Polemica / Nessuno può raccontarci che non si poteva evitare il disastro

Dopo l’alluvione vietato lavarsi la coscienza nell’acqua dei fiumi. Ci sono stati troppi allarmi. Da giorni si sapeva cosa sarebbe accaduto. Per questo il sindaco di Genova Marta Vincenzi lasci stare la solita frase: "Catastrofe imprevedibile"

di -

Ma non dite che non si poteva fare niente. Ma non dite che non era prevedibile. Sono giorni che sappiamo che una violenta perturbazione avrebbe colpito di nuovo la Liguria, ci siamo specializzati in meteorologia spicciola, isobare e cumulonembi, sapevamo tutto della pioggia che sarebbe caduta, del rischio idrogeologico, del pericolo frane, abbiamo riempito pagine di giornali annunciando ogni singola goccerella attesa dal cielo e spiegando le ragioni dell'inevitabile allarme. E poi che cos'è successo? È successo quello che era stato previsto. E il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, invece, salta subito fuori a dire che «non era prevedibile». E che dunque «non si poteva fare niente».
Ma come non era prevedibile? L'evento meteorologico più previsto e annunciato dell'era contemporanea non era prevedibile? Con tutti quei giuliacci che pontificano in ogni angolo della Tv, le protezioni civili riunite in seduta permanente, le centrali operative attrezzate con satelliti che scrutano ogni acquazzone e anticipano ogni refolo di vento, come si fa a dire che un evento simile non era prevedibile? Con che coraggio, di fronte a quei sette morti, di fronte al dolore dei loro famigliari, di fronte alla devastazione di una città colpita al cuore, si dice che «non si poteva fare niente»? Non è un po' troppo comodo?

Mettiamola in modo ancor più crudo: in questi giorni gli amministratori usano l'acqua dei fiumi in piena per lavarsi le mani, come tanti Ponzio Pilato in versione nubifragio. E pazienza se quell'acqua in cui si lavano le mani è la stessa che ha trascinato via i cadaveri dei loro concittadini. Non hanno ritegno, non hanno pudore. Si presentano davanti alle telecamere, davanti ai microfoni, davanti ai taccuini. E dicono che loro non c'entrano, che è uno tsunami, un fatto straordinario. Oppure iniziano il gioco dello scaricabarile: il Comune attacca la Provincia, la Provincia attacca la Regione, tutti attaccano il governo, che a sua volta attaccherà non si sa chi. Non vi sembra ora di mettere fino all'assurdo giochino? È inaccettabile che si ripetano le tragedie. Soprattutto è inaccettabile che le tragedie non abbiano mai un responsabile.

Non è questione di sinistra, destra, amministratori di qua o di là. Non se ne deve fare una speculazione politica, non se ne deve fare una polemica di parte. Nessuno può permettersi di sciacallare sui corpi di due bambine trascinate via dal fiume in piena. Ma c'è una questione di dignità, c'è una questione di responsabilità. Davanti a quei due bambini, così come davanti alle altre vittime di Genova o quelle delle Cinque Terre dell'altra settimana, non possiamo rispondere ancora una volta che «non era prevedibile», che «non si poteva fare niente». Non lo può fare la classe dirigente di questo Paese perché altrimenti che diavolo ci sta a fare nel ruolo di classe dirigente? Se «non si può mai fare niente», se «non ci sono mai responsabili», se «non era compito mio», perché mai dovremmo mantenere un esercito di politici e amministratori che, come numero, non ha pari nel mondo? Per sentirci dire ogni volta che "non si poteva fare niente"?

Ai funerali ad Aulla, l'altro giorno, i parenti delle vittime non hanno voluto politici. E la scelta la dice lunga su quale sia il sentimento diffuso nel Paese. Nessuno ne può più di persone che giocano a nascondino, di rimpalli su fax mandati o non mandati, distinguo di lana caprina sulle competenze. Perché a Genova le scuole ieri erano aperte? Perché i fiumi non erano stati puliti? Le foto pubblicate dai giornali, compreso il nostro Giornale, mostravano il Bisagno sporco, bisognoso di interventi e di cura. Perché nessuno li ha fatti? A chi toccavano? Perché la città di New York è stata chiusa e si è salvata da un uragano violentissimo e a Genova, nonostante i precedenti e gli avvisi, nessuno s'è preso la responsabilità di fare altrettanto? La gente era stata informata dei rischi? Ad Aulla, l'altra settimana, era arrivato un fax di pericolo della Protezione civile, ma ai cittadini non gliel'aveva comunicato nessuno: e a Genova? Quali iniziative erano state prese per spingere la gente all'«auto protezione»? Quali strade sono state chiuse? Quali torrenti sono stati monitorati?

Non si tratta di fare polemiche ciniche. Il vero cinismo è di chi dice: «Non si poteva fare nulla». Il vero cinismo è di chi dice: «Non era prevedibile». Il vero cinismo è di coloro che continuano a nascondersi dietro frasi di circostanza, per cercare di scaricare la loro coscienza che gronda fango e lutto. Il vero cinismo è di chi usa lacrime per nascondere scuse, di chi assume incarichi dimenticando che sono incarichi di responsabilità. E la responsabilità è una cosa seria. Per evitare le tragedie ci vogliono i soldi, è vero. Se dalla Finanziaria 2012, come denuncia il Wwf, sono spariti i 500 milioni previsti per la prevenzione del dissesto idrogeologico, ebbene si tratta di una bischerata. Ma i soldi bisogna anche usarli bene: se davvero il problema è la mancanza di fondi, perché a Genova si sta costruendo per 17,8 milioni di euro un nuovo palazzo amministrativo per i dirigenti della Asl 3? È più importante sistemare i letti dei fiumi o le scrivanie dei burocrati?

Per rispetto delle vittime dell'alluvione bisogna evitare in ogni modo di trasformare la tragedia in una rissa, la solita rissa, Regione contro governo, centrodestra contro centrosinistra, berlusconiani contro antiberlusconiani. Ma bisogna dire, con la stessa chiarezza, che nessuno si può sottrarre alle sue responsabilità. Che non permetteremo di ripetere a tutti che «non si poteva fare niente» e che «non era prevedibile». Ci sono sette persone trascinate via dal fango nel mezzo della loro città, ci sono bambine strappati alla vita mentre passeggiavano nel loro quartiere. Le due piccole pensavano che quei posti fossero sicuri come la loro casa, invece erano a rischio. Lo sapevano tutti, qualcuno ora deve risponderne.

Ingrandisci immagine

ANNUNCI GOOGLE

COMMENTI

77 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#77 muscoliecervello (549) - lettore
il 09.11.11 alle ore 14:16 scrive:
Scrivi qui il tuo commento
#76 limick (1067) - lettore
il 06.11.11 alle ore 10:16 scrive:
#74 wilfredoc47 (53) - lettore Apprezzo e condivido la specifica, soprattutto sulle sanzioni sarebbe ora! E da esempio, ed educative per tutti.
#75 precisino54 (550) - lettore
il 05.11.11 alle ore 21:55 scrive:
Non vorrei che si fraintendesse il mio post precedente: sono ORGOGLIOSO di ESSERE ITALIANO! Il problema alluvione è da prevenire tutto l’anno con AZIONI COSTANTI e non estemporanee. Non c’è una sola la soluzione, ma questa viene dalla sinergia di azioni diverse. Pulire le caditoie dalle foglie, ma anche evitare di coprirle per evitare il puzzo; svuotare gli alvei da rifiuti ed attività di varia natura, ma anche permetterne il dragaggio e la pulizia da tronchi e alberi che il caso ha fatto nascere nei greti: mi risulta che allo stato sia vietato raccogliere ghiaia e pulirli dalle piante spontanee in nome di una ecologia distorta e ignorante; reggimentare gli argini naturali con quanto possa fare allo scopo, l’esperienza di caso in caso può dare le giuste indicazioni. Nell’emergenza invitare i cittadini a lasciare le strade libere dalle auto, utilizzando i parcheggi scambiatori e bus navetta. Agevolare il deflusso CON ogni mezzo e DA ogni mezzo, ivi compresi la burocrazia.
#74 wilfredoc47 (441) - lettore
il 05.11.11 alle ore 19:48 scrive:
59 Limick: la mia era soltanto una constatazione che non esclude la ricerca e la persecuzione delle responsabilità, che sono molteplici e gravi. Resto in ogni caso convinto che l'acquiescenza generale sia un discreto brodo di coltura per le malefatte degli amministratori. Le quali, una volta accertate, andrebbero sanzionate con il rogo o la fucilazione (vedi Cina). E già che ci siamo, un sentito grazie anche ai signori Verdi ed ambientalisti, che di tutto si intendono fuorchè di quello di cui concionano. Saluti
#73 Mario Galaverna (788) - lettore
il 05.11.11 alle ore 19:39 scrive:
Che strana domanda, dulcamara "E i garage, tipo quello dove sono annegati in cinque, li avremmo trasferiti in soffitta?" I garage in soffita no di certo ma i cinque umani annegati INDUBBIAMENTE. Qui non parliamo di danni materiali ma di vite umane irripetibile e non comprabili nè rsostituibili.
77 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine RSS commenti | Cosa sono?
- correlati
+ correlati