Privilegi dei giudici: mille permessi in sei mesi

La giustizia è in crisi ma per i magistrati abbondano consulenze e incarichi. Pagati extra e ben retribuiti. Il paradosso: un giudice lumaca pagato per insegnare a sveltire i processi. E' concesso di arrotondare anche a chi ha procedimenti disciplinari in corso

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Roma - Non bastano i tanti, troppi fuori ruolo nella magistratura. In più ci sono tante toghe impegnate in incarichi temporanei extragiudiziari, mentre la giustizia affoga tra milioni di arretrati e accumula ritardi da record nel deposito delle sentenze. Tra queste, un giudice-lumaca, sotto processo al Csm per aver depositato sentenze con grave ritardo, che fa parte della Commissione per individuare gli standard di produttività delle toghe ed evitare proprio i ritardi dei colleghi.

Palazzo de’ Marescialli è di manica larga e autorizza non solo quelli che la toga la mettono nell’armadio per anni, anche decenni, per fare i parlamentari, gli amministratori locali, i ministeriali, i diplomatici in organismi internazionali, i membri dello stesso organo di autodisciplina della magistratura, ma anche quelli che a centinaia entrano in commissioni di studio, tengono insegnamenti universitari o corsi di specializzazione e formazione professionale, fanno lezione un po’ a tutti, nelle accademie navali e negli ospedali, all’Aci, a vigili e ingegneri, carabinieri, giornalisti e doganieri.

Sono stati 957 i nulla osta dati da Palazzo de’ Marescialli tra novembre 2009 e maggio 2010. Ma ora, nella Quarta Commissione si discute se liberalizzare questo tipo di incarichi. Finora c’era un tetto di 40 ore all’anno, che salivano a 50 in casi particolari.

In primavera, una sentenza del Consiglio di Stato ha aperto la porta, dando ragione ad un magistrato cui era stata negata l’autorizzazione perché superava appunto il limite fissato dalla circolare del Csm. Per il supremo giudice amministrativo il no non può essere legato solo al tetto orario, ma dev’essere giustificato con un previsto pregiudizio dell’attività quotidiana del magistrato.

Così, a Palazzo de’ Marescialli circola una nuova bozza di circolare che tra pochi giorni potrebbe ampliare di molto il monte ore annuale se non addirittura abolirlo. Si fa l’ipotesi di un silenzio-assenso per gli incarichi sotto le 40 ore annuali, mentre l’autorizzazione dovrebbe essere chiesta al Csm solo per quelli che superano il limite.
Non preoccupa che ci sia già un esercito di fuori ruolo con incarichi permanenti a Palazzo Chigi, nei ministeri, alla Corte costituzionale, al Quirinale, al Csm, in commissioni e autorità, organismi internazionali e ambasciate, missioni varie all’estero. Sono 277, malgrado i circa mille e 400 posti vuoti negli uffici giudiziari, soprattutto nelle sedi disagiate, sempre più in affanno nel loro lavoro.

Almeno le toghe in servizio dovrebbero lavorare full time. E invece no: gli incarichi extragiudiziari per il Csm devono essere aumentati. Eppure, diverse volte la sezione disciplinare si è trovata alle prese con casi di magistrati sotto processo per i ritardi accumulati nel loro lavoro che come giustificazione sostenevano di essere stati impegnati in altri incarichi, regolarmente autorizzati dallo stesso Csm che ora li incolpava. Questo mentre la prima condizione per ottenere il nulla osta è che non ci sia «interferenza dell’incarico con l’attività giudiziaria».

Il caso più recente riguarda il giudice di Milano Enrico Consolandi. Il 23 giugno il Csm lo ha autorizzato a fare un seminario di 20 ore sul processo telematico all’università di Milano, malgrado egli sia sotto procedimento disciplinare proprio per ritardi nel deposito delle sentenze, rilevati da una recente ispezione del ministero della giustizia.

Il fatto più clamoroso è che Consolandi fa parte della Commissione del Csm, insediatasi a dicembre 2008, che si occupa di stabilire gli standard di produttività per i colleghi. Sembra peraltro, che in quella Commissione non sia l’unico ad essere stato individuato come giudice-lumaca. Ma non è tutto.

Un’altra regola del Csm è quella di non dare l’ok per attività part time a chi subisce un procedimento disciplinare. Per tanti c’è stato il rifiuto, ma Consolandi (pare appoggiato da una forte corrente di sinistra) è stato regolarmente autorizzato. Non era la prima volta. Perché aveva avuto l’okay per entrare nella Commissione del Csm sulla produttività mentre pendeva sul suo capo un altro processo disciplinare. Nel 2007, dopo un violento alterco, aveva spinto in malo modo un anziano di 75 anni fuori dal suo studio, facendolo cadere e sbattere alla porta. Questi era finito al pronto soccorso con un ematoma e il giudice aveva subito un processo penale per lesioni. Il Csm, pur censurando il suo comportamento, ad aprile scorso lo ha assolto.

Altro caso che val la pena di ricordare quello del giudice del tribunale di Milano Guglielmo Leo. Tra il 1997 e il 2001 aveva depositato 13 sentenze penali con ritardi anche di 4-5 anni. «Ero molto impegnato - spiegò a Palazzo de’ Marescialli, durante il suo processo disciplinare- anche per il lavoro nel Comitato scientifico per la formazione del Csm, con molti viaggi a Roma e in altre città».
Pensare che, come abbiamo detto, la prima regola per l’autorizzazione sarebbe che il nuovo incarico non pesi negativamente sul lavoro d’ufficio. Per la cronaca, quel gip nel 2006 è stato assolto. Era «laborioso», anche se fuori dal tribunale.

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COMMENTI

9 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#9 Zione (354) - lettore
il 06.11.10 alle ore 16:51 scrive:
Ammesso che, preposto a valutare il comportamento professionale e decidere se punire un Magistrato, ci sia anche un Eccellentissimo Ignorante Conclamato, per di più ben connotato da feroce istinto Criminale, che tante Vittime Innocenti ha mietuto già da barbaro p.m. e che grazie ad altri noti Scellerati, suoi illustri colleghi e predecessori al timone, che a tempo debito invece di cacciarlo a calci indietro per Somma Indegnità, ne hanno invece favorito la Brigantesca carriera, siccome faceva parte della loro turpe Confraternita; per cui da troppo lungo tempo questo Miserabile e Sciagurato Verme (con tutto il rispetto per il Nobile e utile Animale), occupa Fraudolentemente delicati posti, in barba e alla faccia dei Magistrati Onesti e del calpestato Popolo Italiano; pertanto per rispettosa Omertà della sua Associazione Mafiosa, questo Ignobile Individuo è sempre pronto ad assolvere e condannare non secondo l’onesta Coscienza, ma solo per la convenienza della loro Setta Segreta.
#8 gianky53 (1323) - lettore
il 09.07.10 alle ore 14:36 scrive:
Poi quando sfilano in pompa magna, nella insopportabile liturgia che tutti i TG ci propinano ogni anno all'inaugurazione dell'anno giudiziario, si atteggiano e pavoneggiano. Segue la lettura del solito discorso da parte del PG, ogni anno sempre lo stesso, nel quale si lamentano nell'ordine: l'aumento dei reati, la lentezza della giustizia, l'insufficienza di mezzi e la carenza di organici. Sono una vergogna ma loro non tengono vergogna.
#7 viking77 (63) - lettore
il 09.07.10 alle ore 14:19 scrive:
La casta dei Giudici esiste ed e' molto potente.Oggi devono lavorare per risolvere l'enorme accumulo di processi penali e civili,ma si oppongono alla ventilata ipotesi di una Riforma della GIUSTIZIA.Alcuni magistrati si dedicano troppo tempo alla POLITICA,a interventi televisivi;insomma vogliono visibilita' mediatica per poter intervenire nella vita politica del PAESE. La speranza mia e di molti cittadini e' quella che almeno questo fondamentale Organo dello STATO trovi il sistema per snellire il tanto lavoro accumulato e resti comunque a guardia della DEMOCRAZIA.Il Sistema Giustizia coinvolge molti cittadini :diverse estrazioni sociali,diverse opportunita'economica ed anche i procedimenti dal penale al civile. Il sottoscritto.da 5 anni,attende la prima udienza per illustrare al Giudice Civile la divisione di un appartamento,ereditato dai genitori.La pratica e' transitata nelle mani di TRE GIUDICI poi trasferiti ad altri incarichi e delegando al prossimo la soluzioneIO SONO IN AFFITTO
#6 BlackMen (959) - lettore
il 09.07.10 alle ore 12:34 scrive:
Ma fate sul serio? no dico veramente! Questa è una cosa a dir poco vergognosa!!! Scrivete, scandalizzati, che ai giudici "è concesso di arrotondare anche a chi ha procedimenti disciplinari in corso" come se fosse una cosa fuori dal mondo. Ai nostri politici è concesso di sedere in Senato con procedimenti "penali" in corso che mi pare cosa di tutt'altra portata. Addirittura concediamo questo privilegio non solo chi ha procedimenti in corso ma anche personaggi a cui è stato notificata una richiesta di custodia cautelare come l'On Vincenzo Nespoli del PdL.
#5 mado (376) - lettore
il 09.07.10 alle ore 12:11 scrive:
Sono la vera vergogna italiana.
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