Reato omicidio stradale? Tutti lo vogliono... ma soltanto a parole

Il Viminale invoca l’introduzione di una norma specifica, ma in Parlamento giacciono da anni cinque proposte SONDAGGIO Sei favorevole all'introduzione del reato di omicidio stradale? Vota

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In Italia è sempre così. Per avere un bell’applauso basta lanciare una proposta di buon senso sull’onda dell’emotività. Un ubriaco al volante uccide quattro ragazzi e viene subito rimesso in libertà? Ecco i ministri dell’Interno e della Giustizia, Roberto Maroni e Francesco Nitto Palma, invocare il reato di «omicidio stradale». Per il titolare del Viminale chi uccide guidando sotto l’effetto di alcool o droghe va senz’altro punito in modo più severo di chi si rende colpevole di un «semplice» omicidio colposo. Per il suo collega Guardasigilli è necessario che quella fattispecie «venga considerata come una forma autonoma di reato», anche attraverso il riconoscimento della «flagranza differita» per l’arresto del responsabile.

Anche perché le giovani vittime dell’ultima strage stradale della follia alcoolica, uccise all’altezza di Ovada (Alessandria) dal 35enne albanese Ilir Beti che guidava il suo Suv contromano sulla A26 sono francesi e i loro genitori, venuti a riconoscerne i resti, hanno espresso tutta la loro rabbia quando hanno saputo che il responsabile è accusato di omicidio colposo e guida in stato di ebbrezza ma non si trova in cella poiché il magistrato non ha ritenuto che sussistessero i presupposti (pericolo di fuga, reiterazione del reato e inquinamento delle prove) per la carcerazione preventiva.

Quindi, dicono Maroni e Palma, omicidio stradale. Giustissimo. Soprattutto per quell’84 per cento di italiani che secondo un sondaggio commissionato all’Ispo dall’Ania (la fondazione per la sicurezza stradale costituita dalle compagnie d’assicurazione) sarebbe favorevole all’introduzione di un reato stradale ad hoc. E mentre l’opinione pubblica sembra non aspettare altro e la politica di giornata dà spettacolo, con i «garantisti» favorevoli alle manette (il sindaco di Firenze Matteo Renzi, il capogruppo pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto...) e i «giustizialisti» per i quali chi guida ubriaco già oggi rischia fino a 15 anni di carcere (il dipietrista Luigi Li Gotti), la testata online Linkiesta ricorda a tutti che Camera e Senato avrebbero potuto pronunciarsi in materia un anno fa. Questo perché pronte per essere esaminate dal parlamento ci sono cinque fra disegni di legge (di maggioranza e delle opposizioni) e proposte d’iniziativa popolare. E uno di questi testi, dice Linkiesta, è anche stato sottoposto all’attenzione di Maroni.

Insomma, sembra di essere tornati indietro esattamente di quattro anni. Nell’agosto del 2007, infatti, fu la volta del cosiddetto decreto Bianchi (l’allora ministro dei Trasporti, governo Prodi) che si intitolava «Disposizioni urgenti modificative del codice della strada per incrementare i livelli di sicurezza nella circolazione». E che era stato redatto in fretta e furia (e con tante «soluzioni fantasiose» subito messe in evidenza dai giuristi) per affrontare l’emergenza «drogati al volante» che aveva funestato l’estate.
In Italia è sempre così. Per avere qualche titolo sui giornali e un bell’applauso, anche da ministro, basta lanciare una proposta di buon senso sull’onda dell’emotività. Molto più gratificante e soprattutto facile che approvare i provvedimenti attuativi di una riforma nei tempi previsti.

Per esempio, in tema di codice della strada. Lunedì il quotidiano ItaliaOggi ha pubblicato l’elenco delle norme del nuovo codice della strada che sono rimaste lettera morta (o oggetto di interpretazione controversa) poiché non sono stati ancora emanati i decreti ai quali la legge, entrata in vigore nel luglio del 2010, rimanda. Da quella sui display luminosi che segnalano la velocità in tempo reale, per la quale si attende un decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a quella sulla intestazione fittizia dei veicoli, per la quale si attende invece un decreto al quale devono dare il loro contributo anche il ministro della Giustizia e quello dell’Interno. Palma è in carica da tre settimane, Maroni da tre anni.

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COMMENTI

11 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#11 Extra! (4) - lettore
il 18.08.11 alle ore 20:35 scrive:
Io non lo voglio perchè insomma diciamocelo, se uno si può permettere il SUV e dopo una cena di lavoro e due bicchieri per sbaglio dovesse travolgere qualcuno, ed ovviamente questo qualcuno morisse e non io che ho l'automobile più sicura, non sia mai che mi darebbero omicidio compromettendo così la mia prestigiosa carriera. Ma stiamo scherzando? NO alla norma comunista di omicidio stradale. Ci credo che nelle loro povere scatoline da 10mila euro se la fanno sotto ahahahahahah
#10 DRACULINO (5) - lettore
il 17.08.11 alle ore 11:01 scrive:
Buongiorno a tutti! Certo che la BOUTADE FERRAGOSTANA sull'omicidio stradale, lanciata solamente perchè i francesi, dopo essersi arrabiati con noi per aver dovuto, tramite la Bce, con i loro soldi sostenere i nostri BTP, come farebbe qualsiasi persona normale ci dileggiano giacchè da noi chiunque può ammazzare e rimanere impunito, sa tanto di stupidaggine. E' inutile avanzare una nuova fattispecie criminosa che tra l'altro forse non risponde ai requisiti diu generalità ed astrattezza delal legge penale. L'albanese di Alessandria andava arrestato in base alle norme esistenti ma un magistrato non lo ha fatto solamente perchè era un albanese ed anche benestante. Sinoa quando gli italiani non capiranno che la sovranità dello Stato è Sacra non solo per italiani, marocchini o rumeni ( gli unici a finire senza appello in galera) ma anche per gli altri EXTRA allora meritano che la loro Patria diventi il ricettacolo di tutto lo schifo globale.
#9 mauririo (280) - lettore
il 17.08.11 alle ore 10:53 scrive:
Sarebbe ora, bollitoni strapagati.
#8 paolocolombati (21) - lettore
il 17.08.11 alle ore 10:48 scrive:
Ogni volta che si legifera sull'onda dell'emozione si sbaglia. Ogni volta che si crea una norma aggiuntiva, si crea una nuova "lacuna" e quindi una nuova possibilità d'interpretazione. E' quanto ho appreso i primi giorni del primo corso di giurisprudenza che ho frequentato sotto l'eccellente guida dei mie docenti dell'Università di Trento! Non credo che il nostro diritto penale abbia bisogno di norme aggiuntive: semmai necessiterebbe uno sfoltimento. Quello di cui la nostra società ha urgente bisogno è la "messa a riposo" di quei magistrati che non siano anche giuristi. Le norme ci sono. Basta applicarle nel rispetto della legge e della giurisprudenza: cosa che ultimamente - e sempre più di frequente - sembra non avvenire. Paolo Colombati
#7 Emilio Nobile (72) - lettore
il 17.08.11 alle ore 10:25 scrive:
Per concludere il commento precedente, è da tener presente che abbiamo una magistratura pesso eccentrica. In questo caso chi ha detto al magistrato che non sussistevano pericoli di reiterazione del reato o di fuga? Un'illuminazione divina? L'apparizione di un ente soprannaturale? Non è forse più probabile che chi assume droghe ne possa essere dipendente e, quindi, ripetere il guidare nelle identiche condizioni che lo hanno portato ad uccidere quattro persone? E francamente mi sembra risibile il sostenere che non esiste il pericolo di fuga perchè l'omicida ha una attività avviata in Italia. Anche il carabiniere coinvolto nell'inchiesta P3 o P4.....o P38 lavorava in Italia, però se ne è andato in Africa, forse a ragione. Sosteneva Francois Mauriac, parlando del proprio Paese, ma in Italia la situazione è almeno identica, se non peggiore, che se fosse stato accusato di aver violentato una vecchia, a mezzogiorno, dentro Notre Dame, prima sarebbe scappato, poi avrebbe deciso il da farsi.
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