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lunedì 10 agosto 2009, 07:00

PILLOLA ABORTIVA/1 Qui sento puzza di manovra contro la 194

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Nell'insieme, è pazzesco. La pillola Ru486 è stata inventata in Francia (dove è in uso da quasi 22 anni) e nel frattempo è entrata in uso in tutta l'Unione Europea (tranne in Polonia e Lituania, nostre evidenti nazioni di riferimento) e da una decina d'anni è in uso anche negli Stati Uniti. Il farmaco è stato oggetto di infinite sperimentazioni, tanto che anche l'Organizzazione mondiale della sanità, nel 2003, ne ha stabilito alcune linee guida. Dati e statistiche dicono questo: a dispetto di quanti temevano che il farmaco potesse comportare una sottovalutazione dell'aborto, e incrementarne perciò massicciamente il ricorso, gli aborti non sono aumentati e la pillola è stata adottata da una minoranza; l'unico dato significativo riguarda una tendenza a ricorrere all'interruzione di gravidanza in una fase gestazionale più precoce, con minori rischi di complicanze: l'Ru486 infatti può essere presa nelle prime settimane di gravidanza, mentre l'aborto per aspirazione è possibile solo dalla sesta settimana.

Poi c'è l’Italia, che per qualche ragione deve fare sempre storia a parte. Nel 2002, già in ritardo su tutti, una prima sperimentazione fu bloccata dal ministro della Salute Girolamo Sirchia. Nel 2005 una seconda sperimentazione a Torino sfociò in un'ispezione dal ministro Francesco Storace. Poi, siccome siamo capaci di bipolarizzare ogni cosa, la sperimentazione partì autonomamente ma solo in alcune regioni governate dal centrosinistra. E poi, perché quella non manca mai, la magistratura avviò indagini a Torino e a Milano per presunta violazione della Legge 194: ne seguì la sospensione della sperimentazione nel primo caso e un'archiviazione nel secondo. Sempre nel 2005 partì la prevedibile e legittima offensiva del Vaticano: il Papa disse che «la Ru486 nasconde la gravità dell'aborto» e il cardinale Ruini spiegò che «tende a non far percepire la natura reale dell'aborto». Il che fu recepito e trasformato nell’unico obiettivo che importa ai neo avversatori della pillola, distribuiti in maggioranza nel centrodestra: ossia che l’aborto resti una pratica il più possibile pubblica, ospedaliera e traumatica culturalmente e fisicamente. Nel giugno 2007, poi, l'uso della pillola veniva approvato e regolato pur tardivamente anche dall'Emea - l'agenzia europea per i medicinali -, il che non spingeva il governo italiano a registrare e utilizzare finalmente il farmaco ma, nel novembre 2007, a bloccare ulteriormente la procedura a cura del ministro Livia Turco: la quale richiese un parere del Consiglio superiore di sanità al fine di riscontrare il «pieno rispetto della legge 194». Ma non bastava ancora. Si procedeva infine ad autorizzare un'ulteriore sperimentazione a cura dell'Aifa, l'agenzia italiana del farmaco, che è l’organismo che ha tutti i requisiti tecnico-scientifici per valutare sicurezza e idoneità appunto dei medicinali. Il 30 luglio scorso, dopo anni di sperimentazione - dalla quale è risultato, paradossalmente, che l'aborto chirurgico è più rischioso di quello con la Ru486 - l'Aifa ha deliberato l'idoneità del farmaco purché sia utilizzato con ricovero ospedaliero.

Finita? No: si attendono per il prossimo autunno le «linee guida» del governo che farà di tutto, potete giurarci, per rendere difficile o punitivo l'utilizzo della pillola: se negli altri Paesi l'uso è privato e domiciliare, infatti, da noi prevederà come minimo un ricovero di tre giorni. Finita? Neppure: perché in questo quadro eccoti un incredibile Maurizio Gasparri che ha il coraggio - perché ce ne vuole - di proporre un'ulteriore inchiesta parlamentare: perché i tecnici dell'Aifa - ha detto - sono «privi di legittimazione democratica». Il che resta, lo dico con dispiacere sincero, la sciocchezza più incommentabile tra quelle pronunciate da anni sull'argomento: solo una discussione parlamentare sulle vicende di letto di Silvio Berlusconi avrebbe potuto far peggio.

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46 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#46 baribald (1) - lettore
il 23.10.09 alle ore 15:43 scrive:
"ossia che l’aborto resti una pratica il più possibile pubblica, ospedaliera e traumatica culturalmente e fisicamente" a parte le ultime parole "traumatica culturalmente e fisicamente" lo spirito della 194, se non erro, era quello di sottrarre l'aborto dall'ombra della clandestinità e di portarlo alla luce per assistere la donna in questo momento traumatico della sua esistenza. Da indagini molteplici è emerso che nei consultori il cosiddetto certificato per accedere alle strutture venga rilasciato senza un minimo di valutazione della situazione della donna, senza esperire vie alternative all'aborto. Ora la pillola RU 486 che permetta di abortire tra le mura domestiche mi sembra una banalizzazione. Nella seconda parte dell'articolo si avverte un tono tribunesco. Mi scusi, ma su questo argomento non La seguirò mai. L'aborto è sempre la soppressione di una vita innocente!!!!
#45 oroverde (908) - lettore
il 12.08.09 alle ore 12:32 scrive:
#44 milly (208) -Non credo di aver offeso nessuno, nè di offendere nessuno se chiamo assassino chi ammazza un nascituro. La legge lo rende impunibile, ma sempre assassino resta. L'offeso. se proprio, dovrei esserei io. Essendo un signore(vero) vi risparmio lo scrivere ciò che penso di voi.....il turpiloquio non mi appartiene, esso è tipico di chi cerca di coprire le propri colpe ( meglio delitti) con la generalizzazione del fatto.....non cambia il fatto: si tratta di OMICIDI PREMEDITATI a danno di indifesi. Chi li commette è un ASSASSINO, cui la coscienza, quella civile, non cattolica, non deve dar pace per il resto dei propri giorni; costoro devono sapere che hanno AMMAZZATO un nascituro, e quindi che su di essi si riversi lo SCHIFO di ogni essere umano...... si ritiene offesa?
#44 milly (398) - lettore
il 12.08.09 alle ore 8:32 scrive:
43 pakiderma- brava gliele hai cantate giuste a quel cafone che invece di fare dei commenti suoi, non fa che insultare gli altri partecipanti al forum. D'altro canto chi non ha idee ritiene che gli insulti siano il solo modo di rapportarsi agli altri.
#43 pakiderma (757) - lettore
il 11.08.09 alle ore 9:29 scrive:
#36 oroverde - in tre righe ha collezionato una serie di stupidaggini da guinnes dei primati, bravissimo, cosa c'entra De Andrè e la canzona "Bocca Di Rosa" me lo deve spiegare, quali consigli avrei dato? E perchè ne fa un caso personale di un discorso generale che riguarda le donne e non solo me, potrei essere contraria all'aborto lei cosa ne sa? Ma ritengo che questi discorsi siano ormai frusti ed è giusto supportare un diritto acquisito, il dolore rimane nel ricorrere all'aborto, ma almeno non si va più in mano ai macellai è questo il diritti acquisito non l'accesso ad un omicidio, chi non vuole abortire non verrà obbligato a farlo, ma guarda se dobbiamo ancora parlare di queste cose è assurdo, ogni due per tre si ritira fuori il discorso sulla 194 adesso la u486!!Riguardo a come esprimo la mia femminilità, caro maschietto talebano, non sono affari suoi e non fanno parte dell'argomento in questione nè deve prendersi la libertà di indagarvi , rimanga al suo posto, cafone - rosi
#42 milly (398) - lettore
il 11.08.09 alle ore 7:45 scrive:
Già ebbi modo di esprimere il mio giudizio sull'aborto. E' omicidio legalizzato dalla Legge di Stato 194. Per cui ribadisco il mio pensiero: meglio la pillola dell'aborto chirurgico. Se qualche saccente ritiene che le pratiche tipo ferri da calza, tisane al prezzemolo ecc. siano più civili le faccia provare alla propria moglie o alle proprie figlie sulla loro pelle. Poi ce lo faccia sapere.
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