Pagato dalla Regione per ululare nei boschi

In Valle d’Aosta è stato arruolato un consulente per attirare i lupi. Nel dossier del ministro Brunetta spese pazze per gamberi e lepre "variabile"

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Roma Durante una vacanza nei pressi di Champoluc vi è capitato di sentire degli spaventosi ululati? Niente paura: sarà stato il professor Andrea Gazzola, pisano, professore all’Università di Sassari, espertissimo di lupi. Lui, mago nell’imitare il verso della bestia, proprio per questo è stato ingaggiato dalla Regione per una consulenza da urlo. 8mila 750 euro l’anno per «monitorare la specie lupo (canis lupus) in valle d’Aosta mediante il wolf-howling». In pratica è andato su e giù per i monti riproducendo il latrato dell’animale per vedere di nascosto l’effetto che fa. Pare che l’ululo faccia ululare: «Qui c’è un branco, qui no. Qui c’è un cucciolo, qui no». Ma il professore usa anche la tecnica dello snow-tracking, che in inglese fa più figo ma non è altro che l’individuazione delle tracce sulla neve, e dell’analisi degli escrementi che tuttavia, chissà perché, non è chiamata analysis dropping.
C’è questo e altro nel faldone piombato sul tavolo del ministro Brunetta con l’elenco delle consulenze di regioni, province, comuni e comunità montane che il titolare per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione ha piazzato subito on line. Per il primo semestre 2008, 8.064 amministrazioni hanno comunicato 176.301 incarichi, per un totale di compensi erogati pari a 580.028.877,36 euro. Ma siccome poco meno del 50 per cento del totale non ha ancora trasmesso i propri dati, si presume che ci siano in ballo circa 500mila consulenze, per un ammontare che sfiora i 2 miliardi e 500mila euro. Tra queste, delle consulenze «bestiali». La Campania, per esempio, trovando interessante lo studio delle vespe, ha alzato la cornetta e chiamato Alessandro Sciarillo, titolare di un’azienda agricola a Sant’Angelo a Scala: «È libero il 27 novembre? Venga a farci una lezione...». Pronti via: 110 euro per una lectio magistralis di un giorno su «l’ape e i suoi prodotti». Ma torniamo al nord. Sempre la valle d’Aosta ha staccato un assegno di 70mila euro per «l’indagine e l’analisi faunistico ambientale per lo studio della lepre variabile, nell’ambito del progetto Gestalp». Lepre variabile, alias lepus timidus, mica una lepre qualsiasi. Bestiole graziose, dal pelo bianco, il cui studio risulta maggiormente attraente ai più, rispetto a quello assegnato a Elena Patriarca: sei mesi ininterrotti per «l’attività di monitoraggio demografico e l’inventario dei chirotteri presenti in valle». Praticamente un censimento dei pipistrelli: 6mila euro a una delle bat-studiose più autorevoli d’Italia.
La provincia autonoma di Bolzano ha invece ingaggiato Josef Leiter per «rilevare e analizzare la situazione dei gamberi», ma solo quelli «d’acqua dolce»; mentre quella vicina di Trento ha pagato la professoressa Clara Paola Brambilla per lo «studio del comportamento del cervo nel bacino del Travignolo mediante dati radiotelemetrici». Ma a dimostrazione che siamo un popolo profondamente democratico e che se ci occupiamo di animali ci occupiamo proprio di tutti gli animali, c’è la consulenza della comunità montana della valle Cavallina, nella bergamasca. L’ente ha pagato 3mila euro al professor Vincenzo Ferri per il progetto «Mitigazione dell’impatto del traffico stradale sulle popolazioni anfibie». In pratica uno studio per evitare o cercare di limitare che rospi, ranocchi e tritoni vengano schiacciati dalle auto quando attraversano la strada. Consulenza lugubre? Mai come quella assegnata a Gian Luca Bazzan dal comune di Masserano, Biella, che ha progettato e costruito il «Cimitero per animali d’affezione». In sostanza un camposanto per bestie, diviso in aree: grande taglia di qua, piccola e media di là. Chiaramente sono previste lapidi in pietra disposte a raggiera con tanto di erbetta fresca e ghiaino. Sulla tomba del caro estinto è possibile metterci pure fotografia e nome. Amen.
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COMMENTI

43 commenti su 1   2  3  4  5  6  7  8  9   pagine dal più vecchio | dal più recente
#38 donato marmorini (1) - lettore
il 07.02.09 alle ore 15:12 scrive:
Ho letto il vostro articolo di domenica 01 febbraio 2009 "Pagato dalla Regione per ululare nei boschi", Sono indignaoto per il modo di descrivere un'attività scientifica che forse, il vostro giornalista dovrebbe approfondire. Più vi leggo on-line e più sono convinto di aver scelto bene, quando già molti anni fa decisi di non spendere neanche più un centensimo di euro per acquistare il vostro quotidiano! Saluti donato marmorini Arezzo
#37 Mario Guarracino (1) - lettore
il 07.02.09 alle ore 14:50 scrive:
Davvero è meglio pagare il giornalista Cramer che un naturalista?! Qual'è il valore di questo articolo, davvero non capisco... E quanto costa alla comunità il suo lavoro, tra finanziamento pubblico e sgravi all'editoria?
#36 Andrea Gori (1) - lettore
il 06.02.09 alle ore 18:08 scrive:
Mi sembra demagogico ed ignobile insultare in questo modo il lavoro di gente che, come me, ha deciso di dedicare il proprio lavoro ed i propri sforzi allo studio ed alla conservazione della natura. La conoscenza della flora e della fauna italiane è la base per tutte le successive misure di gestione e conservazione della natura. Prima di scrivere di cose di cui non si conosce, bisognerebbe informarsi... sig. Cramer, la sua si che è mancanza di professionalità!! Quanto meno abbia la dignità di chiedere scusa agli studenti ed ai ricercatori che ha insultato.
#35 philebo (1) - lettore
il 06.02.09 alle ore 15:49 scrive:
Anche se non fosse un giornalista, il signor Cramer dovrebbe informarsi un su ciò di cui scrive. La tecnica del wolf howling serve per il censimento dei lupi e non per "vedere di nascosto l'effetto che fa". Il censimento di una popolazione permette di ottenere dei dati demografici che sono alla base per la gestione e la conservazione di specie a rischio. In Italia, per fortuna, non abbiamo ancora portato all'estinzione il lupo, il cui ruolo di predatore apicale è molto importante per tutto l’ecosistema. Con un po più di approfondimento e spirito critico, poi, il signor Cramer si renderebbe conto che per l'economia della regione Piemonte il Parco Naturale è una voce molto importante. La presenza del lupo riveste quindi un’importanza anche dal punto di vista turistico ed economico. Il Gazzola, inoltre, non è un cattedratico ma un ricercatore precario che con gli 8500 euro ci va avanti tutto l’anno, nonostante sia uno dei maggiori esperti a livello europeo sulla biologia e sul comportamento di canis lupus. Io mi chiedo se nel faldone di Brunetta non ci dovrebbe andare chi prende dei soldi per scrivere articoli insensati e privi di qualsiasi informazione e fondamento
#34 Beatrice Frank (1) - lettore
il 06.02.09 alle ore 15:10 scrive:
Sono una ricercatrice italiana, migrata all'estero dopo aver visto che nella mia madre patria non si può lavorare come naturalista. E' triste vedere che all'estero noi naturalisti veniamo presi seriamente, mentre a casa viene denigrato lo sforzo che mettiamo nel conservare specie animali anche per le generazioni future. Un antico detto keniota dice “noi non ereditiamo la Terra dai nostri genitori, la prendiamo in prestito dai nostri figli”. Speriamo che i nostri figli abbiano la fortuna di ricevere da noi un mondo dove la varietà e bellezza della natura esista ancora.
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