Nucleare, il pericolo non c'è ma il terrore mediatico sì

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Trovo raccapricciante il terrorismo mass-mediatico che segue ogni volta che qualcosa non procede secondo i canoni della perfetta perfezione in qualsiasi attività connessa con la produzione d’energia elettronucleare. Pensate che l’onorevole Ermete Realacci (Pd), come sempre molto ermetico e poco realistico, ha strillato che il nostro governo chieda non so cosa all’Agenzia internazionale per l’energia atomica, perché, secondo lui, «uno dei problemi che il nucleare porta con sé è la mancanza di trasparenza». Mentre, se c’è qualcosa di trasparente a questo mondo è proprio l’attività connessa alla produzione d’energia elettronucleare. Basti pensare che se la donna delle pulizie scivola sul sapone mentre sta lavando il pavimento della sala-macchine di una centrale nucleare, i comunicati delle agenzie di stampa di tutto il mondo denunciano l’incidente nucleare. Consentendo così a vari gruppi folcloristici di dar ragione della propria esistenza e a individui tipo il nostro simpatico onorevole di giustificare a se stesso il proprio stipendio.
Alcuni giorni fa in un impianto che lavora l’uranio (non in una centrale nucleare) avvenne un malfunzionamento (non un incidente): per errore umano, una soluzione contenente uranio è stata riversata in un fiume. Non si ha contezza del senso dell’evento se non si conoscono i numeri. E i numeri sono, mi risulta, che si trattava di circa 70 kg di uranio diluitissimi in ben 25.000 litri di acqua. L’uranio è un elemento debolissimamente radioattivo ed è contenuto nell’ambiente in quantità tali che quel che è successo è totalmente irrilevante: nessuno è morto, nessuno si è ammalato, neanche di raffreddore, né l’ambiente può averne sofferto, essendogli stato restituito ciò che gli era stato sottratto. Mi sono contaminato di più io, ieri sera, con l’insalata consumata, per via del potassio-40 ingerito. Tant’è che nella scala, da 0 a 7, in cui si classificano gli eventi indesiderati del nucleare, quello recente è stato classificato di livello 1. Dobbiamo accettare l’idea che non possiamo pretendere il rischio zero: esso non esiste, perché l’errore umano è sempre in agguato e non c’è altro modo di eliminarlo se non eliminando gli uomini.
Franco Battaglia

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COMMENTI

30 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#30 Economist (75) - lettore
il 26.07.08 alle ore 16:37 scrive:
Altre cose... La Germania è passata dal voler abbandonare tutto il nucleare a voler mantenere le attuali centrali e discutere la possibilità di costruire nuove centrali di 3a+ e 4a... La Svezia & Co. vogliono costruire altre centrali.. Il termodinamico è una realtà, ma una realtà poco conveniente: esistono tante realtà ed il termodinamico non è così conveniente, soprattutto se non si è in una zona come il Sahara..ha costi esorbitanti per efficienze basse e discontinuità inaccettabili con consecutive giornate di nuvoloso..
#29 Economist (75) - lettore
il 26.07.08 alle ore 15:52 scrive:
IO non comprendo questo volere escludere qualunque tipo di energia che non sia solare od eolica... il termodinamico VA e DEVE essere sviluppato... ma anche in 20 o 30 o 40 anni non potrà mai sopperire alla richiesta di energia che abbiamo ed avremo... Il termodinamico in primis, se non è installato in zona equatoriale/tropicale (Sahara) è decisamente antieconomico rispetto al nucleare.. e in quelle zone si avvicina solo... Oltre al fatto che definire obsoleta la fissione mi sembra una cosa abbastanza stupida... non ci sono ancora centrali di 3a avanzata e 4a... e l'unica di 4a che c'è in Russia (dove un'azienda italiana l'ha sviluppata) è qualcosa di sublime visto che le scorie sono quasi pari a 0... e l'efficienza (di combustibile)migliorata di svariate volte (si utilizza inoltre anche uranio 238)...se poi devo pensare alle reazioni piezonucleari di Cardone.. mi vien da pensare che la fissione non sia per niente obsoleta..anzi, c'è ancora tanto di bello da sviluppare!
#28 giacomo.ruggeri (190) - lettore
il 25.07.08 alle ore 11:25 scrive:
risposta a gianmariax: Non si calcola così il rischio. In una nazione come la Francia vi sono (non conosco il numero esatto e faccio una ipotesi) 50 reattori. Quando se ne rompe uno (con frequenza decennale) vi sono 100 vittime. Per la circolazione stradale vi sono 25.000.000 di auto e gli "asfaltati" sono circa 1.000 l'anno. Non mi sembra coerente la valutazione del rischio!!! Poi se si studiasse più da vicino la tecnica della reazione nucleare occidentale si prenderebbe coscienza della "sicurezza intrinseca" per cui le centianaia di km di inquinamento sono una vera e propria favola per i grulli!!!
#27 roberto zanella (287) - lettore
il 24.07.08 alle ore 22:46 scrive:
E' evidente che la lunga mano delle lobbies petrolifere si sia mossa ve locemente da quando alcuni Premier a cominciare da Berlusconi,hanno affermato la necessità del ritorno al nucleare. Credo che piccoli incidenti siano sempre avvenuti con rischio pari a zero,è facile pensare che certa stampa sia stata "invitata" a pubbli care anche il minimo evento. E' il primo segnale di resi stenza dei petrolieri.
#26 baldoone (413) - lettore
il 24.07.08 alle ore 20:54 scrive:
Fateci caso: appena il Ministro Scajola ha parlato di ritorno al Nucleare è successo un fatto curioso: centrali atomiche hanno cominciato a disperdere radioattività (anche vicino all'Italia) e i mass media ci si sono tuffati a corpo morto. Sarà una coincidenza o sembra un deja vu? Non è ora di finirla con tutti questi giochetti ambientali?
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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