Quella sentenza sullo stupro che umilia le donne

di -
Che cosa sta pensando in queste ore Maria Rita Saulle, professore emerito di Diritto internazionale, giudice costituzionale, unico membro femminile della Corte di piazza del Quirinale? Insieme con i suoi colleghi ha sentenziato che non ci debba essere più galera immediata per chi ha commesso violenze su donne e bambini. La norma dello scorso anno è stata ritenuta in contrasto con gli articoli della Costituzione relativi alla libertà della persona e alla funzione della pena.
Non so se la professoressa Saulle abbia mai avuto parenti e affini vittime di stupri, non so nemmeno se gli altri componenti il collegio, lo stesso relatore Frigo, si siano mai trovati di fronte a una ragazza, a una donna, a una figlia, a una madre sconvolte, ferite nell’anima, umiliate, offese, violentate, con addosso un senso di sudiciume e di squallore morale e fisico, stordite dalla violenza di un uomo al quale, adesso, viene concessa la tutela dei suoi diritti nel nome della «libertà della persona». L’altra persona, stracciata nel corpo, frantumata nella sua fragilità di bambino, di innocenza e verginità lacerate improvvisamente, magari da una figura amica, da un genitore, da un parente, da un religioso, quelle che erano la loro cuccia si sono trasformate nella caverna dell’orco, queste vittime sfinite risultano elementi a margine, asterischi di cronaca, se ne occupino i medici e gli psicologi per un eventuale recupero. Dove sono finiti i combattenti per la dignità della donna? Dove stanno marciando le femministe de «l’utero è mio e lo gestisco io»? Su quale arenile si è spenta l’onda? Su quale canale televisivo si sta dibattendo questa scandalosa sentenza? Hanno ancora tutti il bavaglio? O forse la Corte è intoccabile? O forse il Collegio non può essere sbattuto in prima pagina, come è appunto accaduto ieri sui giornali di tendenza e di tiratura?
Il giudice deve andare per strade diverse, cercando di non guardare quello che accade nel quotidiano. La giustizia viaggia con i codici in mano, così deve assolutamente fare, non seguendo l’emozione e l’allarme del popolo, deve decidere con la testa e non con la pancia. Ma la cefalea deve avere stordito i togati, affiora un senso di vergogna, la relazione della sentenza, pronunziata dall’avvocato Giuseppe Frigo, ha provocato reazioni immediate, logiche, sanguigne. Perché lo stupratore deve restare libero? Perché un articolo del codice penale dello scorso anno viene ritenuto illegittimo dodici mesi dopo? Chi ha sbagliato? I giudici di allora o quelli di oggi? Quali sono i loro cognomi? Quali le loro responsabilità?
Avrei voluto che i quindici membri della Corte costituzionale avessero discusso l’argomento, sul quale si sono espressi, in presenza delle vittime, così, tanto per rinfrescarsi la testa oltre che la giurisprudenza, un breve incontro, un riassunto delle puntate precedenti con qualche fotografia di supporto, per completare l’album del tribunale supremo. Non servono le notizie quotidiane di cronaca, non bastano i racconti terribili, non bastano i volti di cera di donne così diverse e nello stesso momento uguali, tutte, nella loro sofferenza. Conta, piuttosto, la libertà del violentatore che, debbo ritenere, venga tutelato anche in nome del diritto del lavoro, perché per lui trattasi di lavoro, sporco ma sempre un lavoro, vigliacco, ma pur sempre un impegno da portare a termine, prima del ghigno, prima della fuga, magari tra gli applausi dei cortigiani. Le ultime di cronaca lo confermano, Roman Polanski è l’eroe di giornata in questo settore ormai privilegiato; ha violentato e drogato una minorenne ma godendo del passaporto di artista, soprattutto di sinistra, va celebrato ed esaltato dai cosiddetti intellettuali, non andrà a processo e, dunque, nemmeno al gabbio, giustizia è fatta. Su alcuni fogli nostrani, invece, la coppia di calciatori francesi, Ribery-Benzema, che ha pure pagato la prestazione con una prostituta, minorenne, deve subire una esemplare lezione, la loro è volgarità non è arte. Forse lo è quella degli stupratori in circolazione nel nostro Paese. Così hanno deciso i signori di piazza del Quirinale che debbono affrontare vicende ben più drammatiche di una donna, di un bambino, di una madre, di una figlia, di un figlio straziati da un miserabile stupratore vigliacco. Che adesso, finalmente, sa di essere tutelato. In nome della legge. Sua.

ANNUNCI GOOGLE

COMMENTI

10 commenti su  1  2   pagine dal più vecchio | dal più recente
#10 unoqualunque (825) - lettore
il 24.07.10 alle ore 0:39 scrive:
Sig. Ileo non trova che potrebbero esserci colpevoli e presunti colpervoli,in grado di soggiogare la norma a loro vantaggio?,con le procedure infinite che i vari grado di giudizio si accollano,ciò vorrebbe dire che il presunto,ha una libertà che non potrà essere contrastata se non all'ultimo grado di giudizio,per cui le vittime vivranno una vita squallida e di paure che non potrà essere in alcun modo sanata,lascio immaginare cosa potrebbe essere la conduzione e vivere in un modo simile.Essere garantisti non vuole dire oltrepassare la logica della normalità in cui una persona deve avere una vita regolare senza sobbalzare ad ogni minimo rumore,credo che questa norma vada a discapito dell'individuo e dello Stato, effettivamente converrà che non é facile individuare la condizione migliore che appaghi la vittima e il presunto,comunque il legiferante non deve assumere libertà di sorta,senza cadere in presupposti di facile interpretazione personali.
#9 ileo (3) - lettore
il 23.07.10 alle ore 18:13 scrive:
mi spiego meglio come richiesto: in totale accordo con apterix, ritengo che il garantismo debba valere per qualunque persona e qualunque reato e non soltanto per gli indagati "amici". faccio presente che la demagogica norma dichiarata incostituzionale imponeva la carcerazione preventiva, perciò un provvedimento da applicarsi a un soggetto ancora presunto innocente.
#8 apterix (203) - lettore
il 23.07.10 alle ore 16:53 scrive:
come facciamo a sostenere le battaglie garantiste se non siamo garantisti sempre e verso chiuque? in assoluto non condivido in nulla il contenuto dell'aticolo e ancor meno l'intervento sul tema della Ministra alle pari opportunità. La presunzione di innocenza fino a sentenza passata in giudicato deve vale re sempre e per tutti, anche per i crmini più abbietti, quale appunto lo stupro. Il resto qui a Roma va sotto il nome di "garantismo alla amatriciana" e mi pare che la definizione renda bene l'idea
#7 unoqualunque (825) - lettore
il 23.07.10 alle ore 15:41 scrive:
Sig. Ileo ci illumina con il suo dire?, non é assolutamente comprensibile il suo stile. Cordialmente
#6 tittysole (4) - lettore
il 23.07.10 alle ore 14:56 scrive:
...e se capitasse a lei o alle sue figlie e nipoti?...
10 commenti su  1  2   pagine RSS commenti | Cosa sono?
Alessandro Sallusti
Il Cav progetta la sua fondazione per rilanciare il Pdl  continua..
Scrivi al direttore

L'opinione

di Nicola Porro
Se c’è una cosa con cui non si creano posti di lavoro sono le...
di Stefano Filippi
A che gioco gioca Silvio Berlusconi? Leggete l’intervista che...
di Marcello Foa
Il mondo è in ansia per la Grecia. Non per la sua popolazione, sia...
di Alberto Taliani
Nell’era dei professor Mario Monti e dei “tecnici”...
di Paolo Giordano
Se poi te li ritrovi qui, tra i velluti di un cinque stelle con vista...
di Dan Segre
Il numero di vittime in Siria cresce, ma nonostante le bombastiche...
di Sum ergo Cogito
Per diventare eretico occorre che si sia una chiesa che continua a...
- correlati
+ correlati