Omofobia, Carfagna frena "La legge serve, non oggi"

Dopo le critiche dell'Onu all'Italia per aver affossato la legge sull'omofobia, il ministro delle Pari opportunità chiede una pausa di riflessione: "Niente ddl in cdm, il no della Camera si impone di attendere sei mesi"

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Roma - La legge sull'omofobia sta ferma un giro. Il disegno di legge "non verrà presentato oggi in consiglio dei ministri". Lo annuncia il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, nel corso della Telefonata con Maurizio Belpietro su Canale 5. "Credo che su un tema così complesso - aggiunge la Carfagna - ci sia bisogno di una riflessione più ampia. A ogni modo il disegno di legge non potrebbe comunque arrivare all’esame delle Camere, perché dopo la questione di pregiudizialità che è stata accolta bisogna aspettare sei mesi prima di poter discutere dello stesso argomento. Io potrei presentarlo anche oggi in consiglio dei ministri ma poi il problema è che per presentarlo alle Camere bisogna aspettare sei mesi".

Riflessione Il ministro si dice quindi "dell’idea che questo tempo vada impiegato per fare una riflessione più ampia all’interno della stessa maggioranza per cercare di arrivare a una posizione quanto più possibile condivisa". Il ministro ha infatti invitato "i cattolici e il Pdl a non avere paura di una legge contro l’omofobia". Devono anzi "liberarsi da questi fantasmi" e capire che non si tratta di un cavallo di Troia "per aprire la via al riconoscimento dei matrimoni gay". Il ministro riconosce che Paola Concia, la relatrice Pd del testo bocciato alla Camera, "aveva fatto un buon lavoro, di grande equilibrio. Ma quel disegno di legge aveva un difetto: non contemplava le discriminazioni per l’età e per la disabilità, come invece previsto dal trattato di Lisbona. Per questo la stessa Concia era favorevole, come me del resto, a rinviarlo in commissione e sul rinvio avevo dato la mia parola d’onore al Pd" sottolinea il ministro per le Pari opportunità.

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COMMENTI

27 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#27 albireo6 (942) - lettore
il 15.10.09 alle ore 22:41 scrive:
E meno male!Una legge apposita è necessaria per gli indifesi,bimbi,mimorati,anziani,minori,incapaci,etc.Non mi risulta che i gay,trans,lesbians,siano nè minorati,nè disgraziati,nè incapaci di intendere e di volere.A protezione di questi ultimi,bastano le leggi attuali,purchè con la certezza della pena.
#26 ermetere (1551) - lettore
il 15.10.09 alle ore 20:47 scrive:
Il problema di quel testo era che parlava non solo di violenza fisica, ma anche di "violenza morale".Cosa voglia significare lo sa Dio.Un termine così vago, di fatto, può dare adito ad ogni interpretazione si voglia.E di giudici di manica larga per interpretare a modo loro, l'Italia è piena. Per assurdo, basta 1 omosessuale che non apprezzi una esternazione sul fatto che non approvo matrimoni gay ed adozioni, e con un giudice compiacente posso essere accusato di "violenza morale".Se poi magari il gay in questione, è un collega di lavoro, ed io a causa dell'accusa e processo perdo il posto o la promozione a suo favore, questi son dettagli.L'importante è il principio.Lego comunque che l'ONU (sezione diritti umani), non è daccordo, e biasima il dietrofront dell'Italia.Se son gli stessi (e credo di sì) dei respingimenti disumani,crimini contra umanitas ecc...allora sono certo che abbiam preso la decisione giusta.Sei mesi son pure pochi.Facciam 10 anni.O sine die, come la Turchia nella UE.
#25 topo_gigio (101) - lettore
il 15.10.09 alle ore 16:44 scrive:
Meno male che c'è la Carfagna! Cara Ministro, ero fuori dai gangheri per quanto stà succedendo a proposito dei "diversi". Vogliono addirittura essere "superiori", ma non abbiamo già le guardie carcerarie con questo titolo? Ci facciano il piacere,Deputati e Senatori degli schieramenti "ambi"! Respiriamo odore di fogna,non è necessario far pressione sulle nostre teste oltre ogni limite. Hanno cambiato il titolo agli handicappati=diversamente abili;cambiatelo a quest'altri="bellezza mia" al posto del solito frociare, ma non creiamo ulteriori modifiche ad un sistema che già ci mortifica. E' sufficiente "l'orgoglio"dei diversi da sopportare. Pensi per es. fare a botte per una grave condotta in auto( ipotesi), oltre al reato di lesioni,al malcapitato,darebbero l'aggravante perchè la "controparte"dichiara non l'errore commesso quale causa ma la identità sessuale come scusante del pestaggio. Diventeremmo tutti gay e lesbo. Meno male che quest'ingiustizia è stata,almeno per ora,accantonata.
#24 flaminga (194) - lettore
il 15.10.09 alle ore 15:28 scrive:
Allora gay e company,con tutto il loro "orgoglio" che sbandierano ad ogni piè sospinto,diventano improvvisamente pecorelle da difendere con legge apposita come i panda in via di estinzione?La persona va tutelata in quanto tale, e se proprio vogliamo individuare categorie deboli,pensiamo ai bambini e agli anziani,spesso picchiati,malmenati nelle loro abitazioni o per strada mentre vanno a riscuotere la pensione!Loro non hanno nulla da esibire e di cui essere orgogliosi,eppure vengono fatti oggetto di vessazioni forse più dei gay,ma fanno meno notizia!Forse sono fuori moda?Al giorno d'oggi sembra che se non sei gay o trans,non sei "in"!
#23 widc (25) - lettore
il 15.10.09 alle ore 15:20 scrive:
quoto in pieno rommel... e mi dichiaro pure pieno sostenitore della bisessualità femminile
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Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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