PILLOLA ABORTIVA/1 Qui sento puzza di manovra contro la 194

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Nell'insieme, è pazzesco. La pillola Ru486 è stata inventata in Francia (dove è in uso da quasi 22 anni) e nel frattempo è entrata in uso in tutta l'Unione Europea (tranne in Polonia e Lituania, nostre evidenti nazioni di riferimento) e da una decina d'anni è in uso anche negli Stati Uniti. Il farmaco è stato oggetto di infinite sperimentazioni, tanto che anche l'Organizzazione mondiale della sanità, nel 2003, ne ha stabilito alcune linee guida. Dati e statistiche dicono questo: a dispetto di quanti temevano che il farmaco potesse comportare una sottovalutazione dell'aborto, e incrementarne perciò massicciamente il ricorso, gli aborti non sono aumentati e la pillola è stata adottata da una minoranza; l'unico dato significativo riguarda una tendenza a ricorrere all'interruzione di gravidanza in una fase gestazionale più precoce, con minori rischi di complicanze: l'Ru486 infatti può essere presa nelle prime settimane di gravidanza, mentre l'aborto per aspirazione è possibile solo dalla sesta settimana.

Poi c'è l’Italia, che per qualche ragione deve fare sempre storia a parte. Nel 2002, già in ritardo su tutti, una prima sperimentazione fu bloccata dal ministro della Salute Girolamo Sirchia. Nel 2005 una seconda sperimentazione a Torino sfociò in un'ispezione dal ministro Francesco Storace. Poi, siccome siamo capaci di bipolarizzare ogni cosa, la sperimentazione partì autonomamente ma solo in alcune regioni governate dal centrosinistra. E poi, perché quella non manca mai, la magistratura avviò indagini a Torino e a Milano per presunta violazione della Legge 194: ne seguì la sospensione della sperimentazione nel primo caso e un'archiviazione nel secondo. Sempre nel 2005 partì la prevedibile e legittima offensiva del Vaticano: il Papa disse che «la Ru486 nasconde la gravità dell'aborto» e il cardinale Ruini spiegò che «tende a non far percepire la natura reale dell'aborto». Il che fu recepito e trasformato nell’unico obiettivo che importa ai neo avversatori della pillola, distribuiti in maggioranza nel centrodestra: ossia che l’aborto resti una pratica il più possibile pubblica, ospedaliera e traumatica culturalmente e fisicamente. Nel giugno 2007, poi, l'uso della pillola veniva approvato e regolato pur tardivamente anche dall'Emea - l'agenzia europea per i medicinali -, il che non spingeva il governo italiano a registrare e utilizzare finalmente il farmaco ma, nel novembre 2007, a bloccare ulteriormente la procedura a cura del ministro Livia Turco: la quale richiese un parere del Consiglio superiore di sanità al fine di riscontrare il «pieno rispetto della legge 194». Ma non bastava ancora. Si procedeva infine ad autorizzare un'ulteriore sperimentazione a cura dell'Aifa, l'agenzia italiana del farmaco, che è l’organismo che ha tutti i requisiti tecnico-scientifici per valutare sicurezza e idoneità appunto dei medicinali. Il 30 luglio scorso, dopo anni di sperimentazione - dalla quale è risultato, paradossalmente, che l'aborto chirurgico è più rischioso di quello con la Ru486 - l'Aifa ha deliberato l'idoneità del farmaco purché sia utilizzato con ricovero ospedaliero.

Finita? No: si attendono per il prossimo autunno le «linee guida» del governo che farà di tutto, potete giurarci, per rendere difficile o punitivo l'utilizzo della pillola: se negli altri Paesi l'uso è privato e domiciliare, infatti, da noi prevederà come minimo un ricovero di tre giorni. Finita? Neppure: perché in questo quadro eccoti un incredibile Maurizio Gasparri che ha il coraggio - perché ce ne vuole - di proporre un'ulteriore inchiesta parlamentare: perché i tecnici dell'Aifa - ha detto - sono «privi di legittimazione democratica». Il che resta, lo dico con dispiacere sincero, la sciocchezza più incommentabile tra quelle pronunciate da anni sull'argomento: solo una discussione parlamentare sulle vicende di letto di Silvio Berlusconi avrebbe potuto far peggio.

Ora: avessero il coraggio di dire quello che pensano una volta per tutte, cioè che vogliono ridiscutere la Legge 194, abrogarla, limitarla, appunto sabotarla. E invece no. Fanno una cosa per ottenerne un’altra, ma la verità è trasparente come solo i numeri sanno essere: in Italia è in corso un'offensiva che mira a ridimensionare la legge 194 e a confondere le acque raccontando anche sonore bugie; abbiamo una legge che anno dopo anno sgretola il ricorso all'aborto (nel 1982 furono 233mila, oggi sono 120mila e in costante diminuzione) e che lo sgretolerebbe anche di più, se questa offensiva non impedisse che le categorie che abortiscono in maggioranza - le ignoranti e le immigrate - fossero raggiunte da un campagna sulla contraccezione come se ne fanno in tutti i Paesi del mondo dove non c'è il Vaticano. Questa campagna non mira a cancellare la legge 194 - perché non ci riuscirebbe - ma a ridimensionarla sollevando continui polveroni, invitando alla moltiplicazione di quei truffatori dello Stato che sono in stragrande maggioranza gli obiettori di coscienza, ipotizzando la presenza di militanti religiosi nei consultori, raccontandovi che siano in corso complotti ideologici per smontare la stessa 194: quando gli ideologici sono solo loro, e a voler smontare la 194 sono solo loro. Questa offensiva è condotta da una casta numericamente modestissima che frequenta gli snodi dell’informazione, è una lobby che auspica ipocriti «miglioramenti» a una legge che vorrebbero solo abbattere, vi raccontano e racconteranno un sacco di balle. I nomi sono noti. Non credete a quello che dicono. Pensate con la vostra testa e con una coscienza che è solamente vostra, non ha bisogno di ambasciatori in folgorazione pre-senile.

COMMENTI

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#21 IMI-6865 (7) - lettore
il 10.08.09 alle ore 14:13 scrive:
Caro sig. Facci, magari si sentisse puzza di manovra contro quella legge omicida chiamata 194, legge irriformabile e che quindi va completamente tolta di mezzo. Purtroppo chi la vorrebbe eliminare non ha voce in capitolo sui media, ma confido che prima o poi rinsaviremo tutti e ci renderemo conto della suprema ipocrisia di un sistema che si vanta di non condannare a morte i colpevoli, mentre condanna gli esseri più innocenti che ci siano.
#20 paolo bernocchi (2) - lettore
il 10.08.09 alle ore 13:37 scrive:
grazie Facci per l'articolo sei un grande.
#19 Sylvia Mayer (8996) - lettore
il 10.08.09 alle ore 13:20 scrive:
Concordo pienamente con Facci, Purtroppo non e' solo quella parte veteroreligiosa di centrodestra che vuole imporre le sue convinzioni a far si' che vengano lesi i Diritti Civili Individuali, ma anche quella parte di catto-centrosinisti che regolarmente intralcia e ricatta Pd & C. Sulla RU 486 e sulla 194 ha detto piu' che abbastanza, e non sono piu' disponibile a discussioni inutili. Non si stupisca quindi gia' da ora chi pretende di decidere per gli altri se non ricevera' risposta da me. Quando si tratta di Diritto non c'e' discussione che tenga, non c'e' maggioranza o minoranza che siano autorizzate a concederlo. C'e' il Diritto, o non c'e'. Ed in Italia, ancora in troppi ambiti, non c'e'.Va conquistato una volta per tutte.
#18 mauro.magliocchetti (12) - lettore
il 10.08.09 alle ore 13:08 scrive:
Filippo Facci: giornalista attento, colto, intelligente, sagace, ironico ma, soprattutto e non è cosa di poco conto, al di sopra delle parti data la sua professionalità obiettività ed imparzialità. Se vincessi al superenalotto gli proporrei la realizzazione di un settimanale"IL BENE", trattando di politica, costume e quant'altro, in contrapposizione del più sfacciatamente schierato"IL MALE" di Michele Serra. Lo seguo sempre sul "giornale" e. quando lo invitano, in TV. Se mi posso permettere la confidenza, continua così Filippo. Complimenti.
#17 fabio.bonari (1857) - lettore
il 10.08.09 alle ore 12:58 scrive:
cm209 : se avere un'opinione non allineata con la chiesa,su un argomento che può riguardare chiunque di noi,vuol dire guerra al Vatoicano,mi arruolo come volontario.
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Alessandro Sallusti
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