mercoledì 13 dicembre 2006, 00:00
Quell’«amicizia» tra Prodi e l’Urss
Dalle commesse di Nomisma ai rapporti con i promotori del «golpe» del ’91. Ecco le prove dei forti interessi del Professore con il regime sovietico
Penso che il presidente del Consiglio debba parlare a lungo con i suoi avvocati, e misurare i termini, prima di procedere all'annunciata querela contro Paolo Guzzanti per la vicenda dei contatti con il Kgb. Quantomeno curiosa, infatti, è l'esistenza a Mosca di un ufficio di Nomisma, l'agenzia di consulenza di Prodi che, come tutte le società straniere, non avrebbe potuto muovere un passo senza la stretta sorveglianza, e forse le buone relazioni, con il servizio segreto sovietico. Questa è una delle cose (non la sola) deducibili dalle numerose carte riferite a Prodi tra le tante rinvenute negli uffici di Bettino Craxi, e ora catalogate e archiviate presso la Fondazione intitolata al suo nome.
Leggo in una nota intestata a Prodi e De Benedetti che «entrambi avevano grandi interessi nell'Urss. De Benedetti ha curato il servizio di informatizzazione di Novosti, considerata agenzia del Kgb. Sempre De Benedetti ha fornito materiale strategico all'industria bellica sovietica, sollevando le proteste e le denunce della Nato e del suo organo tecnico per i materiali strategici Cocom. (...) Come consulente del Cremlino, la società di Prodi aveva il suo recapito a Mosca, presso una struttura ministeriale sovietica».
Nomisma, a giudicare da quanto è dato leggere, sembrerebbe fungere da apripista e consulente per gli affari di De Benedetti in Urss. C'è un documento che specifica questi affari.
Scheda De Benedetti in Urss: «De Benedetti, Breznev, Andropov, Cernenko: fine anni Settanta primi Ottanta, grossa commessa per la fornitura di computer alla Novosti. Dire Novosti è come dire Kgb, tant'è che nell'intera struttura, sia interna che esterna, il vice di ciascuna sezione è sempre un ufficiale della Lubjanka. L'Olivetti era allora considerata particolarmente amica dell'Unione Sovietica, secondo la testimonianza del generale del Kgb Oleg Kalughin (...) A parte l'informatizzazione della Novosti, quindi della Tass e dell'Aeroflot, vi è la vicenda della fabbrica Elektronmash di Leningrado (1982-1985), per la produzione di microchips. L'Olivetti provvide a costruire l'azienda sovietica Elektronmash, aggirando le severe norme del Comitato Nato, che vietavano la vendita all'Urss di tecnologia avanzata. L'Elektronmash, forse per inadempienze contrattuali della Olivetti, non poté mai entrare in funzione e De Benedetti ne ricavò un buco di circa 200 milioni di dollari mai recuperati (...) La Nato per la violazione delle norme Cocom sulle tecnologie avanzate chiamò in causa l'Olivetti. La vertenza fu chiusa con gli americani per un intervento del governo Andreotti».
È singolare che la prima iniziativa sia stata proprio l'informatizzazione di Novosti, l'agenzia del Kgb che dettava la linea ai due principali quotidiani sovietici, la Pravda (verità) e Izvestia (notizie), donde il detto popolare che la verità non ha notizie e le notizie non hanno verità. Il documento citato lascia anche adito al dubbio e potrebbe far pensare che il «regalo» (o quasi) della Sme promessa a De Benedetti dal Prodi Presidente dell'Iri fosse un modo di ripagare il fallimento dell'operazione Elektronmash.
Il tutto sembrerebbe confermato da uno «strano» atteggiamento di Prodi: la posizione assunta in occasione del golpe che nell'agosto '91 rovesciò Gorbaciov. Prodi ebbe un atteggiamento di favore verso i golpisti, preso in splendido isolamento perché nell'occasione anche il Pds firmò, assieme al Psi, un documento di condanna. Nel documento che segue «Ricordo di un golpe», Craxi afferma: alla lettera “P”, e al nome Prodi, mi è capitato tra le mani un ritaglio del Corriere della Sera