Nel ’94 Quando Pannella urlava al «golpe giudiziario»

Per questo dai miei compagni di partito mi aspetto di tutto

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Immaginate se Silvio Berlusconi dicesse non che i magistrati sono comunisti, o ideologici, ma che sono una casta di «privilegiati, banda di sovversivi, con il linguaggio rivoluzionista delle borghesie estremiste, militanti dei cazzi vostri, nemici del diritto, della legge, della Costituzione». E se aggiungesse «i pm hanno fatto più danni del Duce»?
Sarebbe fascista? Un dittatore? O starebbe solo citando le parole di Marco Pannella di qualche anno fa? Nel 1994 Pannella affermava: «Denunciai in un discorso alla Camera del 1991 il pericolo che gli avvisi diventassero formidabili armi sovversive, usate in primo luogo contro il capo dello Stato e il capo del governo». Era inoltre «urgentissimo passare a riforme che tutelino le masse dei singoli magistrati capaci e onesti dai magistrati politici. E di questi ultimi ve ne sono ovunque, al Csm soprattutto...». Il Csm soprattutto? Non sarà per caso lo stesso Csm che ha premiato, con un tempismo ovviamente del tutto «casuale», il giudice Mesiano, dopo la condanna in primo grado inflitta a Berlusconi per il Lodo Mondadori? È curioso perch´ oggi, spesso, quelli di sinistra dicono cose di destra solo perch´ le dici tu che non sei di destra ma neppure di sinistra, piuttosto perch´ non sposi l'antiberlusconismo obbligatorio in chi nel cervello ha solo l'ossessione di Berlusconi. Molti mi chiedono «ma tu non eri radicale?». Rispondo «sono i radicali a non esserlo più, ora sono solo parentiano». E però sì, dove sono finiti i miei amici radicali, quelli che ho votato da sempre, perfino quando si sono intruppati con Romano Prodi (ma poco tempo prima Marco dichiarava «se vince la sinistra di Prodi fuggirò dall'Italia»), e votandoli speravo fossero una spina idealistica nel fianco nel Pd? E la Corte costituzionale, oggi intoccabile e sacra, me la ricordo eccome, definita dal leader radicale «la grande cupola della mafiosità partitocratica», i cui giudici erano «un gruppo di fuoco per cercare di salvare fino in fondo il regime e le sue nequizie».
Se lo dicesse Berlusconi, oggi che la Corte costituzionale sembra il Fronte di liberazione nazionale, sarebbe il regime o un rivoluzionario contro il regime? Qualcuno, quelli che leggono solo la Repubblica o Il Fatto, e quindi ogni giorno leggono sempre le stesse cose, obietterà che Berlusconi deve salvarsi dai suoi processi, gli stessi processi che, tuttavia, erano l'arma sovversiva di una «masnada di procuratori» quando i pannelliani si allearono con Silvio, in nome, tra l'altro, del presidenzialismo e dell'antigiustizialismo, e contro i poteri forti, da cui Berlusconi era stritolato. È sempre lo stesso scontro, sempre gli stessi magistrati, sempre lo stesso Berlusconi. Com'è possibile che oggi, proprio su quei temi, Berlusconi incarni «un folle, criminoso, disegno eversivo da generale Pinochet»? Cos'è cambiato? Com'è possibile che Pannella si ritrovi a genuflettersi a un Beppe Grillo qualsiasi? E però, una volta scelta la strada della dissoluzione nel Pd, nella scorsa legislatura, hanno forse fatto fuoco e fiamme per far passare almeno uno straccetto di unione civile etero-omo-trans? Macch´. Neppure sulla legge 40, n´ sul testamento biologico, e Emma era perfino un ministro molto invitato in televisione e ad Annozero, ora forse la piazzeranno al posto di Marrazzo e festa finita. Dal partito transnazionale e transpartitico al post-trans-scandalismo.
E la legge elettorale, la «porcata», ve la ricordate? Neppure quella. I radicali che, insomma, erano per un governo che governasse, per dare più poteri al premier che in Italia non riesce mai a governare, e quindi presidenzialismo all'americana e maggioritario secco e separazione delle carriere e responsabilità civile dei magistrati «nemici del diritto», i radicali duri e puri, di un garantismo così spinto da portare in Parlamento Toni Negri, di un antibigottismo così spinto da portare in parlamento Ilona Staller, quei radicali avrebbero sparato contro i polveroni sollevati su escort e trans, ma scherziamo. Quei radicali, i quali parlavano di «golpe» della magistratura e perfino di «golpe» della Corte costituzionale. Erano radicali per questo, mica perch´ mettevano radici negli ulivi e nelle margherite e si mettevano in coda da Veltroni per prendere i ticket dell'I care. Contrari inoltre, sulla legge elettorale, quando erano nel Polo, a qualsiasi accordo con l'Ulivo, quando il messaggio del Polo era «ci metteremo d'accordo» con l'opposizione, e Pannella si incazzava: «Ma siamo matti? Sarebbe il trionfo della partitocrazia, il ritorno al proporzionale puro». E i referendum per la responsabilità civile dei magistrati, e per la ricerca sulle cellule staminali embrionali, così embrionali da essere subito dimenticate appena fatta l'alleanza con la sinistra cattocomunista a sua volta alleata con il Di Pietro fasciogiustizialista.
Insomma, chi ha ucciso i radicali, i miei amati radicali? Li ha uccisi la loro antitesi, alla lunga li ha uccisi l'Italia che sfianca chiunque. Il loro funerale è stato l'ingresso organico in uno schieramento, e proprio in quello schieramento da sempre combattuto, ipersindacalizzato, antiliberista, antigarantista, e quindi la fine dei tavoli nelle piazze, della militanza democratica extraparlamentare, degli scioperi della fame contro tutto e tutti in nome di principi alti perch´ radicali. Come può conciliarsi Marco Pannella con Bersani, con la farsa delle primarie, con il giustizialismo sovversivo di Di Pietro e De Magistris, con il moralismo ipocrita della sinistra? Dove sono finiti i radicali, quelli laici, quelli liberali, libertari, liberisti, quelli il cui compito era, secondo Pier Paolo Pasolini, di «opporsi a ogni governo e a ogni opposizione»? Dove sono finiti quelli per cui la Corte costituzionale era il simbolo del regime e volevano rivoltare la magistratura e Pannella era definito «l'alleato di ferro» di Berlusconi?

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COMMENTI

#3 Acquastanca (1697) - lettore
il 19.11.09 alle ore 12:27 scrive:
Infatti, mentre nel 1994 solo Pannella gridava al golpe giudiziario oggi lo gridiamo in decine di milioni, e chi non lo grida è perchè versa in malafede o è del tutto irrecuperabile. Effettivamente è utile andare alla carica a testa bassa contro una porta chiusa per sfondarla è una cosa, ma è ridicolo farlo contro una porta aperta quando basta usare la maniglia. Le teste degli Italiani sono come porte, prima erano chiuse e sono state sfondate, con metodi choc, ed ora che sono assai più aperte occorrono metodi soft per superare qualche cigolìo; senza forzare troppo, per non scadere nel ridicolo e ingenerare il rifiuto. Bene Capezzone nel Pdl, bene la Bonino nel governo, bene tutti i radicali a far valere i princìpi di libertà agendo all'interno delle istituzioni. E il Partito Radicale? E' nel nostro cuore, come la prima bicicletta e il primo bacio dato a Francesca.
#2 Acquastanca (1697) - lettore
il 19.11.09 alle ore 12:12 scrive:
Dove sono finiti i radicali? si sono diluiti anch'essi, come la destra che è rimasta solo l'ombra di sè stessa (confrontatela con quella dei tempi di Almirante) come il comunismo (ricordate i tempi di Berlinguer?) e come la democrazia cristiana di Moro. Nettamente stagliate fra loro, le differenze erano fortissime e di sostanza, ma irrazionali, tutte, e perciò non utile nessuna. Adesso che le posizioni si sono stemperate nella ragionevolezza, non si può riconoscere in Italia una destra e una sinistra che ricordino quelle dei bei tempi andati. E i radicali, sfumati anche loro? In parte sì; è venuta meno la loro ragione d'essere elementi di forte rottura di tabù e ipocrisie anacronistici che resistevano ai tempi nuovi, perchè grazie ai Radicali la società si è evoluta. Pannella ha fatto di ogni Italiano un Radicale, e non c'è più un gran bisogno di un Partito che batta la grancassa per grandi temi di libertà che non esistono più, ma ne rimangono solo dettagli applicativi. Grazie, Marco.
#1 Antony36 (1184) - lettore
il 19.11.09 alle ore 10:42 scrive:
Purtroppo, tutto viene subordinato dai politici ai loro interessi. Basta la prospettiva di una poltrona per piegare pure l'indomabile pannella e la guerrigliera bonino: Che vergogna! E dire che, da giovane, vedevo in loro i fieri combattenti per i valori di libertà e laicità della società, ed invece adesso si rivelano quali mercenari della politica! E il presunto e tanto sbandierato prestigio della Bonino, riscosso per un incarico affidatole da Berlusconi, svilito e barattato con un posto in lista pd ed oggi proposto per raccogliere consensi (?) e rendere meno pesante la temuta sconfitta dello stesso pd? Si presenti al giudizio degli elettori e vedrà quanto deludente sarà il risultato!
Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
Scrivi al direttore

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