L'allarme lanciato da Telefono Azzurro è chiaro. Nel triennio 2008-2010, all'associazione sono state riferite 570 situazioni di abuso sessuale, una media di 191 casi all'anno. «Oltre alla parzialità dei dati, siamo costretti a registrare un grave ritardo legislativo - spiega Caffo -. In tal senso, Telefono Azzurro auspica che si concluda quanto prima l'iter di ratifica della Convenzione di Lanzarote, giunto ormai alla fase conclusiva». La Convenzione tende a uniformare il fenomeno a livello legislativo in chiave europea e prevede norme come il raddoppio del termine di prescrizione per il reato di violenza sessuale su minore di 14 anni e l'introduzione del reato di adescamento dei minori tramite Internet.
Ma tornando al dossier di Telefono Azzurro, ci sono altri elementi che sfatano una serie di luoghi comuni che avvolgono la piaga della pedofilia. Uno su tutti: quello sull'identità dei maniaci. Secondo Telefono Azzurro, il pedofilo non è un estraneo e nemmeno un soggetto «problematico». Al contrario, è abile nel mimetizzarsi all'interno della comunità e a sfruttare tutte quelle situazioni che favoriscono il contatto con i bambini, giocando sulla fiducia ripostagli e sulla fragilità emotiva dei soggetti. Internet e le nuove tecnologie agevolano il tutto. Nella maggior parte dei casi, l'orco si nasconde tra le mura domestiche, nella cerchia familiare. Solo il 9,6% dei casi riguarda invece soggetti estranei e in questa percentuale spiccano gli amici di famiglia (11%), gli insegnanti (9,1%) e i vicini di casa (4,8%). Solo l'1% delle segnalazioni riguarda invece figure religiose. A favorire il sommerso è anche il fatto che molti casi di abuso avvengono in contesti sociali legati a istituzioni come la scuola o la chiesa, le quali, per tutelarsi dal grave danno di immagine che ne conseguirebbe, possono cercare di insabbiare o rimuovere episodi di questo tipo. Oggi, in occasione della terza Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia, si insedierà un Osservatorio per il contrasto del fenomeno che prevede, tra le altre cose, la creazione di un database che raccolga elementi dettagliati sui casi di pedofilia. Sul fenomeno è intervenuto anche il presidente Napolitano: le leggi e l’azione di magistratura e forze dell’ordine non bastano, per sconfiggere pedofilia e pedopornografia online è "decisivo il controllo sociale", ha detto.
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