Quei posseduti dal mostro del rancore

Rimane sepolta nell'inconscio collettivo, poi esplode e insanguina le guerre civili. La "massa di manovra" assiepata sotto i portici annunciava ciò che sarebbe accaduto

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Il mostro è stato svegliato, e non sarà semplice farlo riaddormentare. Quale mostro? Non certo Massimo Tartaglia, che con ogni probabilità è stato solo il braccio, guidato da una mente confusa, labile, e dunque manipolabile come cera molle dal mostro vero. Che altro non è che l’odio addormentato nel cuore e nella mente di molti, e risvegliato e nutrito dalla cultura degli insulti, dei cartelli di minacce appesi al collo dei bambini, dei sogni omicidi pubblicizzati via Facebook e legalizzati da professori, politici, giornalisti, signore diventate sanguinarie (forse per noia). È insomma quella grande forza, che rimane a lungo sepolta nell’inconscio collettivo, e poi, liberatasi, improvvisamente insanguina le guerre civili, le faide fratricide, la rottura dei patti, l’ubriacatura del credersi onnipotenti, non più sottoposti a nessuna regola. La follia che a quel punto irrompe, nella sua versione antisociale, spesso nascosta proprio dietro la socialità, e umanitari principi.

Chi era in piazza Duomo domenica, l’ha sentita e l’ha vista, quella follia, ben prima che Tartaglia lanciasse il suo duomo di ferro in faccia al presidente sorridente, che mandava baci. I gruppi di autonomi assiepati sotto i portici, coi loro insulti scanditi, i loro fischi incessanti, le facce stravolte dall’odio, annunciavano ciò che sarebbe poi accaduto. (Ma come mai sono stati lasciati lì, micidiale, evidente strumento di esaltazione di ogni mente confusa, oltre che pesanti disturbatori di un certamente pacifico incontro pubblico?) E Berlusconi li ha ben smascherati, tracciando velocemente il ritratto della sua lotta con la follia antipopolare, e dicendo tra l’altro (cito a memoria, con qualche imprecisione): «Voi siete cupi e arrabbiati, noi gioiosi e allegri, voi vorreste che tutti la pensassero come voi, noi che ognuno pensi con la sua testa, voi siete ossessionati dal negativo, noi lottiamo per il positivo».

La lotta tra Silvio (meno male che Silvio c’è), e il mostro formato dalle paranoie che giacciono nell’inconscio collettivo degli italiani, è qui ben descritta, in poche parole semplici. Che rassicurano e piacciono al popolo che lavora, come il mio anziano vicino, che beato diceva alla moglie: «Varda me l’è bel» (guarda come è bello). Ma rodono come un tarlo la mente di chi non vuole studiare, non vuole lavorare e, in fondo (supremo peccato e fonte di ogni malattia), non vuole godere.
Certo loro, gli «autonomi» con la testa in fumo, per quanto impressionanti nella loro cupezza e nel loro astio, come produttori di follia collettiva contano poco più che il lanciatore finale, Tartaglia. Sono solo la massa di manovra di chi ha fatto (nel corso degli anni) di Silvio Berlusconi il necessario capro espiatorio, che (nei riti vittimari studiati da René Girard), viene cacciato dalla comunità, di solito perché tutto rimanga come prima, e nulla cambi. Del resto non potevano trovare un bersaglio più adatto a tutte le paranoie e i vissuti di impotenza generati in 50 anni di politica statica, conservatrice, immobilista e codina. Anche qui, la dialettica tra Silvio e il coro di insulti (erroneamente definiti «contestatori»: non contestavano nulla, insultavano, e cercavano di non farlo parlare, come avevano fatto due giorni prima con Moratti e Formigoni, in piazza Fontana), la dice più lunga di un trattato di psicopatologia sociale.

Ogni volta che Silvio diceva una battuta, facendo ridere (come quando ha dato del vecchietto a Formigoni, mentre lui era in giacchetta «e senza canottiera»), dal coro dark si alzava severo: «Buffone-buffone». Insulto rivelatore. Perché nel teatro il buffone è colui che fa ridere (smascherando così trame cupe e velenose). E loro, i posseduti dal mostro dell’odio e della follia, non vogliono ridere. Perché non vogliono sapere chi e perché davvero manovra e limita le loro vite. Non vogliono conoscere. Non vogliono godere. Sono molto pericolosi.

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COMMENTI

26 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#26 Piero Pastoretto (391) - lettore
il 15.12.09 alle ore 19:17 scrive:
Claudio Risé conclude il suo ottimo articolo con un'osservazione condivisibilissima:avete mai visto un "democratico" dell'opposizione ridere?Essere autoironico?Riscontrare la comicità dell'esistenza?L'ironia socratica è ciò che proprio manca all'opposizione.E' così stolida e ottusa che non la capisce neppure e dà del buffone a chi la usa.Ma l'ironia socratica è la migliore manifestazione d'intelligenza che io conosca, e sembra che gli Italiani (sì,quelli con la I maiuscola) la capiscano e l'apprezzino molto più dei tenebrosi,brontoloni e sempre crucciati e preoccupati rappresentanti dell'opposizione.Dimenticavo tre aggettivi:menzogneri,minacciosi e violenti quando vanno in piazza.
#25 utordone (2261) - lettore
il 15.12.09 alle ore 17:43 scrive:
#19"ronofri53" darti del gallinaccio (rosso) costituisce offesa grave ai gallinacci: sono pochi i figuri viscidi come te, in circolazione: davvero compagno : devi credermi: tu sei uno di quelli che hanno il cervello fatto in modo che l'unico linguaggio che comprendono, è un genere di linguaggio che non è comprensibile alle persone perbene che scrivono qui (e che io, in altre sedi, sono avvezzo ad insegnare ai mezzi uomini come te che provocano .. però a viso aperto): tu sei uno che si nasconde e che colpisce a tradimento: esattamente come ha fatto il tuo degno compare tartaglia. Siete della medesima razzaccia bolscevica. Purtropppo mi sarà assai difficile vedere il tuo brutto muso ... sono sicurissimo che - dopo - smetteresti seduta stante di offendere la gente perbene qui !! Striscia via mezzo uomo e vatti a cercare una spina dorsale che ti tenga sostenuto come dovrebbero essere tutti i vertebrati .
#24 Antony36 (1193) - lettore
il 15.12.09 alle ore 17:14 scrive:
Per questo, sono rimasto molto sorpreso, quando il ministro Maroni ha detto che il questore e la polizia avevano svolto bene il loro compito. Ma come si fa a dire che i protocolli sono stati osservati, quando, in occasione di un comizio, gli oratori non possono parlare agli intervenuti perchè un gruppo di disturbatori professionisti (e, penso, retribuiti da ignoti organizzatori), lasciato tranquillamente nella stessa piazza, non lo consente. Che sistema di libertà è questo? Se la manifestazione è stata autorizzata, la piazza scelta per la manifestazione deve essere concessa nelle condizioni necessarie perchè tutto possa svolgersi con serenità e senza violenza alcuna. Altrimenti, che senso avrebbe la presenza delle forze di polizia?
#23 Wolf (6447) - lettore
il 15.12.09 alle ore 17:03 scrive:
#19 ronofri53: ma stai ancora qui ad inquinare come una fogna? Sei una vergogna, patetico ignorante, voi la vergogna, talmente siete mentalmente tarati, manco la provate, siete semplicemente immondi.
#22 Ronchet (550) - lettore
il 15.12.09 alle ore 14:54 scrive:
La radice ideologica della sinistra è nel marxismo, che è una ideologia fondata sull'odio: l'odio di classe, la rivoluzione violenta, la criminalizzazione dell'avversario, la dittatura come sistema di potere. E' il loro dna. Hanno provato con la guerra civile, con il terrorismo, criminalizzando Leone, chiedendo l'interdizione di Cossiga in manicomio, facendo fuggire all'esio Craxi, procesando per 10 anni Andreotti per mafia, perseguitando e aggredendo fisicamente Berlusconi per 16 anni. Sono falsi, ipocriti, bugiardi, violenti, senza anima e umanità. Distruttori. Fanatici. Integralisti di una religione politica mostruosa che gli offusca le menti. Carnefici. Vittime di una patologia mentale storica, della quale in Italia non riusciamo a liberarci per il semplice motivo che hanno occupato istituzioni chiave dalle quali tengono in ostaggio e incatenata la Nazione: scuola, magistratura, mass media...Ma ora il Popolo, nella stragrande maggioranza, lo ha capito. Gli rimane solo l'odio.
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