:
Ora, caro Filippo, se Lei non vuole buttare al macero tutto quello che di GIUSTO ha sostenuto finora durante il Suo lavoro, ed è molto ed è ammirabile, Lei DEVE pensare seriamente di andarsene da questo ormai povero Giornale. Le chiedo scusa e La ringrazio.
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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