sabato 18 aprile 2009, 09:07
Per pagargli lo stipendio servono 6.753 abbonati
Noi «poveretti» abbiamo deciso di fare i conti in tasca a uno che
poveretto di certo non è. Ogni puntata di «Annozero» costa 220mila
euro, Santoro incassa 60mila euro al mese. Cinque anni di lavoro in Rai
gli hanno reso 3,6 milioni di euro
Di tutto si può accusare Michele «Chi» Santoro, tranne che di trascurare il portafoglio. Il suo, ovviamente. «Poveretti», ha chiamato l’altra sera ad Annozero i lettori del Giornale costretti a sciropparsi ogni giorno paginate su di lui. «Vi adoro, faccio enormi sforzi per capirvi», ha gorgheggiato. Sono i lettori del Giornale che non fanno alcuna fatica a capire quella macchina da soldi griffata Armani che ogni giovedì sera appare su Raidue. Perché la professione di antiberlusconiano è assai redditizia.
Santoro adora i «poveretti». Quelli che non arrivano alla quarta settimana, a volte neppure alla terza. Quelli che guadagnano 1.500 euro al mese in fabbrica dopo 20 anni di catena di montaggio. Quelli che hanno perso il posto per colpa della crisi. Quelli che gli è crollata la casa in Abruzzo e quel satanasso di Bertolaso manco gli mette la stufetta nella tenda. Quelli insomma che in una vita di lavoro non riuscirebbero a mettere insieme quanto Santoro invece accumula in un anno davanti alle telecamere. E soprattutto, quelli che versano il canone Rai e con il loro magro stipendio gli pagano il suo, bello sostanzioso.
La busta paga di Santoro comprende tre voci. Prima voce: lo stipendio base di direttore giornalistico, che nel 2007 (detto da Pierluigi Malesani, direttore delle relazioni istituzionali Rai, alla Commissione parlamentare di vigilanza) ammontava a 266mila euro. Seconda: 10.500 euro per ogni puntata mandata in onda in prima serata (2.600 se in seconda). Terza: un «bonus» pari a 103mila euro «per il raggiungimento di specifici obiettivi» in termini di ascolto e pubblicità. Santoro ha sempre preso il «bonus» perché la pubblicità non l’ha mai abbandonato: nel 2007 Annozero è costato 7,2 milioni di euro ma ne ha fatti guadagnare 9 di pubblicità.
Come sarebbe bello se i milioni di «poveretti» italiani potessero intascare un salario costruito come quello di Santoro: un fisso per mettere piede in ufficio, un’aggiunta per ogni pratica aperta e un premio per il Guinness dei faldoni. Funziona così dalle parti di Santoro: viene pagato tre volte per un lavoro solo. I conti sono semplici. Nel 2008 è presumibile che egli abbia guadagnato 336mila euro per le 32 puntate di Annozero, cui si aggiungono i 266mila euro di base (sempre che nel frattempo non siano aumentati) e il «bonus». Totale 705mila euro. Quasi 60mila euro al mese versati dalla Rai perché Santoro possa prendersela con Berlusconi, sbeffeggiare la Protezione civile, inneggiare ad Hamas.
Nel 2009, anno di grazia, i soldi saranno anche di più perché 13 puntate sono già state trasmesse, altre sette sono previste entro l’estate e ulteriori 14 gliele ha promesse il direttore di Raidue, il leghista Antonio Marano, alla ripresa autunnale. Fanno 34. Se magari si aggiunge qualche speciale o altre puntate riparatrici, il traguardo delle 40 non sarebbe così lontano.
Nello stipendio potrebbe però scapparci anche qualche arrotondamento. Prendiamo infatti la stagione 2006-2007. Malesani ha detto alla Vigilanza che le puntate di Annozero furono 23. In realtà a Santoro ne sono state pagate 30. L’ha comunicato ufficialmente la Direzione affari legali e societari della Rai alla procura di Milano, precisando che il giornalista ha percepito 262.813 euro come retribuzione lorda annua, 103.291 come parte variabile correlata al raggiungimento di obiettivi e - ecco il punto - 315.000 euro come compensi per la realizzazione di programmi tv.