Tuttavia questo non è un fenomeno soltanto leghista. Basta sfogliare gli ultimi numeri del Gazzettino, che ha messo a disposizione dei lettori un numero di telefonino dove inviare sms sulla questione, e una pagina dove pubblicarli. «Moschea no». «Devono esistere solo luoghi di preghiera cristiana». «Io sono stata emigrata per tanti anni e non ho mai preteso niente». «Provate voi a entrare in una moschea». «Questa è gente che viene da paesi antidemocratici e scambia la democrazia per debolezza e permissivismo». «Vogliono fare i padroni a casa nostra». «Ero in viaggio a Sharm, è stata negata una messa il giorno di Pasqua anche se avevamo trovato il sacerdote». «Io non sono mai stato razzista ma da quando ho dipendenti musulmani lo sono diventato». I «lasciateli pregare tranquilli» e «la libertà di culto è scritta nella Costituzione» sono rarissimi.
Un anno fa, un sondaggio dello stesso quotidiano veneto rivelava che il 52 per cento della popolazione guardava all'islam con sospetto e il 16 per cento esprimeva un giudizio «molto negativo». Oggi nel Nordest i maomettani sono 150mila con una quarantina di luoghi di culto censiti. Parecchi frequentano le sale di preghiera soltanto nel ramadan. Così, in questi giorni, l'affluenza massiccia di migliaia di immigrati dimostra quanto potere abbiano le moschee.
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