Vince la linea della tregua: dal Pdl sponda col governo per fare le riforme strutturali

Proposta ai partiti: tavolo comune sulla legge elettorale. Alfano fa appello alle categorie sulle liberalizzazioni: "Basta scioperare". E Monti: le mie misure in continuità col Cav

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Roma - Il vertice di giovedì sera a Palazzo Grazioli congela - almeno per le prossime settimane - i mal di pancia di chi dentro al Pdl vorrebbe tornare subito alle urne. Al punto che Alfano non si limita a dire che il partito «sosterrà con convinzione le liberalizzazioni», ma arriva a rivolgere «un appello» affinché «le categorie interessate possano valutare l’ipotesi di sospendere gli scioperi». Molto più che una mano tesa al governo, visto che buona parte di quelle categorie pronte alla piazza rappresentano una fetta dell’elettorato del Pdl.
D’altra parte, durante il lungo faccia a faccia serale a via del Plebiscito, Berlusconi era stato piuttosto chiaro: «Sfilarsi adesso sarebbe da irresponsabili e incomprensibile sia agli occhi del Paese che della comunità internazionale». Se ne riparlerà fra qualche mese, dunque. Archiviato il decreto sulle liberalizzazioni e con un quadro d’insieme più chiaro. Con buona pace dei malpancisti per nulla convinti che la linea che il Cavaliere definisce della «responsabilità» alla fine pagherà. Lo certifica un «quasi» fuorionda del Tg3. A cui Corsaro, visto il microfono lontano, dice candidamente che «certo vorrebbe staccare la spina» al governo. E come il vicepresidente vicario dei deputati del Pdl a via dell’Umiltà la pensano in molti, soprattutto tra gli ex An a partire da La Russa.
La linea è però un’altra, condivisa anche da chi pensa che il Pdl non possa continuare in questo delicato equilibrio fino al 2013. Come diceva Cicchitto qualche giorno fa, «fra qualche mese tireremo le somme». Tradotto significa che si deciderà il da farsi tra marzo e aprile, prima che si chiuda la finestra per un eventuale voto anticipato. Per adesso nessuna novità in vista. Anzi, se c’è un cambio di marcia è verso e non contro il governo. Ecco perché l’appoggio di Alfano all’esecutivo è così forte da tradursi in un «appello» a non scioperare. Con Monti che intervistato dal Tg1 gioca di sponda, tanto da dire che «molte delle misure prese sono in continuità con il governo Berlusconi», con tanto di citazione per gli ex ministri Gelmini e Brunetta. Le stesse parole usate qualche ora prima da Alfano. «Le liberalizzazioni - dice il segretario del Pdl - si pongono in evidente continuità con il lavoro svolto dal governo Berlusconi». Difficile che la coincidenza sia casuale. E pure l’editoriale del Corriere della Sera di ieri (in cui il Cavaliere viene lodato per la sua scelta di responsabilità e definito «uno statista intero») lascia immaginare che il clima sia davvero quello della tregua. «Ci sono voluti esattamente 18 anni, ma anche il Corriere ha riconosciuto a Berlusconi il rango di statista. Il tempo è galantuomo», è il post di Alfano su Facebook.
A via dell’Umiltà, intanto, si sono aperti i tavoli di lavoro. In quello sulle liberalizzazioni è stato fissato un calendario d’incontri con le rappresentanze di tutti i settori produttivi, del commercio e delle professioni per «valutare insieme» eventuali modifiche al decreto che il Pdl proporrà in Parlamento. In quello sulla legge elettorale, invece, si è deciso di insistere sulla necessità di discutere le modifiche al sistema di voto insieme alle riforme istituzionali perché, dice il presidente dei senatori del Pdl Gasparri, «la riforma della Costituzione precede quella elettorale». «Chiederemo agli altri partiti d’incontrarsi- spiega il vicecapogruppo vicario al Senato Quagliariello - per valutare l’ipotesi di una mozione di indirizzo che indichi delle linee guida». Una mozione che dovrebbe mettere insieme Pdl, Pd e Terzo polo. E che in prospettiva rischia di allontanare ancora di più una Lega che - se l’esperienza Monti andrà avanti e si aprirà davvero il tavolo delle riforme - rimarrebbe fuori dalla stanza dopo si riscrive la legge elettorale. Non certo un dettaglio.
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COMMENTI

9 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#9 kocis1 (194) - lettore
il 28.01.12 alle ore 11:26 scrive:
PDL ovvero Popolo delle Liberta'. Uno puo' immaginare un partito liberale e quindi avvezzo alle liberalizzazioni, invece non ha mai affrontato il problema e addirittura vorrebbe osteggiarlo e non lo fa per non apparire completamente un partito corporativo. Queste incrostazioni che Monti sta cercando di rimuovere sono state originate da Mussolini. Non e' un paradosso che Fini sia il piu' liberale del PDL del quale e' stato pure fondatore?
#8 albertohis (397) - lettore
il 28.01.12 alle ore 10:28 scrive:
Patetici. Cercano di ritagliarsi un ruolo politico di primo piano e millantare influenze che non hanno. Classe politica di falliti, zerbini dei banchieri. Anche la prossima tornata elettorale si risolverà in una farsa senza una nuova classe dirigente responsabile e presentabile.
#7 Ruy Diaz (1000) - lettore
il 28.01.12 alle ore 10:18 scrive:
Il PD si sa!!! Ma il PDL sarà presto un PDEX.
#6 sorciverdi (1259) - lettore
il 28.01.12 alle ore 10:12 scrive:
#1 aladino77, aggiungerei al suo commento che gli anni di governo di Berlusconi sono stati caratterizzati da 1) attacco strumentale da parte ci certa "giustizia" con carnevalate tipo l'insensato avviso di garanzia consegnato durante un meeting internazionale 2) la palese ostilità dei vari PdR, alcuni più sfacciati ed altri meno, ma tutti ostili e tutto fuorché super partes 3) l'ostilità della maggioranza dei media, compreso l'aiuto degli utili idioti di certi media stranieri 4) l'uso strumentale da parte delle opposizoni dei sindacati per le sceneggiate di piazza 5) una costituzione che necessita di profondi cambiamenti sui quali le opposizioni non sono mai state disponibili neppure a confrontarsi 6) i tradimenti di loschi figuri sia a livello di semplici parlamentari che di alte cariche dello Stato 7) un sistema-paese fatto apposta per bloccare ogni canbiamento. Se aggiunge questo concordo pienamente col suo commento. Saluti.
#5 cartastraccia (1200) - lettore
il 28.01.12 alle ore 10:10 scrive:
ah... si chiama linea della tregua??? dalle mie parti invece si chiama "calare le braghe"...
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