Pazienza (quasi) finita

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Ultima chiamata per l’Italia, i suoi Partiti e i suoi Palazzi. Stiamo superando la soglia di guardia del pericolo. Se non esplode la rivolta è solo perché la nausea ora prevale sul dissenso, il disgusto frena la ribellione. Ma non è detto che duri a lungo. Ha ragione Berlusconi a suonare l’allarme e a dirsi preoccupato: avrà pure letto sondaggi riservati, ma ha capito che siamo sull’orlo di un burrone e questo Paese sta raggiungendo uno dei suoi punti più bassi. Non dirò il più basso perché non bisogna mai esagerare, le vie dello squallore sono infinite e abbiamo un’esperienza storica assai ricca e varia del degrado. Non bastano gli ascolti per compensare il malessere. Lo dico alle antonelleclerici di destra e di sinistra che si accontentano dello share, dell’audience e del cono di luce e non si accorgono che ascoltare non vuol dire condividere: le vicende di sesso & corruzione che si spalmano su tutto il paesaggio politico italiano creano clamorosi indici di ascolto ma anche paurosi indici di disgusto.

Come è successo al festival di Sanremo e agli emanueli filiberti, anche il livello di attenzione alla politica è alto, ma il livello di consenso alla politica è ai minimi storici. Nella migliore delle ipotesi, che coincide poi con la peggiore, i grandi ascolti vogliono dire che questo Paese si rispecchia e si ]riconosce perfettamente nel degrado dei partiti e dei poteri. Ma questo non consola, semmai aggrava la situazione; e impone a chi ha qualche possibilità di incidere sulla realtà una responsabilità in più. Se il Paese degrada come la sua classe dirigente, è dalla classe dirigente che si deve ricominciare per reagire e rimediare. Perché una classe dirigente non deve solo rispecchiare il Paese ma deve anche guidarlo.

Altrimenti non dirige ma domina, esercita un potere ma si sottrae alle sue responsabilità. Le elezioni regionali stanno aggravando la situazione, offrendo uno spettacolo avvilente: si narra di candidature comprate e pagate il doppio, il triplo dell’indennità che gli eletti riscuoteranno lungo tutto il mandato; giri di affari e malaffari paurosi all’ombra dei cartelli elettorali, conflitti interni feroci, guerre tra bande, conditi di boicottaggi e colpi bassi. Dei partiti resta solo un residuo associativo di stampo mafioso.

È stato facile in questi anni esaurire la questione politica al caso Berlusconi, scaricarsi delle responsabilità di un’intera classe dirigente adducendo l’alibi che c’è lui, la sua personalità forte e pervasiva, l’impronta monarchica del suo comando. In realtà appena lo sguardo si sposta da lui al resto, o meglio ai poco amabili resti della politica e dei poteri, ti accorgi che la china è tremenda. Degrada la qualità della classe dirigente, il ricambio è prevalentemente in basso, una selezione a rovescio premia sempre il peggio e un darwinismo perverso promuove la sopravvivenza del più losco o del più inetto. Berlusconi è stato il generoso ombrello, l’alibi comodo dietro cui rifugiarsi per osannarlo o attribuirgli tutti i mali del Paese. Ma un Paese non si può ridurre a una persona, un complesso intreccio di poteri politici e giudiziari, locali e culturali, civili e amministrativi, non può essere nascosto all’ombra di Re Silvio, dei suoi processi e del gossip su di lui.

Questa è una chiamata alle armi e per la prima volta dopo tanto tempo non è rivolta a uno schieramento contro un altro, e nemmeno moralisticamente agli onesti contro i disonesti perché ci sono troppe zone grigie: ma più realisticamente a chi si accorge che di questo passo il Paese si sfascia e chi invece nello sfascio ci guazza e pensa di trarre ancora giovamento.

Non si tratta nemmeno, come avrete capito, di ingaggiare una guerra pro o contro i magistrati, perché il conflitto attraversa pure i tribunali e divide i magistrati non in rossi o bianchi, non in corrotti e integerrimi, ma tra chi si accorge che questo ciclone spazzerà via anche la loro credibilità e chi invece vive nell’occhio del ciclone e gode dei suoi immediati benefici. Ma la visibilità e il potere di oggi rischiano di ribaltarsi in condanna e vituperio domani.

Pensateci voi che avete qualche possibilità di reagire al degrado. Reagite in tempo. Ognuno faccia la sua parte secondo le sue possibilità e il suo ruolo. Noi che scriviamo abbiamo il dovere di denunciarlo a chiare lettere, di sospendere per un momento conflitti e schieramenti per concentrare l’attenzione pubblica e di ciascuno sulla Priorità Assoluta, la Svolta.

Fermate la discesa verso il collasso, selezionate contenuti, persone e programmi sulla base della qualità, del merito e dell’efficacia, invertite la tendenza all’imbarbarimento e all’involgarimento, non barricatevi nei vostri clan e nelle rendite di posizione, assumetevi le vostre responsabilità rispetto al domani. Questo è un Paese già povero di futuro, senza figli, pieno di vecchi e gonfio d’immigrati; date una scossa, non aspettate la mazzata finale.

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COMMENTI

88 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#88 L'Anonimo (257) - lettore
il 24.02.10 alle ore 22:42 scrive:
R: #37 e #58. I Suoi post sono specchio della Sua pochezza. Lei non solo non scrive in italiano correttamente, ma neppure in inglese. Le Sue argomentazioni sono solo sproloqui e luoghi comuni. Ma La capisco, col Suo cognome italiano, Cisotti, deve essere stata dura nel RU e l’unica via di scampo era “diventare più realista del re”. Quanto alle lezioni di libertà e democrazia: dove avrebbe il RU esportato questa rara merce, forse in Australia tra gli aborigeni? E la volgarità italica secondo Lei supera quella degli albionici avventori dei pub? Quanto alle donne italiane che Lei descrive, mi chiedo se sia l’età ad averLe appannato la vista. Si fidi, se c’è volgarità in Italia questo è dovuto anche al modello culturale anglo-americano. La smetta di fare la maestrina (non può permetterselo) e pensi a sanare il Suo livore e il Suo pregiudizio, giacché ha una età in cui è fondamentale interessarsi più della propria anima che degli affari del mondo.
#87 graffias (1081) - lettore
il 23.02.10 alle ore 1:17 scrive:
Caro Dottor Veneziani non si può non essere daccordo con la sua analisi amarissima sull'italica condizione. Se in qualcosa essa pecca è solo perché la situazione è ancora peggiore di come la descrive.Il tentativo di scuotere le coscienze è apprezzabile ma , a mio modesto giudizio, purtroppo farà la fine dei semi caduti sulla roccia , come nella famosa parabola.
#86 tony42 (158) - lettore
il 23.02.10 alle ore 1:19 scrive:
Il tuo articolo, caro Veneziani, non è un'analisi ineccepibile come qualcuno dei commenti l'ha definito, ma è uno scoramento che non condivido per niente. Berlusconi ha sostituito nel mio cuore completamente Fini, anche se non è la Destra che ho conosciuto alle Lezioni di Cultura Politica e all'ISCdi Gaetano Rasi. Riprendiamo le fila visto che l'idea se la son dimenticata per il potere, ma non ci facciamo tentare dal Partitismo che mi pare sia un tema che sul Borghese stanno riproponendo Malgieri ed altri, e non credo che possa essere accettato ormai dalla maggioranza stufa di vedere i partiti del potere e non delle idee spartirsi le torte. Piuttosto si cerchi di ridurre le spese nella Pubblica Amministrazione, accorpando i Comuni ed operando la digitalizzazione, ché peraltro anche le industrie chiudono quando non stanno sul mercato. O riformiamo le strutture, senza più parlare di liberalismo e di globalizzazione.
#85 tony42 (158) - lettore
il 23.02.10 alle ore 0:50 scrive:
Penso che sia chiaro perchè Emanele Filiberto sia stato ripescato.Vuol dire che gli italiani sono stanchi degli attuali politicanti ed indicano però, nonostante il personaggio, dei riferimenti ideali. Perciò caro Veneziani, non si perda d'animo e non tenti di farlo perdere a coloro che credono. Berlusconi non può attualmente essere efficacemente sostituito da qualch'altro; non ci speri Fini che si è smarrito per strada e come nella favola ha morso la mano o ha punto il sen che lo scaldava, e se ne sono accorti tutti, ed anche la Sinistra che accattona com'è....Mi dispiace per lui, ma se dovesse seguitare a fare il Pierino con i suoi distinguo ad uso della platea quirinalizia,dovrebbe esser sbattuto fuori con isuoi cosiddetti luogotenenti che dovrebbero essersi accorti che, in caso di sortita, non troverebbero l'esercito. La Destra? Ebbene bisogna ricostituirla, ma chi sa che cos'è o cosa dovrebbe essere non metta all'ammasso il cervello.Iacona di domenica sul Terzo:velenoso.
#84 forbot (1651) - lettore
il 22.02.10 alle ore 20:25 scrive:
Egregio Dott. Veneziani- La mia è finita con la lettura del Suo articolo. Quello che ho appena letto; in verità lo pensavo già da un pò. Lei stasera, ha confermato questo pensiero, già latente nell'aria in tanti altri. Da ora in poi, me ne starò seduto fuori, a guardare il rincorrersi degli animali sull'aia. Forse imparerò di più. Infatti, sono disgustato fortemente da queste lotte che si sentono sulla pelle, su tutti noi, cittadini di questa Repubblica. Non è un confrontarsi per ricercare una via migliore per tutti, questa è una lotta selvaggia fra lupi, per appropiarsi della preda. Distinti saluti .
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Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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