Né libertà né coscienza

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Ci sono temi, ed è noto, per i quali un Parlamento non può permettersi di legiferare sulla base degli umori popolari: è impensabile che certe scelte economiche e legislative siano asservite a dei sondaggi. Per altri temi riguardanti le scelte personali, viceversa, un Parlamento ha il dovere di sondare l'autentica volontà popolare e di legiferare nel senso più democratico e referendario possibile. Ebbene: col decreto antistupri, e col testamento biologico, le parti sono state invertite.

La custodia cautelare come extrema ratio, tema delicatissimo, è stata abolita a furor di popolo in tre minuti netti, ciò in virtù di un'emergenza stupri che peraltro non c’era; e il Senato ha appena approvato, dall’altra, un finto testamento biologico che consegna il tuo corpo inanime nelle mani dello Stato e ti impone dei trattamenti sanitari obbligatori fregandosene del tuo consenso: e fregandosene, soprattutto, del particolare che la maggioranza degli italiani di destra e di sinistra (dati-alla-mano) non è d’accordo per niente. Dettaglio: i parlamentari del Pdl che in privato si dicevano contrarissimi a questo testamento biologico, sino a ieri, si contavano a mazzi. Morale. Berlusconi aveva detto che la libertà di coscienza è intangibile, mentre ieri ha detto che molti parlamentari sono lì per fare numero. Mettiamola così: se non sanno che farsene neppure della libertà di coscienza, molti parlamentari sono lì per fare numero.

COMMENTI

35 commenti su 1  2  3  4  5  6   7   pagine dal più vecchio | dal più recente
#5 bolinatore (1824) - lettore
il 27.03.09 alle ore 10:26 scrive:
D'accordo con Facci sia sulla faccenda degli stupri che sulla farsa del testamento biologico. Due notazioni. La prima è che non si dovrebbe mai legiferare sotto la spinta emotiva degli eventi. La seconda è che la legge sui DAT, così come approvata dal Senato è chiaramente anticostituzionale non solo perché in contrasto con gli articoli 2 e 32 della Carta, ma soprattutto perché contiene elementi di irragionevolezza ed è perciò contraria ai principi fondanti di uno Stato di Diritto. Il criterio di non conformità alla Costituzione per "non ragionevolezza" di una legge è principio riconosciuto anche dalla giurisprudenza costante della nostra Corte Costituzionale, che lo citò anche come uno dei motivi di annullamento nelle motivazioni della sentenza sul Lodo Schifani.
#4 wirtak (54) - lettore
il 27.03.09 alle ore 10:02 scrive:
Ha proprio ragione. Grazie.
#3 pakiderma (757) - lettore
il 27.03.09 alle ore 10:00 scrive:
bravo Facci però non credo che lei, cosi arguto, non sappia chi tira le fila di quel carrozzone, influenzandolo nelle migliori delle ipotesi, ricattandolo con la minaccia di far saltare tutto, (più probabile), se non aderisce ai diktat, dai che lo sa e lo sappiamo anche noi. Il popolo? Ora et labora - rosi
#2 teoriko (355) - lettore
il 27.03.09 alle ore 9:35 scrive:
per una volta sono d'accordo, bravo facci!
#1 steacanessa (2363) - lettore
il 27.03.09 alle ore 9:28 scrive:
proprio così.
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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