Il mercato di onorevoli che non dà scandalo

In Parlamento i confini tra uno schieramento e l'altro non sono di granito. Si cambia spesso colore. Ma se la svolta è a destra si parla di tradimento, mentre la virata a sinistra è accolta come eroica ed encomiabile

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Sono tutti Scilipoti. Questo è un Parlamento dove i confini tra uno schieramento e l’altro non sono di granito, si viaggia, si passa, si cambia colore, casacca, c’è un traffico da autostrade di Ferragosto. Solo che non tutti i passaggi sono uguali, dipende da dove uno svolta. Se un deputato, per esempio, svolta a destra è un venduto, un traditore, un peripatetico, un uomo senza legge e senza morale, uno che nasconde in banca qualcosa di losco. Se invece svolta a sinistra è tutta un’altra musica. È un eroe, un salvatore della patria, un santo subito, uno che ha visto la luce, da invitare senza indugio a talk show televisivi alla moda come Che tempo che fa o Ballarò, quest’ultimo non a caso prende il nome da un famoso mercato di Palermo. È un po’ quello che è successo a Fini, passato con un balzo da ex fascista a tirannicida. Queste ore stanno confermando che la svolta a sinistra non scandalizza i benpensanti della morale pubblica.
Berlusconi, dicono le cronache, non ha più la maggioranza assoluta alla Camera. Ida D’Ippolito Viale e Alessio Bonciani sono passati dal Pdl all’Udc, sono finiti quindi nell’area dell’opposizione. Casini ha fatto sapere a Napolitano e Bersani che almeno altre 18 anime sono pronte a trasmigrare dall’altra parte. Antonione due giorni fa aveva già annunciato l’addio al Pdl. Tutti quanti dichiarano di spostarsi non per interessi personali ma per ragioni alte e nobili. Nessuno verrà mai chiamato traditore. Nessuno sarà messo all’indice. L’onorevole Di Pietro, dalla denuncia facile, questa volta si guarderà bene da fare esposti alla Procura competente per traffico clandestino di parlamentari. Svoltare a destra è reato, a sinistra è sana e robusta partigianeria.
Lo stesso Scilipoti avrà presto la sua redenzione e il suo perdono, bastano un pater noster e quattro ave Maria. Poi forse come Sant’Agostino scriverà le sue confessioni. Non c’è nulla di più cristiano del figliol prodigo o della pecorella smarrita. Anche qui l’importante è che la pecorella si smarrisca a destra e ritorni a sinistra. Nel frattempo il simbolo dei peones migranti fa sapere che il suo cuore è pieno di dubbi: «Potrei votare sì come potrei votare no la fiducia al maxiemendamento. Auguri ai deputati del Pdl che lasciano per andare nell’Udc. Pensano di avere delle buone ragioni. Questa scelta l’avranno fatta sicuramente nell’interesse del popolo italiano». Povero popolo, che sta sempre lì a coprire le ragioni di tutti quelli che svoltano a sinistra. Scilipoti comunque entro martedì scioglierà la riserva e anche lui ci farà sapere da che parte sta. Se il richiamo dell’opposizione dovesse essere troppo forte si affretterà a strappare la prefazione del Cavaliere al suo libro «Scilipoti re dei peones». E così anche lui avrà la sua bella presentazione da Fazio.
Ognuno in fondo ha il sacrosanto diritto di ripensarci. L’unica cosa che stona in questa stagione di indignati e onorevoli viaggiatori è questo velo di ipocrisia che oscura l’Italia. Questa doppia morale di chi si scandalizza a corrente alternata. Non è più semplice dire che gli interessi del popolo italiano non c’entrano mai nulla e lo spettacolo è sempre lo stesso: la danza dei voltagabbana che da sempre in questo Paese vanno in soccorso del vincitore? Berlusconi andrà in Parlamento a cercare la sua maggioranza. La troverà, non la troverà? Vedremo. Di certo è l’unica mossa normale, simile a tutte le democrazie, che andrà in scena in questo Paese. Il resto è traffico e ipocrisia.
I malpancisti che lasciano il Pdl
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COMMENTI

23 commenti su  1  2  3  4  5   pagine dal più vecchio | dal più recente
#23 franco.cavola (550) - lettore
il 04.11.11 alle ore 17:51 scrive:
Ci Vuole L'obbligo Di Dimettersi Quando Non Si E' D'accordo Con La Linea Del Partito O Del Governo Di Cui Si Fa Parte!!!!!!! Io Non Votero' Piu' A Scatola Chiusa!!!!!!
#22 gustavo (76) - lettore
il 04.11.11 alle ore 11:23 scrive:
Quello che io non capisco è l'atteggiamento di Casini. Pazienza Vendola, Di Pietro, Bersani, Fini, Grillo. ma il moderato Casini? Aveva detto che avrebbe collaborato col governo in caso di proposte sensate. Ma se non lo appoggia adesso che le proposte sono quelle dettate dalla UE, se non lo appoggia adesso che l'Italia è ad un passo dal fallimento. Qual'e' se non questo il momento migliore per dare una mano al governo? si è fatto mettere sotto da Fini?. Qual'e' il suo obiettivo? spera nell'effetto Zapatero? Quanto può durare questo effetto prima che il mondo si accorga che oltre Berlusconi c'è il caos assoluto?- Non un capo, non un programma comune, niente di niente oltre il collante dell'antiberlusconismo. Anche per un interesse più squisitamente personale, un aiuto adesso all'Italia sarebbe per lui un fiore all'occhiello da mostrare in futuro. Evidentemente l'odio per Berlusconi è più forte di tutto. Comunque vada, Casini, si ricordi, che il popolo moderato non dimentica.
#21 muscoliecervello (549) - lettore
il 04.11.11 alle ore 11:14 scrive:
@ #5 Penna Rossa: dai commenti che posta, traspare efficacemente l'idea di onestà che avete... prima di dare lezioni agli altri si eserciti un poco sull'onestà intellettuale di cui ovviamente è privo!
#20 pacone (363) - lettore
il 04.11.11 alle ore 10:57 scrive:
....non avranno più il mal di pancia ma ora girano con una faccia di bronzo.
#19 bastacorruzione (57) - lettore
il 04.11.11 alle ore 10:54 scrive:
Eccome se da scandalo. Anzi mette ancora piu' in chiaro che questo parlamento di venduti, corrotti,mafiosi deve andare a casa con le buone o con le cattive. Gli Italiani hanno diritto ad un parlamento pulito e fatto di persone per bene.
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