martedì 21 marzo 2006, 00:00
Quelle consulenze allIri che Romano commissionò alla «sua» Nomisma
Molte aziende controllate dalla holding pubblica sotto la guida di Prodi erano clienti della società di studi bolognese, fondata dallo stesso leader dellUnione. Che era anche il capo del Comitato scientifico che realizzava le ricerche
Giancarlo Perna
Sorretto per le braccia da Nino Andreatta, Prodi diventa professore ordinario dellAteneo di Bologna a 32 anni. Raggiunge il traguardo, ma nulla cambia nella sua vita. La facoltà è la stessa, Scienze politiche, che bazzica da un decennio come aspirante docente. Ottiene una stanza più grande, ma è sempre a un tiro di voce da Andreatta, pronto a correre a un suo richiamo. Estote parati, come un lupetto col capo scout.
Beniamino, questo il nome di Andreatta al fonte battesimale, lo aveva preso come assistente nel 63, promosso associato nel 66, imposto ordinario nel 71. Molto altro farà per lui, ma senza dargli più di tanto confidenza. Nonostante lintreccio di interessi da cui erano uniti, Nino ha sempre dato e preteso il lei da Romano. Dispettoso per natura, inventava continui espedienti per marcare le distanze. Da ministro degli Esteri di Ciampi nel 93, non telefonava mai personalmente allallievo, come usa tra parigrado, ma lo faceva cercare, come un sottoposto, dai telefonisti della Batteria, la segreteria generale del Palazzo politico. Prodi, che sedeva sullo scranno di presidente dellIri, inghiottiva senza fiatare, ma imbestialito assai.
A Romano fu assegnata la cattedra di Economia politica e industriale. La tenne ininterrottamente, dal 71 fino alle dimissioni, nel 99. Ventotto anni davanti a ununica lavagna sono il segno o di una supremazia indiscutibile o di unoasi che non fa gola a nessuno. «Prodi è rimasto sul piano accademico un isolato», ha scritto Nicola Matteucci che fu preside della facoltà di Scienze politiche. Come dire, Prodi ha vissuto indisturbato in una comoda nicchia. In altre parole, non è mai stato in corsa per il Nobel: era un praticone di cose industriali, appassionato del comparto piastrelle in Emilia Romagna. I titoli delle sue pubblicazioni nei primi lustri, sono indicativi: Lindustria della ceramica per ledilizia, La riconversione dellindustria italiana, Fusioni di impresa. Solo negli anni 90, afferrato dallambizione politica, cominciò a guardare più in grande e scrisse libri come Il capitalismo ben temperato e Unidea dellEuropa. Ma sono ormai manifesti propagandistici, non più saggi accademici.
Romano come studioso ha il fiato corto. Luniversità inizia a andargli stretta quando Andreatta lo dirotta verso lo Stato, con una esperienza da ministro dellIndustria nel 78, e al parastato con la presidenza dellIri nell82. Ma è a causa di un mal calcolato gesto di imperio che chiude con la carriera accademica, come ha rivelato una volta il preside Matteucci. Prodi aveva un allievo, Fabio Gobbo, che abbiamo già intravisto mescolato ai 17 della seduta spiritica di Zappolino. Volendo promuoverlo professore ordinario, Romano pretese di fare parte della giuria del concorso a cattedra e, battendo i pugni, lo impose. «Gobbo era un giovane serio - scrive Matteucci - ma allora non ancora scientificamente allaltezza di una cattedra: questo suscitò le violente proteste di tutta la corporazione degli economisti... Si preferì mettere tutto a tacere. Ma la carriera accademica di Romano Prodi era finita».
Fu così che voltò pagina e si mise in affari creando Nomisma, un istituto di consulenza economica con sede a Bologna, a due passi da casa sua. Nel nome, cè il programma: Nomisma era la moneta aurea dellimpero bizantino, il dollaro di Costantinopoli. LIstituto diventa la cassaforte del suo ideatore e trasforma Romano in un sontuoso contribuente che quando oggi discetta di povertà parla a orecchio. Anche in questo caso, lispirazione è andreattiana. Beniamino era un genio della consulenza. Negli anni 70, aveva fondato prima lArel, Agenzia di ricerche e legislazione, che, senza fini di lucro, dava consigli economici alla Dc, poi Prometeia che li dava, ma pronta cassa, a clienti danarosi. Nomisma era la pedissequa imitazione di Prometeia, ma destinata ad avere più successo delloriginale.