Per la prima volta la Chiesa apre ai sacerdoti sposati

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RomaCon una decisione storica, che non mancherà di suscitare un notevole dibattito in campo ecumenico, Benedetto XVI ha deciso di mettere nero su bianco le regole e le condizioni per tutti i vescovi, i preti e i fedeli anglicani che intendono entrate in comunione con Roma perch´ non condividono le scelte liberal della loro Chiesa. Il Papa intende costituire degli «Ordinariati personali», strutturati sulla falsariga degli Ordinariati militari, permettendo a queste comunità di mantenere alcune specificità liturgiche legate alla loro tradizione.
Tutto ciò sarà esplicitato in una Costituzione apostolica, che doveva essere presentata ieri, ma la cui uscita è stata ritardata di alcuni giorni. Il Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, William Levada, insieme all'arcivescovo Augustine Di Noia, segretario del Culto divino, hanno voluto comunque convocare la prevista conferenza stampa per annunciare i contenuti del testo. L'annuncio della prossima pubblicazione del documento papale veniva contemporaneamente dato, in un clima un po' imbarazzato, dal primate anglicano Rowan Williams come pure dall'arcivescovo cattolico di Westminster, a Londra.
I preti e i vescovi anglicani saranno ordinati nuovamente, e diventeranno a pieno titolo preti cattolici, anche se sposati e con figli. Non potranno invece diventare vescovi cattolici i vescovi anglicani sposati, ma soltanto quelli celibi. L'eccezione di ammettere al sacerdozio cattolico uomini sposati - un'opzione che la Chiesa di Roma già contempla per alcune comunità di rito orientale, come in Ucraina - avrà però, secondo quanto anticipato ieri dal Giornale, un valore «transitorio». Riguarderà cioè soltanto i preti e i vescovi che attualmente hanno famiglia, ma in futuro per quelle comunità non si ammetterano più al sacerdozio uomini sposati. Così come non potranno entrare a far parte di queste comunità pastori di altre confessioni cristiane o ex preti cattolici che si sono sposati.
È dall'inizio degli anni Novanta, da quando la Comunione anglicana disse sì all'ordinazione delle donne prete, che alcune comunità tradizionali hanno iniziato un processo di separazione e sono confluite nella «Traditional Anglican Communion». Più di recente, ora che anche la stessa Chiesa d'Inghilterra ha deciso di aprire alle donne vescovo (già presenti da anni in altre comunità anglicane), un numero sempre maggiore di vescovi e di preti hanno chiesto di fare parte della Chiesa cattolica. Nei mesi scorsi alcuni vescovi hanno bussato alle porte di Roma chiedendo di essere accolti. L'ex Sant'Uffizio ha discusso con il Pontefice le condizioni per l'accoglimento, che ora stanno per essere pubblicate e che non sono indirizzate soltanto ai gruppi anglicani tradizionalisti, ma a tutti. Lunedì scorso il cardinale Levada era a Londra: ha incontrato il primate Williams, che era stato informato la settimana scorsa dell'imminente documento, e soprattutto ha spiegato l'iniziativa del Papa ai vescovi cattolici inglesi, che in passato si erano detti contrari. Il cardinale ha fatto presente che la decisione risponde «alle numerose richieste pervenute da vari gruppi di chierici e di fedeli anglicani di diverse parti del mondo». I vescovi anglicani interessati sarebbero una trentina, mentre al momento è impossibile quantificare il numero di fedeli. Il clero e i fedeli anglicani che decideranno di diventare cattolici, riconoscendo tutto il Catechismo della Chiesa e il primato del Pontefice, manterranno alcune loro peculiarità liturgiche e libri di preghiere, e saranno guidati da Ordinari personali diversi dai vescovi diocesani dei loro Paesi.
«Quello che accade oggi non è un elemento di rottura nei rapporti tra le nostre comunioni», ha detto il primate anglicano Williams. Ma è certo che la decisione di Ratzinger di aprire le porte in modo così solenne a intere comunità pronte a lasciare l'anglicanesimo apre una nuova stagione nei rapporti ecumenici con le «Chiese sorelle».

COMMENTI

12 commenti su 1   2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#7 Giovanni Mandis (8) - lettore
il 21.10.09 alle ore 12:58 scrive:
è solo una ECCEZIONE alla regola. chi è già sposato tra questi anglicani potrà essere ordinato sacerdote (se ne ha i requisiti), ma chi non è sposato non potrà farlo DOPO che sarà ordinato. I futuri aspiranti al sacerdozio in questi ordinariati anglicani saranno tenuti al celibato. signor Giovanni Evolani, la Chiesa NON HA MAI ABOLITO IL LIMBO. Se il Limbo esiste la Chiesa non può abolirlo, se non esiste nemmeno. Però ci sono pronunciamenti solenni di Pontefici del passato che ne confermano l'esistenza, oltre che una radicata e continua Fede dei cattolici nell'esistenza dello stesso. Quello cui si riferisce è solo una dichiarazione della Commissione Teologica Internazionale che non ha però detto che il Limbo non esiste, ha solo ricapitolato le ipotesi teologiche in merito. L'esistenza del Limbo resta la più fondata sia teologicamente che sulla base del Magistero della Chiesa e non può essere negata.
#6 germana (587) - lettore
il 21.10.09 alle ore 12:40 scrive:
Ma il celibato dei preti non é un dogma, ma una legge della chiesa che come tale, può in qualsiasi momento essere cambiata.
#5 germana (587) - lettore
il 21.10.09 alle ore 12:42 scrive:
Sarebbe ora. basta ipocrisie nel voler far credere che i preti cattolici sono diversi dagli altri..Ma quando mai? Allora vuol dire che c'é un Dio per i cattolici ed un altro Dio per le altre religioni? Diciamo piuttosto che la chiesa perderebbe il suo potere sugli stessi, qualora diventassero economicamente autosufficienti.
#4 Giovanni Evolani (313) - lettore
il 21.10.09 alle ore 11:59 scrive:
Nella mia città, nel Veneto cattolico più profondo, c'era, in periferia, un piccolo cimitero che chiamavamo "cimitero degli ebrei". Un piccolo appezzamento di terra nascosto da alte siepi. Lo si poteva vedere solo attraverso un piccolo cancello. Io avevo 9 anni. Quando si passava per quella strada, mia mamma si spostava dal lato opposto. Mi diceva che era il cimitero di tutti i bambini morti senza il battesimo. Bambini perduti, destinati al Limbo (?). Quel luogo mi faceva paura. Alcuni mesi or sono la notizia dal Vaticano: Il limbo non esiste. Era solo una tradizione antica (?). Ma i pianti delle madri per i loro piccoli, perduti per sempre, sono ancora nell'aria, un grido straziante il cui eco giunge sino al cielo e per sempre. Ora i preti possono essere sposati e avere figli. Non per rivelazione divina ma per il potere, la virtù e la bontà di un uomo. Non entro nel merito. Che Dio ci benedica. Giovanni Evolani
#3 Sandro Marti (816) - lettore
il 21.10.09 alle ore 10:57 scrive:
A me questa scelta odora di "relativismo", volto a mantenere compatto e numeroso il "gregge", altrimenti la libertà di sposarsi dovrebbe essere lasciata a chiunque, altrimenti si creano cattolici "più cattolici" di altri, e questo non va bene.
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