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lunedì 05 ottobre 2009, 13:10

Rai, se i censori ora censurano Minzolini

I giornalisti "democratici" in piazza per la "libertà di stampa", ma vogliono costringere al silenzio il direttore del Tg1. Colpevole di aver detto la sua opinione. Il sindacato di redazione attacca: "Perso l’equlibrio". La replica: "Ecco chi è intollerante"

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L’ultima storia dovrebbe scomodare i maestri della logica, magari sarebbe piaciuta a uno come Bertrand Russell. Tutto comincia sabato sera, con un editoriale all’ora di cena. Augusto Minzolini è il direttore del Tg1, per anni ha consumato il Transatlantico, con un orecchio bionico che captava ogni sussurro politico, mezza battuta, uno straccio di indiscrezione. Quello che è successo, in fondo, se lo aspettava. Conosce i politici e i suoi colleghi giornalisti. La gente che era lì a Piazza del Popolo sta sfilando via. Sono fieri, nel volto. La libertà di stampa è a rischio e loro c’erano, a dirlo al mondo. Sono tutti fermamente convinti di avere ragione. La libertà è una, tutti gli altri sono servi del potere. Quando arrivano a casa vedono Minzolini in tv che parla. È un editoriale, lo strumento classico con cui tutti i direttori esprimono la propria opinione. Non sono fatti, è un cantuccio per dire «come la penso». E cosa fa Minzolini? Dice quello che pensa. Questo: «Lo dico senza spirito polemico. La manifestazione per la libertà di stampa per me è incomprensibile». Spiega, argomenta, esprime in pratica il suo pensiero. Il succo è che l’Italia non è il paradiso, ma lui fatica a credere che questo Paese sia imbavagliato. Il rischio magari è un altro, una sorta di guerra civile di parole tra gruppi editoriali. È una guerra dura, dove si vedono anche colpi bassi, dove non ci si risparmia, tutto quello che volete, ma non tocca la libertà di stampa. Qui non c’è un regime. Minzolini non comprende questo spettacolo di «resistenti» in piazza che evocano un fascismo che non c’è. Non usa queste parole, ma con un po’ di libera interpretazione si può tirare il suo pensiero fino a questo punto.
Attenzione, da giornalista e da direttore, Minzolini ha espresso un’opinione. Il suo editoriale non è una verità assoluta. Non è un editto. Può farlo? Tutti quelli che sono scesi in piazza per la libertà di stampa dicono di no. Minzolini è da censurare, licenziare, processare. Minzolini si è tolto la maschera. Minzolini sta con il potere. Minzolini, in quanto direttore del Tg1, deve comportarsi come un’ameba. Non può avere opinioni. Non può dire la sua. Non ha diritto come giornalista e direttore a esprimere liberamente quello che pensa. Va imbavagliato. Il direttore del Tg1 è una mummia, un giornalista dimezzato. O sta zitto o parli a favore della piazza.
È qui che si apre il paradosso. Si può andare in piazza a manifestare per la libertà di stampa e zittire chi non la pensa come te? Si è liberi di dire: secondo me la libertà di stampa, pensiero, informazione, parola, non è a rischio? Si può? O l’unica libertà che ci resta è sostenere che non c’è libertà? La libertà di stampa vale solo per quelli che protestano? E per Minzolini? Niente. Minzolini è il direttore del Tg1. Muto. Non nominare il nome dei «resistenti» invano. Il sindacato dei giornalisti dice che deve stare zitto. Il sindacato del telegiornale ripete che deve stare zitto: «Ai vertici aziendali chiediamo una convocazione urgente per esprimere le nostre preoccupazioni. Bisogna recuperare rispetto ed equilibrio». Il direttore replica al cdr del tg: «È la dimostrazione che c’è chi manifesta per la libertà di stampa, ma è intollerante verso chi ha un’opinione diversa». Ma anche la stampa «democratica» sostiene che deve stare zitto. L’opposizione alza la voce e dice: Minzolini stai zitto. Tutti all’improvviso si ricordano del servizio pubblico. Vedremo. E quando sarà Santoro a commentare, cosa accadrà? Lì il servizio pubblico se ne va a escort.
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#2 flordluna (1507) - lettore
il 05.10.09 alle ore 9:50 scrive:
Il classico tentato bavaglio della sinistra radicalchic! Fanno senso coloro che predicano la liberta', che protestano contro la mancanza di liberta' naturalmente di sinistra! Adesso basta...........come protesti tu sinistroso, protesto anche io non allineato! Non riuscirete a metterci il bavaglio, come non lo mettete a dipietro lurido e come non lo mettete agli altri pezzenti tipo grillo e lo stesso santoro...che prima hanno preso lauti soldi ed adesso sputano nel piatto dove hanno mangiato lucullianamente! Vergogna, ed un plauso a Minzolini che e' uscito fuori dal coro di ruggiti della fossa dei leoni!
#1 Michele Calò (271) - lettore
il 05.10.09 alle ore 9:47 scrive:
Le rare volte che vedo il TG1 mi coglie la nausea per questi paludati travet della chiacchiera che sembrano appena entrati nel ministero dopo avere timbrato il cartellino.Non basta cambiare Direttore per cambiare un telegiornale in mano ai soviet parolai la cui carriera è direttamente proporzionale ai piedi leccati,se non di peggio,ai vari capataz politici di turno.La realtà è che la RAI va chiusa applicando la Legge Merlin.I soldi facili del canone perpetuano queste figurette da niente,questi carrieristi da sezione di partito,pennivendoli e cosiddetti conduttori,evanescenti nella loro caduca ovvietà ma con il portafogli strapieno e immeritato.Il mercato li boccia con il calo della pubblicità?Chissenefrega,dicono loro,mentre caricano sulla nota spese la suite di lusso ed il restaurant da €150,00 o affittano una macchina con autista,tanto c'è il canone.Ovvero i poveri fessi che lo pagano.Fossi Minzolini mi farei un paio di editoriali al dì,per il fegato degli "strilloni"del Cdr e del PD
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