P4, la Cassazione trasferisce mezza inchiesta: il giustiziere Woodcock viene commissariato

La Cassazione sposta da Napoli a Roma mezza inchiesta P4. È il contrappasso per aver fatto troppo rumore (per nulla). Trasferite le carte su Adinolfi. Piazza Cavour dà ragione al generale e demolisce le obiezioni della procura. Lo schiaffo ai pm napoletani: "Avete scritto cose scorrette"

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Un pm esagerato. Il guaio di mister Woodcock è che alza ogni volta tanta polvere e quando la tempesta è passata non si capisce mai dove siano finiti i reati, i fatti, le cose concrete. Il cuore dell’inchiesta napoletana è stato trasferito a Roma. Lo ha deciso la Cassazione. La presunta fuga di notizie che avrebbe consentito a Luigi Bisignani di conoscere in anticipo le mosse dei magistrati, attraverso una presunta «soffiata» del generale Adinolfi, non è di competenza della coppia Woodcock & Curcio. I due pm perdono così l’architrave della loro inchiesta e un po’ si sgretola tutta la loro impalcatura di accuse e teoremi.

È una storia che si ripete. Woodcock ha teorizzato l’esistenza di una piovra occulta chiamata P4, una sorta di mega loggia segreta con contorni un po’ fumettistici, da subito l’impressione è che Bisignani e compagnia fossero più che altro dei lobbisti con un’ottima rete di potentati economici e istituzionali. Saranno i giudici, con un regolare processo, a definire l’esistenza di eventuali reati. Quello che si sa per ora è che il Tribunale del Riesame non ha riconosciuto l’associazione segreta, cancellata dal gip e su cui nemmeno i pm avevano presentato ricorso, ma solo quella per delinquere. Non è roba da poco, smonta subito uno dei capisaldi del teorema.

Come sempre il problema è che Woodcock sembra andare alla ricerca più del peccato che del reato. C’è più moralismo che lavoro di inchiesta. C’è più trama, romanzo, che diritto penale. Ci sono pagine e pagine di intercettazioni che finiscono sui giornali, ma per un motivo o per l’altro tutte queste carte diventano deboli quando, e se, si arriva in tribunale. Troppo rumore. Forse il pm dovrebbe imparare a muoversi in silenzio, perderebbe il fascino del palcoscenico, ma ci guadagnerebbe in sostanza. Come dicono i maestri della giustizia il giudice bravo è quello che non si fa notare. Perché la soffiata del generale Adinolfi è di competenza della Procura romana? Semplice, il fatto è accaduto a Roma.

Milanese infatti dichiara che «durante una cena a Roma il generale Adinolfi mi disse di aver chiesto a Pippo Marra, direttore dell’agenzia di stampa Adnkronos, di avvisare Bisignani». Questo Woodcock lo sapeva, ma ha preferito non rinunciare a un’inchiesta così ricca di vip. Troppo ghiotta, troppo chiacchierata, perfetta per diventare una celebrità mediatica. Così Napoli ha fatto finta di non sapere, continuando con gli interrogatori e gli arresti.

Questo accade quando il lavoro dei pm finisce per assomigliare troppo a un legal thriller, quando le toghe rubano il mestiere a Grisham, quando l’apparenza è tutto. Nessun dubbio sulla buona fede di Mister Woodcock, ma per un motivo o per l’altro il suo lavoro finisce spesso con intrecciarsi con re, veline, paparazzi politici e vip. Magari è solo sfiga, ma alla lunga il «pubblico» finisce per considerare tutto questo una semplice casualità. Il consiglio che si può dare a Woodcock è tenersi alla larga dall’isola dei famosi.

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COMMENTI

20 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#20 jeiar (1) - lettore
il 12.08.11 alle ore 19:22 scrive:
Si parla di Woodcook, ma dimenticate il suo degno simile Curcio che è mille volte peggio dell'altro, è un bugiardo falso capace, senza essere sotto i riflettori delle più grandi infamità, facendo arrestare persone innocenti usando falsi pentiti guidati da lui. Io ne ho le prove. bisognerebbe mettere in galera lui ed i GIP che lo assecondano, in quanto la DIA in Italia ha un potere sui Pm, giudici e altro. Ecco perchè i giudici non vogliono la responsabilità civile. Bisognerebbe invece fargli assumere anche quella penale altro che civile. Se fosse così ci sarebbero pochi giudici e pochi PM, perchè sanno di essere teleguidati in molti processi. Interpretano le intercettazioni a loro modo e non per il significato che hanno, mettendo in carcere prima del processo moti innocenti che in tal modo perdono amici, lavoro, aziende e soprattutto distruggono famiglie intere per il loro sadico gusto del potere. Loro dovrebbero finire in carcere per capire cosa significa.Ci vorrebbe una rivoluzione
#19 censurato (380) - lettore
il 12.08.11 alle ore 14:36 scrive:
E degli 8.3 milioni di euro che Angelucci versa a Verdini ne vogliamo parlare?
#18 bolinatore (1933) - lettore
il 12.08.11 alle ore 14:13 scrive:
una bella soddisfazione davvero farsi processare per associazione a delinquere a Roma invece che a Napoli, come se a Roma non fosse un grave reato. la cassazione ha solo riconosciuto la competenza del tribunale di Roma, mica ha smontato l'impianto accusatorio.
#17 ritardo53 (115) - lettore
il 12.08.11 alle ore 14:11 scrive:
Ma non si farebbe prima se si spostasse codesto pm a Gaeta? Si risparmierebbero anche parecchi soldini.
#16 vyncy58 (55) - lettore
il 12.08.11 alle ore 13:35 scrive:
il picciotto woodcock l"esecutore materiale della procura rossa comunista di milano si allinea alla canpagna dei sinistrati contro la democrazia che ha eletto il popolo delle liberta a governare e ha riconosciuto silvio berlusconi primo ministro che piaccia o no ..il golpe delle procure rosse non riuscira mettetevi l"anima in pace pacatamente....speriamo solo di non ritrovarcelo in parlamento come premio per il suo contributo contro il cavaliere..
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