martedì 09 febbraio 2010
Aggiornato oggi alle 09:23
 INTERNI
sabato 29 marzo 2008, 07:00

Quando l’iceberg affonda il buon senso

  Strumenti utili
 Carattere
caricamento in corso...
caricamento...
 Invia a un amico
 Stampa
 Rss
Condividi su Facebook
Un prezioso lettore mi informa che il distacco di un colossale iceberg (13.000 kmq), occorso pochi giorni fa in Antartide, sarebbe stato riportato dal Tg1 di prima serata addirittura come prima notizia, «manco fosse uno tsunami», col solito allarmismo corroborato dall'intervista a uno dei soliti «esperti» consulenti della Rai. Nel caso specifico, pare che l'«esperto» fosse un laureato in agraria che dice di essere climatologo e uso a giurare, dall'alto della sua agronomia, che l'attuale riscaldamento globale sarebbe colpa delle emissioni antropiche di gas serra. È bene avvisare subito i lettori che la scienza ha già dimostrato che col riscaldamento globale l'uomo non c'entra, come fa fede il Rapporto del N-Ipcc - presentato a New York lo scorso 3 marzo e naturalmente ignorato dal Tg1 - dall'inequivocabile titolo: «È la natura e non le attività umane a governare il clima». L'N-Ipcc è un organismo scientifico internazionale, simile all'Ipcc ma privo del controllo politico dei governi (la «N» sta per «non-governativo»), di cui fanno parte fisici dell'atmosfera, geologi, climatologi e scienziati di scienze affini. Tra gli italiani, nell'N-Ipcc ci sono anch'io, ma segnalo soprattutto il professor Renato Ricci, già presidente delle Società di fisica sia italiana che europea. Invece, l'Ipcc - voluto dai governi perché desse loro una patente scientifica alle dissennate scelte di politica energetica e ambientale, a cominciare da quel disastro che è il protocollo di Kyoto - è l'organismo che nel 2007 fu gratificato del premio Nobel, ma di quello politico per la pace, visto che non poteva prenderne uno per la scienza, essendocene poca o punto nei comunicati dall'Ipcc sottoscritti ogni 5 anni a partire dal 1990.
E veniamo all'iceberg. Il maggiore dell'Aeronautica Fabio Malaspina - fisico del clima e vero esperto - precisa che quello che il Tg1 riporta come evento eccezionale conseguente alle attività industriali, eccezionale non è. Ad esempio, ricorda il maggiore, era il 14 aprile 1912 quando, urtato da un iceberg, affondò il Titanic, quasi giunto a destinazione davanti a New York (che, ricordo, è alle latitudini di Napoli). Magari gli agronomi consulenti della Rai diranno che anche quello fu per colpa delle attività industriali - chissà quali - sino al 1912. Peccato che nella sua Storia naturale del lontano 1749, in piena piccola era glaciale, George-Louis Leclerc così ci informa: «Nel 1725 i navigatori hanno trovato i ghiacci ad una latitudine in cui non se ne trovano mai nei nostri mari settentrionali. In quell'anno non vi fu, per così dire, estate, e piovve quasi di continuo: così non soltanto i ghiacci dei mari settentrionali non si erano sciolti al 67º parallelo nel mese di aprile, ma se ne trovarono in giugno anche al 41º». Ricorda il maggiore Malaspina che, anche se sui media i poli sono presentati dal punto di vista climatologico molto simili, l'Artico è un oceano circondato da continenti (i ghiacci sono prevalentemente sull'acqua), mentre l'Antartide è un continente circondato dagli oceani. Una enorme differenza, questa, che contribuisce ai processi che, in questo ultimo periodo, inducono i ghiacci marini in Antartide ad aumentare, come accade già da molti anni, con un record di estensione raggiunto lo scorso anno (notizia naturalmente passata totalmente sotto silenzio).
Pagina  12  | Successiva 
9 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#9 renzoriva (13) - lettore
il 30.03.08 alle ore 10:22 scrive:
Il danno lo creano le varie IPCC che vogliono compiacere le politiche dissennate dei vari Governi che li foraggiano. Scrivo le considerazioni di pensatori e scienziati. «La politica fu in primo luogo l'arte di impedire alla gente di immischiarsi in ciò che la riguarda. In un'epoca successiva si aggiunse l'arte di constringerla a decidere su ciò che non capisce» (Paul Valéry - da Sguardi sul mondo attuale). «Il punto sorprendente che è venuto fuori è che, nel prendere una decisione sull'energia nucleare, ci si debba guardare dai competenti in quanto possono essere non completamente obiettivi. L'argomento è veramente straordinario, soprattutto se eretto a norma di comportamento di fronte a importanti decisioni: esclusi i competenti restano i meno competenti, cioè gli incompetenti. Al limite, più grave è il problema da affrontare e risolvere e più incompetenti debbono essere le persone maggiormente ascoltate o che si debbano assumere la responsabilità delle decisioni. In qualsiasi Paese del mondo questa sarebbe un'ottima barzelletta, ma, qui da noi, tale orientamento trova chi gli dà voce e trova ascolto da parte di un'ampia fascia dell'opinione pubblica». Così Edoardo Arnaldi alla Conferenza sulla sicurezza nucleare (Venezia, 25-27 gennaio 1980). «Pàrmi d'aver per lunghe esperienze osservato, tale essere la condizione umana intorno alle cose intellettuali, che quanto altri meno ne intende e ne sa, tanto più risolutamente voglia discorrerne, e che all'incontro, la moltitudine delle cose conosciute ed intese renda più lento e irresoluto il sentenziare» (Galileo). Repetite iuvant; all'infinito, se necessita. Mandi, Renzo Riva Via Avilla, 12/2 33030 Buja - UD 349.3464656 renzoriva@libero.it
#8 libero46 (1096) - lettore
il 29.03.08 alle ore 23:06 scrive:
Mi vien da pensare: ma certi "direttori di TG" hanno vinto qualche concorso d'intelligenza per essere al posto che sono e, ammesso che tutto questo non conti, non è il caso, prima di diffondere nell'etere certe "esclusive"-"panzane”, di consultare chi ne sa più di loro… e ce ne sono, non tanto lontani e molto competenti (costa anche poco, per non fare certe brutte figure!). Grazie Franco Battaglia, serve ogni tanto una strigliata ai non competenti e urlatori di banalità "oceaniche"
#7 marco_tommy (224) - lettore
il 29.03.08 alle ore 15:41 scrive:
Meno male che esistono centri di scienza non governativi che ci dicono qualche verità che i terroristi ecologici omettono nei loro congressi mangia denaro. Se poi penso a quel Nobel vice presidente statunitense mi viene il volta stomaco. Veltroni, immagino che Al Gore voterebbe PD.
#6 Ravcarl (97) - lettore
il 29.03.08 alle ore 12:17 scrive:
Complimenti per i suoi articoli, dovrebbero essere più spessi e non solo abbinati alle " panzane" propinate dai soliti "eco-nulli"
#5 macio (36) - lettore
il 29.03.08 alle ore 9:54 scrive:
Grande Franco Battaglia! Il libro che consiglia lo compro sicuramente ma dopo 'Verdi Fuori, Rossi Dentro' penso non ci sia più nulla da aggiungere.
9 commenti su  1  2   pagine
caricamento in corso...
caricamento in corso...

Pubblicità

I nostri servizi