Melania, davanti al gip Parolisi fa scena muta Parlano gli avvocati: "Il movente non esiste"

Su Facebook le pressioni dell’amante: "Fai presto, non devi mica uccidere nessuno, devi soltanto lasciare tua moglie". L'ordinanza del gip: "La sua situazione con le due donne ormai era una sorta di imbuto". Ma la difesa: "Smonteremo le accuse con il dna"

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Resta muto, Salvatore Parolisi, di fronte al gip Carlo Carvaresi e al pm Umberto Monti. Il militare accusato di avere ammazzato la moglie, Melania Rea, e per questo rinchiuso nel carcere di Marino del Tronto. Ma per lui parlano le carte. Quelle dell’ordinanza, che individuano nel rapporto extraconiugale del caporalmaggiore con Ludovica P. la causa scatenante della furia omicida dell’uomo. Il gip parla di «imbuto» nel quale si era cacciato Parolisi riferendosi alla situazione maturata prima delle vacanze pasquali: da un lato l’attesa dell’amante, con un albergo già prenotato e le promesse «di avere già parlato di sep«razione sia con Melania che con i suoceri e il racconto che ormai era cosa fatta». Dall’altra, si legge, «la consapevolezza, invece, di non aver ancora detto nulla».
È duro, il magistrato, nell’ordinanza: «Le plurime menzogne del Parolisi (che non riguardano solo Ludovica P. ma anche un’altra storia più breve con altra militare e altri vari particolari tra cui il telefono «dedicato» a Ludovica) davvero non si conciliano con la reazione di un marito e un padre a cui sia stata misteriosamente uccisa - e in modo crudele - la moglie!». E ancora: «Il rapporto sentimentale tra Ludovica e Parolisi era saldamente instaurato sin dai primi mesi del 2009 e vissuto in maniera intensa da entrambi anche con dei periodi trascorsi insieme, come denotano numerose fotografie contenute su entrambe le cassette di posta elettronica».
E l’amante diventava sempre più pressante, come testimoniano anche gli scambi di messaggi su Facebook. Ludovica scrive: «... un po’ di pazienza, non esiste.. non devi uccidere nessuno.. devi lasciare una persona che non ami». E lui: «ho quasi risolto tutto». Il 16 marzo lei scrive: «Io non accetto che tu continui a vivere con lei, te ne devi andare punto non ci sono alternative... (...) io non voglio più pagare per i tuoi errori... ora e non tra altre settimane altri mesi... se non sei capace... se non hai il carattere.. se sei una persona che con lei sa solo abbssare la testa... lo sarai ora come tra dieci anni... (...) non so che farmene di una vita con un uomo cosi... non mi cercare più». Lo stesso giorno Parolisi scrive a Ludovica: «Ti chiedo solo di ascoltarmi (...) e dopo prenderai le tue decisioni, (...) mancano alcuni dettagli, ho trovato un accordo con lei e voglio rispettarlo perché mi ha promesso di lasciarmi in pace dopo senza chiedermi alimenti...».
Ma è l’ordinanza del gip che i legali Valter Biscotti e Nicodemo Gentile cercheranno ora di smontare. «C’è stata una incredibile fuga di notizie, mai vista nella storia della Repubblica. Salvatore è stato arrestato, abbiamo letto l’ordinanza. Salvatore ha già riscontrato cose fuori dal mondo, assolutamente non veritiere. Gli abbiamo spiegato che non sarà questo il giudice che lo giudicherà e di stare tranquillo. La misura presa è illogica, a senso unico». Se il gip abruzzese confermerà l’ordinanza «a quel punto - anticipa Biscotti - ci rivolgeremo al Riesame per chiedere la revoca della misura della custodia cautelare in carcere». E Gentile: «Stiamo lavorando a ipotesi alternative, ad esempio il dna trovato sotto l’unghia dell’anulare sinistro di Melania per noi ha un valore straordinario, è una traccia da cui partire. Parolisi non era “stretto” fra la moglie e l’amante. Bisogna distinguere tra il Parolisi uomo e il Parolisi indagato, le relazioni sentimentali non sono penalmente rilevanti e quindi il movente femminile ipotizzato dall’accusa è assolutamente fragile».
La battaglia legale è solo agli inizi.
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COMMENTI

9 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#9 actarus100 (683) - lettore
il 24.07.11 alle ore 12:34 scrive:
Spero che il Ministro della Difesa e lo Stato Maggiore Esercito, dimostrino in questa circostanza buon senso, cooperazione e coerenza aprendo i cancelli della caserma a una ispezione di tipo amministativo, condotta da una autorità esterna, per verificare il corretto comportamento e l'aderenza ai principi morali, di etica e di decoro che attengono alla vita militare. Mi auguro che questa ispezione non sia condotta con il pressapochismo che ha caratterizzato ispezioni precedenti, (interne - tipo quelle fatte ai tempi della strage di Ustica), che risultarono poi causa di diattribe giudiziarie che si trascinano fino ai nostri giorni. Non é possibile che nella caserma non si sapese dei "fine party condotti dai caporali istruttori con le allieve reclute nel vicino agriturimo. (Il maresciallo che ha ricevuto in regalo la colomba pasquale dal Parolisi non puo' prenderci per scemi dicendo che lui non sapeva nulla, perché questa sarebbe un'offesa all'intelligenza di tutti i cittadini italiani).
#8 actarus100 (683) - lettore
il 24.07.11 alle ore 12:03 scrive:
Il comandante Annichiarico ha dischiarato che per lui "si tratta di una integrazione riuscita". Ci sono diversi tipi di integrazione: quella casuale, quella forzata o quella pianificata. Vorrei sapere a quale tipo di integrazione si riferisce il comandante. Lui dovrebbe sapere benisssimo che le reclute, durante il loro addestramento, sono in una condizione non solo di subordinazione ma anche in uno stato di sudditanza psicologica nei confronti dei loro istruttori. La tentazione all'abuso dell'autorità da parte di quest'ultimi é grande, (sopratutto se si tratta di persone senza principi morali - si inizia con linguaggio allusivo per poi passare al turpiloquio). Non aver previsto questo tipo di situazioni e non aver apportato i necessari correttivi, per me e credo per la maggioranza dei miei concittadini, equivale a una grave mancanza dell'azione di comando. Io non so cosa si insegna oggi nelle caserme, ma mi sembra di capire dalle interviste che non c'é educazione civica (era nel 1954).
#7 actarus100 (683) - lettore
il 24.07.11 alle ore 10:46 scrive:
Come cittadino italiano che ha servito con onore la Patria per quasi 50 anni, (in Italia e all'estero, - ricevendo encomi da Ufficiali generali italiani, USA, tedeschi, francesi - Bartolucci, Haig, Jones, Lubbe, Norman, Nicolau -), vorrei sapere dal Ministro della Difesa, On. La Russa, quali misure intende prendere nei confronti del comandante e dello staff del 235° Regimento "Piceno", per sanare la grave situazione disciplinare e il degrado morale, che si é venuto a creare all'interno della caserma, per opera di istruttori senza scrupoli e senza principi, il cui comportamento ricorda più gli stili camorristici che i principi morali e di etica che dovrebbero essere alla base dell'addestramento delle reclute. Le dichiarazioni del comandante Annichiarico non mi soddifano, un comandante ha altri mezzi, che le confidenze dirette, per scoprire quello che non va nella caserma che comanda, se non é capace che cambi mlestiere! Ai miei tempi i comandanti venivano sostituiti per molto meno!
#6 grigioperla (459) - lettore
il 21.07.11 alle ore 15:00 scrive:
Ogni avvocato deve fare il suo lavoro, ma vedere gli avvocati di Parolisi proclamare l'innocenza di questo mentitore assassino, sommerso dalle sue stesse menzogne, inchiodato da indizi pesantissimi, mi porta a chiedermi cos'abbiano al posto della coscienza. Mi ricordano l'avvocato che 17 anni fa difese Danilo Restivo, allora solo sospettato di essere coinvolto nella sparizione di Elisa Claps. Egli sparò un'arringa durissima, violenta contro chi voleva indagare su Restivo, consentendogli in pratica di farla franca, andare in Inghilterra ad ammazzare di nuovo. Che ci pensino gli avvocati di Parolisi. Un conto è cercare di difendere il proprio cliente, un conto ostacolare la verità rendendosi complici di un assassino.
#5 leone76 (24) - lettore
il 21.07.11 alle ore 11:47 scrive:
signori buon giorno, ho letto gli articoli su sto fenomeno di uomo....!!!! posso esprimermi....??? FATELO PARLARE!!!! IN UN MODO O NELL'ALTRO!!!! Vorrei invece dire una cosa a quelli che si credono dei rambo perche addestrano le donne presso i RAV del territorio italiano......FATE SCHIFO.....AVETE BISOGNO DI UNA MIMETICA E DEL GRADO PER AVER SUCCESSO CON LE DONNE???
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