Quei teppisti chic della sinistra pronti allo sfascio

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Un Paese svogliato viene spinto sull'orlo della guerra civile. Un Paese ammosciato, chiuso nel proprio ambito privato, viene eccitato e avvelenato ogni giorno, con dosi sempre più massicce, al punto da spingerlo, come non accadeva da decenni, a odiare il prossimo suo più di se stesso. Un Paese assediato da una minoranza di colore (ideologico) che gioca allo sfascio del Paese e del suo governo in tutte le sedi, interne e internazionali, giudiziarie e mediatiche. È quel che accade nell'Italia del 2009 attraverso un fuoco incessante che passa dai giudici alle escort, dagli europarlamentari ai giacobini feroci del video, della politica fino alle loro milizie, armate di veleno che ulcerano redazioni, scuole, università, programmi e salotti.
Dal de bello fallico di quest'estate al de bello civili autunnale, parafrasando Cesare: ora non resta che Bruto con le sue pugnalate. Finora abbiamo parlato della guerra nei Palazzi, e tra i Palazzi, quelli ove siedono i governi voluti dal popolo a quelli ove siedono i signori delle oligarchie. Ma lo spettacolo più feroce e preoccupante è in giro, nei luoghi pubblici. C'è un Paese incattivito, dove le discussioni politiche un tempo s'animavano ma poi si spegnevano perch´ nella vita e nei rapporti umani ci sono tante cose oltre il conflitto politico. Adesso, invece, se ti scoprono con la maggioranza silenziosa degli italiani, se sentono che non sei d'accordo con la campagna di guerra di Repubblica e dei suoi congiurati contro Berlusconi, o se addirittura vedono che leggi il Giornale (se poi ci scrivi non vi dico), ti inceneriscono di un odio totale che ricorda gli anni di piombo. Si spezzano i rapporti. Un Paese incupito, con una lugubre minoranza che sogna la morte biologica o civile del Nemico.
Tra i più accaniti miliziani e guerriglieri ci sono gli insegnanti, in particolare le donne. Sono acide, furenti, secernono veleni in classe e fuori, considerano l'intolleranza una virtù perch´ prova il loro impegno civile, la loro lotta di resistenza a oltranza. In treno, in aereo, per strada, al cinema perfino, mi capita di imbattermi in questi campioni: l'odio si avverte nell'aria. A Napoli l'altra sera presentavo il mio libro sul Sud, mica sul Lodo, e gli organizzatori mi hanno detto che hanno invitato come sempre fanno le insegnanti delle scuole: reazioni furibonde delle suddette menadi, professoresse che gettano a terra l'invito, espressioni ineleganti, ferocia e inciviltà come non ci sarebbe da aspettarsi da una docente detta un tempo educatrice. Ma è solo un caso tra mille. So di famiglie lacerate e di amicizie ferite dal Lodo Alfano o Mondadori. E leggendo i giornali scopro toni di insulto e di offesa come non pensavo fosse più possibile nella nostra epoca fredda e cinica; toni da guerra civile con omicidio mediatico-giudiziario. Per fortuna la società è piena di vigliacchi e non si passa dalla violenza verbale a quella fattuale, ma gli ingredienti ci sono tutti.
Ecco io di questo accuso quella minoranza furiosa che vorrebbe vedere stecchito o detenuto Berlusconi per punire l'intero Paese, l'Italia, che a loro non piace; per dare una lezione a questi italiani merdosi, per dirla con un'espressione in voga. Ogni sondaggio che decreta il consenso in favore di Berlusconi solleva palate di sterco contro l'Italia e i suoi cittadini.
Non so quanto tempo potrà sopportare il Paese un clima del genere. Che è poi un clima innaturale, fuori stagione. Perch´, almeno, ai tempi della guerra civile, si difendeva la vita, la dignità e la memoria di soldati al fronte o di figli mandati a morire in guerra, si disputava tra due visioni del mondo. E c'era la guerra, i bombardamenti, i rastrellamenti, insomma si pativa davvero. Un clima cruento, tra la vita e la morte, generava scontri mortali. Qui invece ci stiamo scannando in clima di pace e benessere, per il Lodo o peggio per la D'Addario.
Vi rendete conto? Nei salotti poi non vi dico, c'è una forma di teppismo chic che non ha precedenti. Dico nei salotti buoni, che vengono chiamati così offendendo le nonne e le vecchie zie che furono le vere tenutarie dei salotti buoni; quei salotti impraticabili, dove dominava la bambola a gambe aperte al centro del divano, e dove si accedeva solo nelle occasioni speciali mentre nei giorni profani si doveva navigare con le pattine per non sporcare. I salotti «buoni» del teppismo chic sono diventati festival del turpiloquio antiberlusconiano, più maledizioni aggiuntive per chi lo difende: a parte Satana Berlusconi, guidano la classifica degli insulti Brunetta e Feltri.
Ma torno al clima feroce che ci sommerge per dire: si può giocare allo sfascio di un governo, di un Paese, di una convivenza civile e pacifica, solo per rovesciare il verdetto delle urne e distruggere un premier?
La cattiveria poi si riversa in ambiti laterali e diversi; tutto si fa più cruento e gridato, il ripensamento della storia, il rapporto tra religione e laicità, i temi della bioetica, la discriminazione e il vilipendio di chi non la pensa come noi... Questa è la vera barbarie dei nostri giorni. Un tempo commettevano ferocie le rozze masse contadine e proletarie per fame, disperazione ed eccitazione rivoluzionaria; oggi invece sono milizie benestanti con titolo di studio superiore, bande armate di insegnanti, non di studenti; commando di borghesi che sparano nel nome della Cir, di Carlo De Benedetti e usano il passamontagna della Corte. A proposito del Lodo Mondadori: come mai nessun magistrato si incuriosisce alle partite Olivetti piazzate ai ministeri, anche se scadute, per non dire dei registratori di cassa o alle miracolose compravendite alimentari di De Benedetti con i belgi? Al gruppo Rizzoli-Corriere della Sera ceduto a prezzi stracciati ad Agnelli e a tante curiose storie editoriali del nostro Paese che riguardano i maggiori gruppi editoriali, con banche e palazzinari? Gruppi con un peso politico, non solo d'affari. Perch´ nessuno s'interroga sui prodigi intorno alla telefonia, magari rilevate senza soldi e poi stravendute guadagnando soldi veri? Tutto normale? Una guerra incivile attraversa i poteri e contagia il Paese.
Fermatela, prima che sia troppo tardi, quest'Italia barbara con la bava alla bocca, bench´ snob, che odia se stessa tramite Berlusconi, l'arcitaliano.

COMMENTI

126 commenti su 1  2  3  4   5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#106 emiliobarone1 (110) - lettore
il 09.10.09 alle ore 18:22 scrive:
Ha ragione Veneziani, quando il Paese è allo stremo, distrutto, incupito, sconvolto, occorre trovare la forza di ricostruirlo. I Borboni prima, il Facismo dopo e ora Berlusconi hanno seminato il terrore. La lotta al "Culturame", alle Banche e ai "poteri forti" delle "Elites" Demoplutocraticogiudaiche, sono il "Menù" di questa destra populista. L'abile fantesca del Giudice Costituzionale che ha offerto il pranzo lo ha cucinato con milli profumi, ma non è bastato: il fetore anticostituzionale del Lodo non ha ingannato nessuno. Così, il povero B., che stava così bene nella Loggia Segreta Anticostituzionale, dovrà rispondere in pubblico dell'acquisto dei Senatori. Poverino è proprio capitato in un letamaio di odio. I guerriglieri della democrazia si lascieranno andare in manifestazioni di inciviltà: sono più storpi che intelligenti!
#105 Bohemian (153) - lettore
il 09.10.09 alle ore 18:19 scrive:
ah, dimenticavo... un'ultima cosa e poi chiudo... il giornalista Marcello Veneziani fa tutta una interminabile&scandalizzata ramanzina sugli insulti e sulla volgarità in cui, per colpa della sinistra (!), l'Italia sta precipitando.... e all'interno dello stesso articolo definisce gli italiani ****OSI!!! Ma questa è follia pura! :-) E a questo punto io mi chiedo: ma gente che fa affermazioni del genere come può pretendere di non essere insultata...? Cordiali saluti. Alessandro
#104 Riccardo67 (1) - lettore
il 09.10.09 alle ore 18:08 scrive:
Gentile Veneziani, il suo è un intervento, mi permetta, di parte. Non si va da nessuna parte con questo tipo di comunicazione. Critica Repubblica ma Lei e questo giornale non sono da meno. Leggo i suoi interventi con molta attenzione, a volte concordo ma più spesso dissento. Provi a dare qualche consiglio di buone maniere, di buona condotta al signor Presidente del Consiglio che ci rappresenta, a mio avviso, molto male. Mi creda non sono uno con la camicia rossa. E' semplicemente quel che scopro di giorno in giorno. Ma almeno la pagano bene? Buon lavoro. Riccardo Cominelli.
#103 Bohemian (153) - lettore
il 09.10.09 alle ore 18:08 scrive:
Marcello Veneziani è geniale. Parla dell'odio verso il governo ma evita accuratamente di dire che, se esiste una "minoranza avvelenata", esiste anche chi quel veleno l'ha accuratamente iniettato, con una violenza verbale inaudita... dando dei *******i a metà degli italiani... dando dei malati dei mente ai magistrati... dando dei farabutti e dei delinquenti ai giornalisti... offendendo il Presidente della Repubblica (definendolo addirittura assassino!), la Corte Costituzionale e la stessa Costituzione.. offendendo gli omosessuali e sminuendo le donne al livello di merce a disposizione di "semplici utilizzatori finali".. insultando i dipendenti pubblici (fannulloni! nullafacenti! inetti!).. provocando i maestri e i professori prima con tagli selvaggi all'istruzione e poi con basse insinuazioni di gelminiana fattura.. insultando persino i "poliziotti panzoni"... dando delle prostitute alle donne che lavorano in Rai (parola di Silvio!)... e mi fermo solo perchè ho finito i caratteri! :-)
#102 MAURI (454) - lettore
il 09.10.09 alle ore 17:11 scrive:
Dott. Veneziani, leggerla è come bere un buon caffè al mattino, impossibile darle torto, è vero siamo arrivati a un clima di imbarbarimento nel quotidiano politico che tutto o quasi giustifica, dipende poi da quale parte politica questo avvenga. Sotto le mentite spoglie di una satira poi creata ad arte per poter liberamente offendere, guai reagire o provare a dire la propria, non ci è concesso, altrimenti partono i cazziatones delle petulanti isteriche in altri post citate. Come vuole che si possa quindi cercare il dialogo, che continueremo ad avere nonostante tutto, con chi parte dall’alto di una supponenza intellettuale, che ti vuole solo suo prone e sempre bendisposto all’insulto, ovvio è il reagire, verbale s’intende e con garbo, al contrario loro, siamo diversi e ce ne facciamo un vanto.
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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