La verità è meno complicata da gestire, ma il dramma di queste ore riguarda il recupero disperato dei dispersi e l’amministrazione del rischio ambientale. «C’è il rischio che la nave scivoli più in giù e non esistono mezzi meccanici che possano trattenerla - ha detto il ministro dell’Ambiente, Corrado Clini - Bisogna fare in fretta». La gigantesca prua poggia su uno scoglio e potrebbe scivolare se il mare si alza. La nave si è mossa ieri soltanto di un centimetro, «l’acqua è pulita», hanno confermato i tecnici di Costa Crociere, ma il lavoro intorno alla Concordia è scandito dall’incalzare delle previsioni meteo, e già da oggi si inizierà a preparare la rimozione il carburante, oltre 2.300 tonnellate. Una barriera assorbente è stata creata intorno al relitto con i galleggianti. Per svuotare le 21 cisterne potrebbero servire cinque settimane. Il direttore delle operazioni dell’olandese Smit Salvage, Kees van Essen, ha confermato che «attualmente» nessun serbatoio è rotto, ma che i rischi per l’ambiente «ci sono sempre». Il combustibile, molto denso, l’Ifo 380, dovrà essere riscaldato prima di essere pompato. «La missione è fare presto nel massimo rispetto della vita e dell’ambiente», ha chiarito Max Iguera, il responsabile rimorchio e salvataggio. Ieri sera era attesa al Giglio da Piombino la nave «pontone» Meloria, che dovrà gestire il riscaldamento del combustibile. Le speranze per i passeggeri mai trovati sono sempre più deboli, anche se il numero dei dispersi è sceso: un tedesco si trovava a casa in Germania. In serata la prefettura di Grosseto ha pubblicato sul suo sito l’elenco: 24 passeggeri e quattro membri dell’equipaggio. Si tratta di 13 tedeschi, quattro francesi, un ungherese, sei italiani, un indiano, un peruviano e due statunitensi.
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