Quei siciliani sembrano stranieri in casa loro

È sorprendente come il presidente di Confindustria Sicilia lanci l’allarme mafia tra gli agricoltori siciliani che scioperano contro caro gasolio, deprezzamento dei prodot­ti e oligopolio della distribuzione

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È sorprendente come il presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello lanci l’allarme mafia tra gli agricoltori siciliani che scioperano contro il caro gasolio, il deprezzamento dei prodotti e l’oligopolio della distribuzione. Perché è proprio la mafia- quella dicui Lo Bello non si accorgeche drena risorse milionarie dallo Stato e dall’Unione Europea, sottraendole, di fatto, all’agricoltura per alimentare invece il miraggio di un’energia pulita che tale non è, come dimostrano le numerose inchieste che hanno rivelato le infiltrazioni criminali in un settore di grande business. Per i contadini siciliani, dunque, oltre al danno, la beffa: non solo privati di risorse che sarebbe legittimo destinare all’agricoltura, da secoli la prima risorsa dell'Isola, ma addirittura additati di essere spalleggiati da Cosa nostra. Un’accusa generica,senza l’indicazione di nomi, circostanze, fatti. Una mafia immaginata.
La colpa di questi agricoltori sembra quella di non militare a sinistra. O di avere ricevuto la solidarietà di Maurizio Zamparini e di numerosi esponenti di centrodestra.
E sta forse in questa condizione l’uso improprio, ancora una volta, della mafia, per alimentare paure e delegittimare una protesta che ha ragioni condivisibili perché ha ridotto migliaia di fieri contadini alla fame.
E solo un «non siciliano», quale dimostra di essere, con le sue parole, il presidente di Confindustria Lo Bello, può esprimersi in maniera così sprezzante con i lavoratori della terra costretti ad estirpare vigneti e uliveti per far posto a pale eoliche e impianti fotovoltaici.
Si occupino di questo, il capo della Procura di Palermo Francesco Messineo e ilprocuratore nazionale Antimafia Pietro Grasso, subito accorsi a spalleggiare Lo Bello.

***

Silvio Berlusconi è nato il 29 settembre del 1936. Credo verso le 6 del pomeriggio. Fino al 29 settembre del 1994, verso le 6 del pomeriggio, la sua lunga e vasta impresa aziendale non è stata sottoposta a indagine giudiziaria. A quel tempo aveva più o meno la mia età di ora, ma io, in 20 anni, ho avuto circa 350 processi.
Come nel mio caso lui, partito più tardi, è diventato soggetto interessante soltanto da quando ha iniziato a fare politica. La vera impunità l’aveva prima.E oggi è evidente che l’azione dei magistrati aveva un carattere punitivo. Non riuscendoci con altri argomenti, hanno deciso di criminalizzarne la vita sessuale. Non sono riusciti a ingannare una giovane ragazza diciannovenne di Modena, che, poco conoscendo le procedure, mi ha detto un giorno: «Conosco un sacco di uomini ricchi e maturi che vanno in giro con ragazze giovani e le mantengono, ma nessuno è stato processato per questo. Forse Berlusconi lo è in quanto presidente del Consiglio ?».
Ecco l’imperatore (letteralmente) nudo. Tutti gli altri vestiti. La prova finale, a nostro danno è il «processo Mills», dove l'unico obiettivo dei magistrati inquirenti e giudicanti, è lo sfregio: arrivare, comunque, a una condanna, esemplare e simbolica, a spese nostre, un’ora prima della prescrizione.
Ci si balocca sul minuto della scadenza per potere emettere una sentenza. Che non può avere altro effetto che di sfregio. Ci si chiede perché far funzionare i tribunali nell'assoluta certezza della vanità dell’azione.
Un magistrato che avesse senso dello Stato lascerebbe il giudizio alla sfera morale (con l’ampio discredito garantito dall’informazione giornalistica) e dichiarerebbe decaduto, per inderogabili ragioni morali, un processo destinato a estinguersi senza potere arrivare a una sentenza definitiva, che è l'obiettivo logico di ogni azione giudiziaria. Il «processo Mills» non è un processo ma una ripicca di un magistrato che non ha rispettato i tempi della vita di Gabriele Cagliari, ma vuole un’affermazione agonistica. Non altrimenti si possono leggere gli articoli che parlano di «sentenza al fotofinish» e che concludono una sequenza di appuntamenti accelerati fino all’undici febbraio con «arringhe non brevi», «repliche e camera di consiglio notturne» per una «sentenza di primo grado in zona Cesarini», comunque già prescritta il giorno dopo. Una vergogna.

***

Saviano cittadino milanese, non pensa a Manzoni, ma a Cosentino; Stendhal rinuncia alla cittadinanza.

Movimento dei forconi
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COMMENTI

11 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#11 Orazione (15) - lettore
il 22.01.12 alle ore 23:25 scrive:
Caro Sgarbi, al solito tu hai le parole giuste, e sono quelle che vorrei dire io. Questa protesta viene dal basso, dalla gente che non ne può più, e dato che le richieste sono semplici, riguardano la sopravvivenza di tutti i giorni, non saranno capite da quelli che dettano le regole e in genere stanno bene quindi non credono. Sono richiesta molto forti, pesanti, piene di risentimento per chi ha mangiato a sbafo e affossato tutto. Difficilmente saranno soddisfatte. La cosa questa volta è grave perché ne va della sopravvivenza. Quindi cosa accadrà: !) Saranno sopraffatti dal bisogno, smetteranno e non accadrà nulla. 2) Continueranno ad oltranza. La cosa si imgrandisce perchè quì stanno male tutti e allora saranno guai seri e non solo per Monti e valli. Mi spego?
#10 lot (2175) - lettore
il 22.01.12 alle ore 13:28 scrive:
Pensare che la Sicilia fin dal tempo degli antichi romani era considerato il granaio di Roma. Adesso nemmeno le arance riescono più a coltivare perchè l'Unione Europea ci impone di acquistare quelle altrui. Lo credo bene che i siciliani si siano "leggermente" inc...i! In quanto al fare passare chi da fastidio colpevole o vicino alla mafia è uno strumento che serve solo a delegittimarli e isolarli. In Sicilia, poi, non ci vuole molto per far passare per mafioso chiunque, basta che sia siciliano o collegato con siciliani.
#9 kaiser58 (32) - lettore
il 22.01.12 alle ore 13:12 scrive:
Vittorio, quando leggo delle stupidaggini del genere mi chiedo: ma dove c...o vive questo?? Cerca su internet il significato di "CONFLITTO DI COMPETENZA" e poi fai un esame di coscienza e vedi se riesci a giustificare ancora il tuo padrone Silvio. Ma forse anche tu, come gran parte dei politici italiani, non disponi di una "COSCIENZA".
#8 antonino1941 (26) - lettore
il 22.01.12 alle ore 13:01 scrive:
da Siciliano, da Catanese, mi sento in dovere di rispondere al sig lo bello: deve fare e dire solo una cosa, DIMETTITI TI DEVI VERGOGNARE DI DIRE CHE SEI SICILIANO, forse che i tuoi concittadini stanno bene o vivono alle tue spalle? anzi aggiungo non comprerò più i tuoi prodotti. e'questo quello che volevi? eccoti servito....,
#7 Rosella Meneghini (534) - lettore
il 22.01.12 alle ore 12:22 scrive:
Non c'é una virgola fuori posto. Coraggio continui a denunciare questo schifo! La gente onesta é con lei! Mi auguro che la scintilla che il popolo siciliano ha acceso, inneschi la rivolta verso questi poteri forti che ci sovrastano e soffocano le più elementari aspirazione di ogni uomo.
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