Quella sinistra già sconfitta dalla storia

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Cos’è, al fondo, il girotondismo che oggi riemerge dal cupo fondo della sinistra, poco importa se con mille o diecimila manifestanti? La sua vera natura sta nel rappresentare una specie di nocciolo duro che non si estingue, ma anzi si gonfia di tempo in tempo per occupare l’intera pianta della sinistra, emarginando anche quei settori che ne vorrebbero fuggire. Il girotondismo di ieri e di oggi è un amalgama di cose apparentemente diverse che convergono tuttavia verso obiettivi comuni. In primo luogo è composto dal giustizialismo che ritiene di risolvere i conflitti della politica usando l’arma impropria della giustizia.

Questa corrente, che ebbe nella stagione di Tangentopoli il suo successo, trova oggi nel qualunquista-giustizialista Di Pietro il suo leader indiscusso che, non a caso, trasformò allora la voglia di una politica nuova nell’eccidio generalizzato dei democratici. Avanzano poi i massimalisti, battuti dalla storia nel mondo e dalla politica in Italia dove fino all’ultimo voto resistevano sotto le variopinte specie di comunismi e no-globalismi. A loro si accompagnano i vecchi e nuovi movimentisti che hanno riscoperto in Beppe Grillo il profeta carismatico alla nobile insegna del vaffa.

Ma il cuore del girotondismo sta in quella intellighenzia che ha sempre aspirato a dettare la linea corretta a milioni di votanti della sinistra. L’Umberto Eco, già teorico dell’esilio anti-berlusconiano e dello «sciopero dei consumatori della pasta Cunegonda» (perché reclamizzata su Mediaset), è accompagnato dal suo amico Furio Colombo, innalzato al laticlavio dal Pd; e il vecchio extraparlamenare Pancho Pardi si è ricongiunto all’evergreen Paolo Flores d’Arcais, raggiunti questa volta dalla sofisticata parisienne Barbara Spinelli nel comune tentativo di surrogare Nanni Moretti che la buttò goliardicamente in cinema.

La verità è che questo piccolo e cangiante nucleo, di volta in volta giacobino, girotondino, movimentista e massimalista, ha prosperato nelle pieghe della sinistra perché il Partito comunista prima, ed i suoi eredi Pds e Ds poi, se ne sono sempre serviti senza prendere le distanze. Per dirla in una parola, la sinistra comunista e postcomunista non ha mai compiuto una svolta liberale o socialdemocratica, come nel resto dell’Occidente; e quando Bettino Craxi ha portato i socialisti fuori dal frontismo, è stato irrimediabilmente fatto fuori. È vero che Veltroni, per la prima volta, ha compiuto un atto coraggioso rifiutando di collegarsi alle ultime elezioni politiche alle sinistre, espressione di quel nocciolo duro che in passato fu allevato dal Pci, ma la sua mossa è stata subito oscurata dalla furbesca alleanza con la dipietresca Italia dei valori che oggi passa all’incasso per ereditare tutto ciò che la tradizione comunista ha seminato.

Oggi, in piazza, si sfogherà l’ennesimo festival degli sconfitti dalla storia e dalla politica. Da quindici anni il loro collante è l’anti-berlusconismo volgare, ovvero l’incapacità di comprendere che in politica c’è chi vince e chi perde, e che per battere l’avversario occorrono idee e progetti, e non rivolte pretese moralistiche che in democrazia non hanno nulla di morale, anzi. Che lo si accetti o meno, la coalizione berlusconiana è divenuta l’elemento centrale della politica italiana come unica alternativa al trasformismo che per anni ha ruotato intorno alla sinistra. È perciò illusorio continuare a pensare, come fece il presidente Scalfaro, che si tratti di una parentesi che si può eliminare con un girotondo.
m.teodori@mclink.it

COMMENTI

19 commenti su 1  2   3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#9 robinhood (1154) - lettore
il 08.07.08 alle ore 18:19 scrive:
@sailor61: veramente chi si crede(va) unto dal Signore era qualcun'altro, direi non di sinistra! @sylvia mayer: splendida analisi, concordo con wolf.... ma...scusi, in che film ha visto tutto questo?
#8 mittler (1106) - lettore
il 08.07.08 alle ore 17:44 scrive:
Per favore, non pubblicate più foto di questa faccia da cuxx: solo a vederlo vi viene un vomito che esce dal profondo dell'anima. Pubblicatelo sotto forma di caricatura made in Forattini. Agli amici che temono un golpe guidato dai personaggi nominati nell'articolo dico di non temere: magari scendessero in piazza per un colpo di stato, allora sì che potremmo sbarazzarcene definitivamente e legittimamente.
#7 mariano (16) - lettore
il 08.07.08 alle ore 16:47 scrive:
E possibile che dopo sei anni, questi bambini dell'asilo politico continuino ancora a fare girotondi, per andare alla fine "tutti giù per terra", e non abbiano ancora imparato ad andare sul triciclo o su uno scivolo, e quindi a divertirsi meglio?
#6 Luigi Morettini (4380) - lettore
il 08.07.08 alle ore 16:46 scrive:
Quei quattro gallinacci spelacchiati elencati da Teodori, che ripropongono senza alcuna vergogna quella paccottiglia politica che gli italiani non hanno esitato un istante a scaricare nel cesso, riusciranno mai a porsi una sola domanda: Ma come mai più apriamo il nostro buco sotto il naso e più si assottigliano i nostri stolti sudditi sotto il palco? Le loro supreme intelligenze possono davvero continuare a mancare una risposta così semplice?
#5 Wolf (6306) - lettore
il 08.07.08 alle ore 15:13 scrive:
Bellissima analisi. Fondamentalmente questo gruppo di evergreen della peggiore ideologia è disperata e con questa pagliacciata di piazza ne danno ampiamente dimostrazione. Regards.
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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