Referendum per il programma del Pdl

Gli elettori del centrodestra potranno indicare sabato e domenica prossimi i temi più urgenti per l'azione del futuro governo. Allestiti in tutta Italia 10mila gazebo. Partecipa al SONDAGGIO: famiglia, sicurezza, sviluppo e lavoro

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Roma - La macchina organizzativa del Popolo della libertà si è già messa in moto per la manifestazione di sabato e domenica prossimi. L’1 e il 2 di marzo, infatti, i simpatizzanti del centrodestra saranno chiamati ad esprimersi sulle priorità del programma che, come preannunciato dal leader Silvio Berlusconi, sarà presentato tra due settimane.
«Il Popolo della libertà - spiega Maurizio Lupi, responsabile coordinamento territoriale di Forza Italia - dovrà indicare quale dei punti previsti dal nostro programma su tre grandi temi, famiglia, sicurezza e tassazione, dovranno essere realizzati prima». Insomma, non si tratta di ricominciare la stesura del progetto di governo del Pdl, ma di definire i punti-chiave che l’esecutivo, in caso di vittoria alle elezioni, dovrà affrontare da subito.

Gli italiani che non si riconoscono nella sinistra potranno recarsi nei gazebo che saranno allestiti all’uopo in tutta Italia. «Saranno tra gli 8 e i 10mila - anticipa Lucio Malan, responsabile della propaganda azzurra - ma possibilmente cercheremo di incrementarne il numero visto il successo delle ultime manifestazioni». Mercoledì prossimo si svolgerà un vertice organizzativo tra i coordinatori regionali delle forze che compongono il Pdl alla presenza di Silvio Berlusconi, di Gianfranco Fini e degli altri leader.

La consultazione si svolgerà fornendo agli elettori tre schede. Su ciascuna di esse saranno elencati i cinque punti esemplificativi del programma relativamente al tema specifico (vedi grafico a fianco). I simpatizzanti dovranno indicare, riferendosi a una scala da 1 a 5, quale proposta ritengano prioritaria rispetto alle altre. Ad esempio, per quanto riguarda il tema sicurezza, anticipato da Berlusconi sabato scorso, si dovrà segnalare l’iniziativa da realizzare al più presto tra diffusione dei poliziotti di quartiere, nuovi fondi per le forze dell’ordine, rafforzamento del contrasto all’immigrazione clandestina, certezza della pena e costruzione di nuove carceri.
Lo stesso vale per il tema della famiglia (abolizione dell’Ici sulla prima casa, bonus bebè, deduzione delle spese per figli disabili e anziani, introduzione del quoziente familiare e sostegno alla libera scelta tra scuola pubblica e privata). Idem per il tema cruciale dello sviluppo dove i simpatizzanti del Pdl dovranno decidere che cosa sia da attuare quanto prima tra detassazione integrale degli straordinari, detassazione graduale delle tredicesime, obbligo del versamento Iva solo dopo l’incasso delle fatture, riduzione graduale dell’Iva sul turismo e rilancio delle grandi opere, partendo dal ponte sullo Stretto.

In fondo a ogni scheda, infine, vi sarà uno spazio ad hoc per le segnalazioni dei cittadini che potranno suggerire, di volta in volta, le misure che vorrebbero vedere messe in pratica. Una sorta di contributo individuale alla messa a punto del programma di governo. «È un’iniziativa - argomenta Lupi - che si incardina sull’idea stessa dalla quale è nato il Pdl dove la gente è protagonista». Una differenza sostanziale, conclude, con il Pd di Veltroni dove i cittadini sono chiamati a ratificare il fatto compiuto e «non sono mai protagonisti».

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COMMENTI

71 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#71 ANGELO58 (322) - lettore
il 25.02.08 alle ore 18:24 scrive:
Per 3 pinodem. Le chiacchiere di Veltroni andranno via col vento. Il programma di Berlusconi messo per iscritto sui muri rimarrà attaccato e impresso nelle menti.
#70 pama79biema (40) - lettore
il 25.02.08 alle ore 17:38 scrive:
Ottima idea,tipica del genio Berlusconiano. Mi auguro che sia sufficentemente divulgata.
#69 pasquale_tibur (152) - lettore
il 25.02.08 alle ore 17:32 scrive:
Ottima iniziativa quella di ascoltare la base. Ma, in merito alle facili promesse di programma, vorrei obiettare che non è possibile abbassare la pressione fiscale, aumentare stipendi e pensioni e dare soldi alle famiglie senza ridurre la spesa strutturale pubblica improduttiva e parassitaria. Le conseguenze collaterali sarebbero molto più gravi dei benefici ottenuti. E per abbassare la spesa pubblica non si può prescindere dall’abolizione delle Province, delle Comunità Montane e del Senato (per legiferare basta una sola Camera, e il Senato delle Regioni non serve). E’ necessario aggiungere poi la drastica riduzione dei costi di funzionamento degli Organi Istituzionali e degli Enti Locali, a cominciare dalle consulenze, dalle assunzioni clientelari e rigonfiamento degli organici, dalle tantissime spese inutili, dai fannulloni che non producono, ecc. E non è più possibile mantenere gli attuali “Privilegi della Casta”, mentre la gente non ha i soldi per i generi di prima necessità. Per finire aggiungerei il ripristino dell’etica e il rispetto delle norme deontologiche della politica, che alimentano il fenomeno dilagante dell’antipolitica, della sfiducia dei cittadini e del grillismo. Trovo molto interessante la proposta del pagamento dell’Iva solo all’atto dell’emissione della fattura di acquisto, per semplificare e rendere finalmente più tranquilla la vita del commerciante con il fisco.
#68 pinodem (1) - lettore
il 25.02.08 alle ore 17:29 scrive:
Silvio deve occuparsi di più dell'informazione !!! Ovunque si vede sempre veltroni . Cosa fa, dove va, cosa dice .... E' sbagliato lasciargli tutto questo spazio per cercare di convincere gli italiani che lui non ha niente a che fare con prodi. Attenzione che molti stanno già cadendo nel tranello . Forza Silvio non possiamo perdere ! pinodem
#67 FrancoM (391) - lettore
il 25.02.08 alle ore 17:21 scrive:
Io proporrei solo due concetti: ridare ai cittadini la speranza nel futuro e accendere il fuoco dell'orgoglio per costruire un rinnovato Paese.
71 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine RSS commenti | Cosa sono?
Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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