Roma - "Non ci sono problemi da parte mia. E' una situazione che è stata evocata dal presidente della Camera. Io non ho problemi riguardo al funzionamento del Pdl. Ci sono due concezioni diverse in campo": lo dice Silvio Berlusconi ospite di "Porta a Porta" parlando del rapporto con Gianfranco Fini. Berlusconi spiega quali sono le "due concezioni diverse" della politica e dei partiti tra lui e Fini. "Io - dice - sono per un movimento aperto, che sii organizza per affrontare il momento elettorale. Per Fini, invece, come per i professionisti della politica, i partiti devono avere funzioni più allargate, discutere le decisioni che vengono poi prese dai gruppi...".Democrazia interna, lo interrompe Vespa. "Democrazia interna? In Forza Italia ce n'era fin troppa. Ho sempre detto che era un partito anarchico". Il Cavaliere rivendica però di aver "introdotto una nuova moralità nella politica: ho detto prima con chi mi sarei alleato, su quale programma, chi sarebbe stato il presidente del Consiglio, introducendo anche il nome Berlusconi sul simbolo elettorale".Ma Fini non è stato coinvolto poco nelle decisioni del Pdl? "Ma Fini - replica Berlusconi a Vespa - fa il presidente della Camera. Tutte le volte che mi ha chiamato perché riteneva di dover discutere con me, sono andato...". Inoltre, aggiunge il premier, le decisione prese nel partito dalla fondazione ad oggi sono state prese "tutti d'accordo" tra i coordinatori, "uno dei quali è Ignazio La Russa".
"I fraintendimenti sono superabili" Con Fini ci sono "fraintendimenti superabili", un atteggiamento di "grande apprezzamento". "Se qualcuno pensa che sia diversamente, possiamo chiarire": il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi risponde così a "Porta a Porta" alle critiche di scarsa democrazia interna sollevate nella lettera a lui indirizzata da parte di 50 deputati ex di An. "Non mi sembra che Fini abbia detto questo - dice il premier - in Fi c'é sempre stata massima democrazia non vedo come potrebbe essere diversamente nel Pdl ". Il premier definisce il voto "importante": "in un grande partito la ricchezza arriva proprio dai diversi contributi di idee e nella dialettica. Poi si vota e la minoranza si adegua alla maggioranza". Il presidente del Consiglio cita ad esempio i temi etici sui quali si esercita la "libertà di coscienza di ciascuno".
"Penso a un 'caminetto' informale di decisione" Berlusconi dice che sarebbe il "più felice di tutti" se potranno essere discusse le proposte all'interno del Pdl attraverso la creazione di un "organo informale", un sorta di "caminetto" con i coordinatori del partito ed i capigruppo di Camera e Senato. Questo parlando della Lettera dei '50' parlamentari del Pdl, annunciatagli telefonicamente, che chiede più collegialità nelle decisioni. Quest'organismo potrà valutare - ha tra l'altro detto il premier - anche le le materie oggetto degli incontri con Bossi ad Arcore. Di quest'organismo informale, ha ancora detto il Cavaliere, dovrebbero far parte anche il presidente del partito e il presidente della Camera.
L'Udc e i "due forni" "Non c'é stato da parte mia nessun dialogo con Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa" ha detto il Cavaliere spiegando che il tema di un'eventuale alleanza con i centristi per le regionali sarà un tema in discussione da parte degli organi del partito. Il Pdl in proposito "discuterà, deciderà e voterà su questo. Finora non c'é stato da parte mia nessun dialogo" con i vertici centristi ad esclusione di "una telefonata prima delle vacanze di augurio con Pier Ferdinando Casini: sul piano umano - spiega Berlusconi - eravamo e siamo amici". Il presidente del Consiglio critica però "la politica dei due forni" praticata a suo avviso dall'Udc che ha deciso di stringere alleanze caso per caso. "Io - dice Berlusconi - ho una posizione diametralmente opposta. Contano valori, principi e programmi e penso che l'Udc dovrebbe stringere alleanze con chi condivide i suoi valori, principi e programmi". Berlusconi sottolinea la comune appartenenza alla famiglia europea del Ppe: "sarebbe quindi meglio che l'Udc si alleasse con noi senza calcoli e convenienze anziché allearsi con la sinistra laddove può vincere per portare a casa assessori".
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