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giovedì 18 dicembre 2008, 14:59

Pd: terremoto a Napoli Iervolino: "Io resto"


Dodici arresti tra imprenditori e assessori. Capo-sistema l’imprenditore Romeo (tutti gli affari). Avvisi di garanzia per Bocchino (Pdl) e Lusetti (Pd) (leggi le intercettazioni). Il sindaco a Veltroni: "Non mi dimetto"

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Napoli - Nelle telefonate spunta anche il suo nome. E Francesco Rutelli si è precipitato nella procura partenopea a fornire dichiarazioni spontanee. Ieri sera il leader della Margherita ha tenuto a chiarire la sua assoluta estraneità alle vicende dell’inchiesta sugli appalti. Dichiarazioni spontanee, quelle di Rutelli, seguite alla diffusione su internet dell’ordinanza della procura partenopea contenente stralci di verbali in cui alcune delle persone indagate farebbero a lui riferimento. In particolare il nome dell’ex ministro dei Beni culturali era speso dall’ex assessore comunale Giorgio Nugnes, morto suicida il 28 novembre scorso, e dal deputato Renzo Lusetti(Pd) in conversazioni telefoniche con Romeo. "Appena sono apparse sugli organi di informazione le intercettazioni in cui si parlava di me, ho chiamato la procura della Repubblica di Napoli e ho chiesto di essere ascoltato immediatamente a tutela della mia onestà e onorabilità - dice Rutelli -. Sono salito in macchina, arrivato alle dieci e un quarto di sera e chiarito punto per punto che tutte le parole pronunciate nelle telefonate intercettate sul mio conto sono totalmente prive di fondamento".

Il sistema "Eh guagliò, si nu grande... tieni nu grande amico assessore". E' solo uno scorcio di una delle tante telefonate che documenterebbero la "commistione impressionante tra politici di ogni colore e provenienza", organi istituzionali, pubblici funzionari appartenenti alle forze di polizia e diversi magistrati. Tredici ordinanze di custodia cautelare sono state notificate a imprenditori, assessori e a un colonnello della guardia di finanza a Napoli nell’ambito dell’inchiesta sull’appalto per la manutenzione delle strade, il cosiddetto "Global service", oggetto di una delibera, la numero 13 del 2007 di giunta e consiglio comunale per 400 milioni, mai appaltata per mancanza di fondi. Al centro dell’inchiesta l’imprenditore Alfredo Romeo, ora in carcere. Nell'inchiesta compaiono anche Italo Bocchino, parlamentare del Pdl, e Renzo Lusetti, parlamentare del Pd.

Le persone coinvolte nell'indagine Un affare da 400 milioni di euro, in realtà mai partito. La delibera sul Global service, al centro dell’inchiesta, intendeva affidare a un unico gestore, come avvenuto in altre città, l’appalto per una serie consistente di lavori pubblici e manutenzioni di competenza del Comune. La delibera fu varata ma il relativo appalto non è mai partito, a causa della mancanza di copertura finanziaria. Oltre a Romeo (unico per il quale è stata disposta la custodia cautelare in carcere), gli arresti domiciliari sono scattati per Paola Grattani, collaboratrice dell'imprenditore napoletano; Guido Russo, ex funzionario dell’Arpa e, di fatto, collaboratore di Romeo; l’ex assessore comunale all’Istruzione ed ex parlamentare Giuseppe Gambale; l’ex assessore comunale al Bilancio Enrico Cardillo; gli assessori comunali in carica Ferdinando Di Mezza (sue le deleghe al patrimonio e alla manutenzione degli immobili) e Felice Laudadio (edilizia); l’ex provveditore alle opere pubbliche della Campania Mario Mautone; il colonnello della guardia di finanza già in forza alla Dia Vincenzo Mazzucco. Destinatari di ordinanze sono inoltre Vincenzo Salzano e Luigi Piscitelli. Tra gli indagati anche Italo Bocchino (Pdl) e Renzo Lusetti (Pd): a entrambi sarebbe contestata l'associazione a delinquere finalizzata alla turbativa d’asta. Ora è in corso una richiesta di autorizzazione al Parlamento per utilizzare le intercettazioni telefoniche che li coinvolgono.

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163 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#163 VERA.MARCIANO (15) - lettore
il 18.12.08 alle ore 19:07 scrive:
Che tristezza!!!!! Pensare che noi lavoriamo lavoriamo lavoriamo per mantenere tutto questo. Vera
#162 gigigi (751) - lettore
il 18.12.08 alle ore 16:50 scrive:
I ladri, delinquenti e farabutti, sono sempre stati parte integrante di una grande famiglia. Ancora esiste nelle zone dell'avellinese la possibilita' di ottenere "qualcosa" soltanto "parlando" con i mammasantissima di Nusco, Benevento, Salerno ecc.ecc. che fanno parte della"famiglia" fin dai tempi precedenti il terremoto del 1980. Figuratevi, se persone come queste, possano lasciare ad altri la.....poltrona. Quando in Parlamento non si concede la possibilita' di procedere nei confronti di questi soggetti, abbiamo la riprova che ognuno di loro ha "qualcosa" da nascondere e premeditatamente, con il voto contrario, fa in modo che tutto cio', non debba succedere anche a lui. Appunto: do ut des.
#161 generale100 (235) - lettore
il 18.12.08 alle ore 15:37 scrive:
non sapete proprio più che pesci pigliare...volete sfogare la solita rabbia repressa e accanirvi contro i politici di CENTRO-sinistra, ma poi volete anche attaccare i magistrati che dovete odiare per partito preso nel senso che il partito ve lo impone!e quindi si finisce per non capirci una mazza.Siete convinti che i PM sono decelebrati e quindi i politici puliti e quindi napoli non ha i problemi che sono emersi o pensate che i politici siano sporchi e i PM gente che indaga e persegue i reati???ma lasciate stare Di Pietro,Lui alle prossime elezione restituisce i voti a Rifonda
#160 Lu mazzica (551) - lettore
il 18.12.08 alle ore 15:25 scrive:
Per rimuovere la Jervolino occorre un ordine Divino; altro che Veltroni ormai in mutande, ci vorrebbe Berlusconi il grande!!!Regards, Lu mazzica
#159 pinn (684) - lettore
il 18.12.08 alle ore 15:16 scrive:
Gira ancora su youtube un video di Travaglio in cui lui, facendo il solito giochetto di muovere qualche critica anche a Veltroni, diceva che Veltroni si era fermato ad Eboli. Aveva cioè rinnovato e ripulito il partito, ma giunto a Eboli si era fermato. Se qualcuno non lo sa, Napoli è più a Nord di Eboli. Quindi a Napoli era stata fatta pulizia. Come pulizia era stata fatta in Toscana o in Abruzzo. Ma che giornalista affidabile è Travaglio!
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