Reggio Calabria, il cdm vara un piano antimafia Premier: meno clandestini. Pd: istiga al razzismo

Piano antimafia, agenzia per la gestione dei beni sequestrati, dl contro il lavoro nero. Berlusconi: "Meno immigrati clandestini uguale meno criminalità". Il Pd: "Istiga al razzismo", la fondazione Migrantes: "Ci aiuti a integrarli"

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Reggio Calabria - Tutti a Reggio contro la 'ndrangheta. Il Consiglio dei ministri ha dato via libera al piano straordinario per il contrasto delle mafie. Per l’agenzia nazionale che gestirà i beni sequestrati alla criminalità organizzata è stata scelta la strada del decreto legge. Il resto delle misure è invece contenuto in un ddl.

Berlusconi: un piano in 10 punti Nel piano varato dal Consiglio dei ministri "c’è anche un codice delle leggi anti mafia". Lo ha chiarito il premier, Silvio Berlusconi, nel corso di una conferenza stampa a Reggio Calabria. "Il codice delle leggi antimafia - ha riferito il premier - contiene anche un elenco delle leggi che dal 2001 sono state approvate come misure di lotta alla mafia e che assumeranno una veste assolutamente utile per tutte le forze dell'ordine e la magistratura per favorire una maggiore attività di contrasto". "Abbiamo lavorato e messo a punto piano che oggi presentiamo. È in dieci punti, abbiamo fatto qualcosa in più di quanto annunciato: è stato fatto un grande lavoro per riassettare gli impianti legislativi che sono misure di ausilio a chi combatte la mafia". 

Risultati incoraggianti "Vorrei dire che fino ad oggi non siamo rimasti con le mani in mano, abbiamo ottenuto risultati straordinari" nel contrasto alla criminalità organizzata, ha detto Berlusconi. Il capo del governo ha quindi snocciolato alcuni dati: come le 427 operazioni di polizia giudiziaria, le 4.236 persone arrestate e i 310 latitanti presi. Su quest’ultimo punto, Berlusconi ha sottolineato che il dato segna un aumento dell’85% rispetto ai "precedenti governi della sinistra".  

Immigrazione clandestina "I risultati sui nostri contrasti all’immigrazione clandestina sono molto positivi - ha fatto sapere il premier - e questo è importante perché una riduzione degli extracomunitari in Italia significa meno forze che vanno a ingrossare le schiere dei criminali". Poi un appello ai paesi dell'Ue: "Stiamo facendo un’azione molto forte nei confronti dell’Europa che deve farsi carico del costo che la Libia ed altri Paesi sopportano per fare il lavoro di vigilanza contro i clandestini che vengono dall’Africa".

Il "bilancio" del ministro Maroni Il numero di operazione di polizia contro le organizzazioni criminali è aumentato del 300%. Un aumento "dal 30 al 300% rispetto al periodo precedente al governo Berlusconi". Lo ha detto il ministro dell’Interno, Roberto Maroni. Nei 19 mesi del governo Berlusconi, ha continuato Maroni, sono stati sequestrai 12.111 beni mobili e immobili alle organizzazioni criminali, per un controvalore di 7 miliardi di euro (+100% rispetto allo stesso periodo precedente) e sono stati confiscati 3.122 beni per un controvalore di circa 2 miliardi di euro (+345%).

L'accordo con la Libia funziona Sulla lotta all’immigrazione clandestina Maroni ha detto che "l’accordo con la Libia funziona e continuerà ad essere applicato".Il responsabile del Viminale  ha ribadito che dal maggio 2009 al 31 dicembre del 2009 gli sbarchi di immigrati clandestini sulle costa italiane sono diminuiti del 90% e i rimpatri efettivi negli ultimi due anni sono stati oltre 42 mila. 

Mappa informatica Tra i provvedimenti compresi nel piano straordinario per la lotta alla mafia varato dal governo c’è anche la creazione di una "mappa informatica" delle reti criminali. "Si chiama Macro, acronicmo di Mappa della criminalità organizzata", ha annunciato Maroni.

Alfano: parola 'ndrangheta nella legislazione "Da domani la parola 'ndrangheta farà parte della legislazione nazionale". Lo ha annunciato il ministro della Giustizia Angelino Alfano. "Siamo intervenuti per introdurre nella legislazione italiana la parola ’ndrangheta" che prima non figurava. Ora, ha detto, "la modifica andrà inserita nel decreto in vigore domani". Si è dunque seguito l’esempio del 1982, quando nel 416 bis si inserì il riferimento alla mafia. "È una grande operazione di natura culturale, ma anche di natura tecnica" che darà maggiori strumenti ai magistrati, ha detto Alfano. La ’ndrangheta, ha sottolineato il Guardasigilli, "è un fenomeno che ha una sua tipicità non solo calabrese".

Contro la criminalità Il piano antimafia approvato dal governo in consiglio dei ministri istituisce l’agenzia nazionale per i beni sequestrati. Nel ddl, invece, sono contenute norme per un codice delle leggi antimafia, si prevedono nuovi strumenti di aggressione ai patrimoni dei mafiosi e nuove misure per il contrasto all’ecomafia. Sono inoltre introdotte nuove misure di sostegno alle vittime del racket e dell’usura e si istituisce una mappa informatica delle organizzazioni criminali. Altre norme prevvedono il potenziamento delle azioni antimafia nel settore degli appalti, un piano internazionale contro le criminalità transnazionale e altre misure di contrasto al crimine.

Contro il lavoro nero Via libera del cdm al piano straordinario di vigilanza in agricoltura ed edilizia proposto dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, per combattere la piaga del lavoro nero e del sommerso in quattro regioni del Sud (Calabria, Sicilia, Puglia e Campania). L’iniziativa è stata adottata dopo i fatti di Rosarno. Sono circa 20mila le aziende sulle quali nel 2010 si concentrerà l’attività ispettiva del ministero: 10mila in agricoltura e altrettante nell’edilizia. Saranno invece 550 gli ispettori impegnati nel piano straordinario: 500 dalle quattro regioni monitorate e 50 provenienti da altre regioni. Per quanto riguarda l’agricoltura l’azione ispettiva sarà orientata in particolare sull’utilizzo di manodopera stagionale, sul fenomeno del capolarato e sulle truffe agli istituti di previdenza. Nell’edilizia l’attenzione si concentrerà soprattutto sugli applati e le norme in materia di sicurezza. 

Il Cavaliere: brutta abitudine dei film Berlusconi torna a criticare le fiction tv sulla mafia. "Mafia, camorra, le altre organizzazioni criminali sono una terribile patologia per il nostro Paese: ne paghiamo per la nostra immagine all’estero, abbiamo avuto la brutta abitudine di fare fiction sulla mafia che hanno portato un’immagine negativa nel mondo, spero che questa brutta abitudine sia finita".

 

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COMMENTI

55 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#55 masaniello (234) - lettore
il 30.01.10 alle ore 1:31 scrive:
a Kontorotsui. I 100 latitanti più pericolosi che latitavano durante il precedente governo latitavano anche durante il governo precedente al precedente, quello dal 2001 al 2006. Le leggi antimafia risalgono al 1992 con il suprdecreto Scotti Martelli ancora in carica il governo Andreotti per gli affari correnti l'indomani dell'assassinio del giudice Falcone. Venne trasformato in legge dal governo Amato l'8 agosto dello stesso anno e da allora sempre prorogato perchè aveva delle scadenze, con l'aggiunta o meno di qualche norma più o meno restrittiva, per esempio sul 41 bis. Avevo già risposto, ma la mia risposta non era stata pubblicata dal giornale.
#54 Pereira50 (30) - lettore
il 29.01.10 alle ore 12:34 scrive:
"L'istituzione dell' Agenzia Nazionale sui beni confiscati per rendere piu' efficace, veloce ed incisiva la legge sulla confisca dei beni dalla fase del sequestro a quella della destinazione d'uso va nella direzione che Libera chiede da anni. E' quanto si legge in un comunicato di Don Luigi Ciotti, presidente dell'associazione Libera. "Un' agenzia che deve accorciare i tempi e ridare ordine a tutta questa materia ma che deve essere accompagnata da ulteriori provvedimenti come un testo unico in materia della confisca dei beni; il rafforzamento degli strumenti per le indagini patrimoniali e non ultimo, che venga data concreta attuazione a quella norma approvata nella Finanziaria del 2006 che prevede la confisca dei beni ai corrotti ed il loro riutilizzo ai fini sociali di cui non sappiamo piu' nulla. Ci sono ancora tante criticita' e interrogativi che aspettano delle risposte: il 36% dei beni confiscati alla criminalita' organizzata e' sotto l'ipoteca delle banche e il 30% e' occupato dagli stessi mafiosi cosi' come la difficolta' di stare sul mercato delle aziende confiscate, la maggior parte delle quali sono rimaste chiuse e fallite. Speriamo che l'agenzia sia capace di dare risposte a questi interrogativi. Valuteremo nel dettaglio e nel merito l'operativita' dell'Agenzia anche se riteniamo che la possibilita' di vendere i beni confiscati ha rappresentato per il Governo un atto di debolezza. La vendita non e' un dogma, puo' esser usata per poche eccezioni ma non puo' diventare una regola. Quell' emedamento ha scalfito il principio della legge Rognoni-La Torre per cui l'utilizzo sociale del bene confiscato e' un segno di grande valore che ha reso il bene mafioso un bene condiviso e che non puo' ritornare ad essere un bene esclusivo".
#53 Kontorotsui (1406) - lettore
il 29.01.10 alle ore 11:09 scrive:
Caro #46 masaniello, pur di contestare voi sinistri ve ne inventate di tutte. Mi spiega allora come mai durante il precedente governo, con quste leggi "preesistenti" i 100 latitanti più pericolosi latitavano, e ora arrivato questo governo sono stati presi quasi tutti? Adesso mi dica che si sono fatti arrestare apposta per complicità con Berlusconi e poi siamo a posto.
#52 Giulio42 (852) - lettore
il 29.01.10 alle ore 10:52 scrive:
Quello che la sinistra chiama razzismo, è figlio della politica sconsiderata che il PD ha fatto lasciando entrare in Italia ogni sorta di delinquente.Sono gli italiani, che il PD chiama razzisti, che poi hanno dovuto subire e combattere contro questa gentaglia. Solo votando PDL e Lega abbiamo potuto essere protetti anche se ancora molto resta da fare per rimediare al danno che la sinistra ha arrecato al nostro paese.
#51 Adriano Meis (326) - lettore
il 29.01.10 alle ore 10:33 scrive:
Il giorno che il PD tornerà al potere, organizzerà personalmente dei traghetti per far venire in Italia tutti quelli che vogliono dall'altra parte del mare.
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Alessandro Sallusti
Per una volta un pm aveva chie­sto di non processare Berlusco­ni. Ma niente, non è basta­to  continua..
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