Pollica, l'inchiesta sull'omicidio va all'antimafia Il fratello di Vassallo: "Mi parlò di agenti collusi"

Si celebreranno il prossimo giovedì i funerali del sindaco di Pollica trucidato domenica. Il fratello della vittima rivela: "Mi aveva detto che esponenti delle forze dell’ordine erano in combutta con personaggi poco raccomandabili". Il generale Mottola: "Carabinieri sempre corretti"

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Salerno - Si celebreranno, con molto probabilità, il prossimo giovedì i funerali di Angelo Vassallo, il sindaco di Pollica trucidato domenica sera a poca distanza dalla sua abitazione nel comune del Cilento. L’esame autoptico, infatti, sarà effettuato domani mattina all’ospedale di Vallo della Lucania dove la salma del sindaco è stata trasferita già nella giornata di ieri. L’autopsia dovrà chiarire quanti proiettili calibro 9x21 hanno raggiunto e ucciso il sindaco-pescatore. Intanto ai microfoni di Sky Tg 24 Claudio Vassallo, fratello del sindaco ucciso, rivela che Angelo gli aveva parlato di "forze dell'ordine colluse".

Le rivelazioni del fratello "Due, tre giorni prima di essere ammazzato mio fratello mi aveva detto che esponenti delle forze dell’ordine erano in combutta con personaggi poco raccomandabili", continua il fratello del sindaco di Pollica. "Ci sono delle lettere scritte - aggiunge il fratello della vittima - sia al comando provinciale che a quello generale di Roma senza nessuna risposta. Lo hanno lasciato solo e abbandonato". Quanto al possibile movente all’origine dell’efferato omicidio, Claudio Vassallo indica due piste: "Penso o a interessi sul porto oppure a certi problemi di droga che ci sono stati ad Acciaroli questa estate per i quali mio fratello aveva chiesto aiuto alle forze dell’ordine e non glielo hanno dato".

Proseguono le indagini Proseguono le indagini condotte dai carabinieri e coordinate dalla procura di Vallo della Lucania oltre che dai magistrati della Dda di Salerno. La matrice camorristica, infatti, è la strada seguita dagli investigatori anche se non è ancora chiaro quale sia stato il movente dell’omicidio. In mattinata continueranno gli interrogatori di familiari, conoscenti e collaboratori di Vassallo che, nelle ultime settimane della sua vita, aveva manifestato qualche preoccupazione. Continua, inoltre, l’analisi dei documenti e del computer di Vassallo sequestrati ieri dagli investigatori. È probabile, secondo gli inquirenti, che il primo cittadino di Pollica sia stato ucciso per aver detto qualche no. Le piste da seguire sono molteplici anche se pare ci si stia concentrando soprattutto su un presunto traffico di droga nel Cilento e la gestione del porto di Acciaroli, frazione marina del comune di Pioppi.

Inchiesta all'antimafia "Ci sono elementi che suggeriscono un coinvolgimento della direzione distrettuale antimafia. È stata una decisione congiunta con il procuratore Roberti". Così il procuratore di Vallo della Lucania Gianfranco Grippo al termine della riunione dei pm che indagano sull’omicidio di Angelo Vassallo a Salerno. L’inchiesta dunque passa ufficialmente all’ufficio che si occupa delle indagini sulla criminalità organizzata.

Un paese sotto choc  In paese, nel frattempo, i cittadini continuano ad essere tramortiti dalla tragica notizia anche se oggi alcuni negozianti hanno deciso di riaprire le proprie botteghe anche per dare un minimo di accoglienza non solo agli abitanti del piccolo centro, ma anche ai tanti turisti e visitatori che stanno trascorrendo queste prime settimane di settembre nella famosa località bandiera blu per il mare cristallino. "Ad Acciaroli sono giunti anche giornalisti e cineoperatori da ogni parte d’Italia e - spiega il comandante dei Vigili di Pollica, Graziano Lamanna - anche per loro alcuni ristoratori hanno deciso di riaprire. Il paese, però, continua ad essere sotto choc".

Il generale Mottola: carabinieri sempre corretti I carabinieri della stazione di Pollica "hanno sempre improntato il loro comportamento alla massima linearità e correttezza. La loro attività non si è mai prestata ad alcuna censura". Lo dice all’ANSA il generale Franco Mottola, comandante della Legione carabinieri Campania, che è "molto meravigliato" delle dichiarazioni di Claudio Vassallo secondo cui questi sarebbe stato "lasciato solo" quando si era rivolto ai militari dell’Arma per segnalare alcuni problemi, in particolare di spaccio di droga, mentre esponenti delle forze dell’ordine sarebbero stati "in combutta con personaggi poco raccomandabili". "I rilievi che sono stati mossi da qualcuno - sottolinea il generale Mottola - saranno sicuramente oggetto di verifica ulteriore, ma ripeto - e lo dico per mia diretta conoscenza - sia il comandante che tutti i carabinieri della stazione hanno sempre svolto il loro lavoro con massimo impegno, non lasciando alcuna ombra sul loro operato, tant’è che ho sempre confermato il comandante della stazione al suo posto. I carabinieri di Pollica hanno la mia piena fiducia e quella della scala gerarchica che è a più diretto contatto con loro". Facendo riferimento, poi, alle lettere scritte dal sindaco al comando provinciale e al comando generale dell’Arma, il generale spiega che riguardavano solo "piccole lamentele, peraltro chiarite per le vie brevi tra il comandante della Compagnia di Vallo della Lucania e il sindaco, che anzi aveva espresso apprezzamento per l’operato dei carabinieri di Pollica".

Il dolore degli abitanti
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Sindaco Vassallo

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COMMENTI

7 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#7 precisa (360) - lettore
il 08.09.10 alle ore 10:15 scrive:
Porgo condoglianze alla famiglia del Sindaco e al paese tutto.Per quanto se ne sa non vi erano particolari screzi e interessi economici tali da giustificare un simile omicidio.Dunque va interpretato come un segnale,un esempio dato a chiunque ,al nord come al sud,intende il proprio ruolo di amministratore come servizio alla comunità e non servizio ad interessi particolari.Anche questo è l'omicidio di un uomo dello stato,integro e non malleabile,coraggioso come l'avvocato Ambrosoli di Milano.
#6 giga81 (36) - lettore
il 07.09.10 alle ore 16:44 scrive:
Di persone così ce ne sono tante, ma ce ne ricordiamo solo quando muoiono ammazzate per effettuare il proprio lavoro. Sono questi i miei eroi, persone normalissime che svolgono il proprio lavoro e che lottano costantemente con qualcosa che è più grande di loro semplicemente perché amano il proprio paese e lo vorrebbero proteggere (forse dal cemento, in questo caso...). La collusione con le mafie andrebbe perseguita come si persegue un mafioso. Chi aiuta o spalleggia i mafiosi è complice degli assassini commessi da questi ultimi e va punito...
#5 settespade (277) - lettore
il 07.09.10 alle ore 16:09 scrive:
Non salterei subito alle conclusioni, ma di esempi di amministratori locali, politici, forze dell'ordine infedeli ce ne sono stati pure troppi. Questo significa che non bisogna mollare ed aiutare in tutti i modi la parte sana del paese, il sindaco Angelo Vassallo combatteva per questo. Giù il cappello.
#4 Robinson (500) - lettore
il 07.09.10 alle ore 13:51 scrive:
Un segno di solidarietà alle forze dell'ordine. Fanno un lavoro ingrato per pochi spiccioli. E' pur vero che questo lavoro se lo scelgono ma faccio notare che in questi anni di scelta di lavoro vera ed effettiva ne ho vista pochina. Non dico di credere a ciò che dice il fratello del sindaco ucciso. Ma la tentazione è tanta. Da qualche anno leggiamo sempre più frequenti cronache di poliziotti infedeli, di carabinieri ricattatori. E allora solidarietà in più con le forze dell'ordine che hanno anche da combattere internamente. Una guerra più feroce, più cruenta. Più difficile.
#3 paolodb (1586) - lettore
il 07.09.10 alle ore 13:48 scrive:
x Pino (#1): lei ha certamente ragione ma non c'è bisogno di scomodare il traffico di auto rubate. Basta considerare che là dove regna la criminalità, significa che ampie porzioni dello Stato (forze dell'ordine ma anche magistratura) chiudono non uno ma parecchi occhi. Talvolta per collusione, altre volte per impotenza.
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