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domenica 21 giugno 2009, 07:00

"Repubblica" rinnega se stessa per demolire Silvio

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Ma chi lo dice che la gente è disinteressata ai fatti della politica? Se testiamo l’interesse degli italiani per le storie private del capo del governo arriveranno certamente risultati lusinghieri. Nei luoghi pubblici, se c’è un televisore acceso, appena i tiggì affrontano l’argomento tutti si zittiscono in attesa della nuova indiscrezione. Non si parla d’altro, si moraleggia meravigliosamente, anche. Questa vicenda, che mette in secondo piano gli interventi per il terremoto e persino le sconfitte della Nazionale, interroga dunque in modo radicale anche il carattere degli italiani e di chi pretende di esserne la voce critica, i giornalisti.
Partiamo dagli italiani. Se sappiamo tutto di Noemi e della sora D’Addario e niente della legge finanziaria, se facciamo gli indignati speciali ma non ci spaventa la trasformazione dell’arena politica in un grande condominio mediatico pieno di comari con la lingua biforcuta, significa che il profilo etico e il senso di appartenenza comunitaria del nostro popolo mostrano un preoccupante cedimento. Voghera-Italia: la nostra nazione sta mutando in un enorme esercito di casalinghe annoiate, con tutto il rispetto per le casalinghe, a caccia di storie e vite altrui per trovare un significato alla propria, come il capitano Gerd Wiesler ne Le vite degli altri.
Ma, si dice, se il gossip va è perché ha mercato. È vero, ma non è un destino. Se fosse per qualcuno, me compreso, il Grande fratello sarebbe finito alla prima edizione, tronisti e letterine farebbero altri mestieri, i famosi dell’Isola non sarebbero famosi, la tivù generalista non ospiterebbe nel tardo pomeriggio le chiappe basculanti di Belén, l’industria del rotocalco sarebbe cassintegrata. Se la maggioranza degli italiani fossero così, il cibo del gossip non troverebbe bocche affamate e la privacy sarebbe il prodotto di disattenzione piuttosto che di protezione.
Non c’è pregiudizio moralistico in questa posizione verso chi adora inzuppare il pane dell’anima nei fatti privati dei vip. Ma esiste il diritto di affermare che si può vivere benissimo anche all’oscuro dei dettagli della vita privata di divi e divetti. Evidentemente, a giudicare le pruderie da Italietta anni Cinquanta che vanno alla grande di questi tempi, questa è una posizione minoritaria nella postmodernità dove la politica ha smarrito la sua aura sacrale e non si distingue più tra star dello spettacolo e leader politici.
E qui veniamo ai giornalisti che cercano di sputtanare Berlusconi sul piano non del rendimento politico ma del comportamento intimo, equiparandolo – appunto – a un personaggio da rotocalco mondano. Strano. I giornali progressisti e pedagogici si sono sempre fatti vanto di rappresentare l’Italia più colta, lontana dal popolino guardone e videodipendente, non contaminata dal linguaggio basso del gossip spettacolarizzante. Domanda: con i pezzi del palinsesto della loro inchiesta, scovando confessioni che sembrano prese direttamente da rivistine da sala d’attesa dentistica, cos’altro stanno facendo Repubblica e l’Espresso, e altri appresso, se non sollecitare le medesime pulsioni guardone e piccolo-borghesi che hanno sempre stigmatizzato?
Risposta (così mi dice un vicedirettore di Repubblica): facciamo giornalismo all’anglosassone. Benissimo. Ma cosa vuol dire «fare giornalismo» nell’epoca del giornalismo fai-da-te di Youtube e dei social network, quando il ruolo di cani da guardia per conto dell’opinione pubblica detenuto dai giornalisti è quasi scomparso? Il metodo giornalistico non è una cassetta di attrezzi neutrali con cui si partoriscono notizie dai nudi fatti applicando un protocollo, una tecnica di investigazione della realtà immune da obiettivi politici e di potere. Il giornalismo, invece, parte sempre da un punto di vista particolare sulla realtà, è immerso in una particolare visione del mondo, in un campo di forze, in una lotta tra poteri dove la verità, il più delle volte, è variabile dipendente di altre dinamiche. Oggi fare giornalismo significa prendere posizione, e la posizione particolare adottata dal Gruppo Espresso è quella della demolizione dell’immagine di Berlusconi a ogni costo, anche a costo di contraddire un trentennale posizionamento culturale e di far propri strumenti e pulsioni (a partire dalla «privatizzazione della politica» che gli avversari del berlusconismo imputano al Cav) da sempre additati a esempio della degradazione morale degli italiani. Almeno la finiremo con la favola bella dell’Italia degli ottimati che scruta dall’alto in basso l’Italia trash e berlusconizzata.
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17 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#17 marK60 (593) - lettore
il 22.06.09 alle ore 8:19 scrive:
che squallore si cerca di far passare la magistratura come casta quando in realta tutti sappiamo benissimo cosè la vera casta ......... che vergogna si fanno le leggi x la loro autodifesa e poi si incolpa altrui con l'appoggio di giornalisti in mala fede vergogna !!!!!!!! tutto sara risolto fra qualche settimana non sapremo + nulla delle loro malefatte e voi destroidi sarete molto contentiiii complimenti
#16 Annibale Bormida (253) - lettore
il 21.06.09 alle ore 16:31 scrive:
L'altro ieri ho visto Berlusconi pressato da una giornalista che insisteva sul fatto delle ragazze ecc. ecc. . Al di là che si è difeso egregiamente, ma ve lo immaginate un giornalista vero ( ad esempio Montanelli) sguazzare su faccende del genere? Eppure continuano a credersi giornalisti...
#15 Riccardo78 (18) - lettore
il 21.06.09 alle ore 16:08 scrive:
Mi sembra un po' tardi per lamentarsi, quando dagli anni '90 a oggi non si è fatto altro che alimentare la più becera ignoranza, quando l'intera classe politica italiana non ha fatto altro che cavalcare l'onda dell'instupidimento generale. Un popolo bue interessato solo all'Isola dei Famosi e al Grande Fratello sembrava più facile da governare. Ecco, ora la massa degli ignoranti vuole sapere cosa fanno i politici in camera da letto! Sono convinto che questa barbarie si rivolterà anche contro chi l'ha scatenata, abbassando inevitabilmente il livello della democrazia italiana a una oclocrazia basata sul gossip. Complimenti a tutti, destra e sinistra. Alla fine ce l'avete fatta a cancellare anche l'ultimo briciolo di dignità di questo paese.
#14 dasinistra (54) - lettore
il 21.06.09 alle ore 15:41 scrive:
Voi siete giornalisti? Allora spiegatemi Voi quella foto accanto a quelle notizie? Spigatemi voi a cosa vogliono alludere? Quella foto accanto a quelle notizie cosa vorrebbero dire? Voi che siete esperti di comunicazione? Quella foto del Premier con il bimbo in braccio vengono contestualizzate con le notizie a fianco e Voi? Quella prima pagina on line di Repubblica dovrebbe essere immortalata e fatta conoscere a tutti come l'esempio del giornalismo più violento che la Nostra Italia abbia mai conosciuto dal dopoguerra ad oggi! Vengono strumentalizzati i morti del terremoto e adesso anche i bambini! Dovete denunciarlo!
#13 Olga.Antonelli (137) - lettore
il 21.06.09 alle ore 15:05 scrive:
" Sembra che certi media italiani, che fino a ieri hanno contestato e criticato tutto degli USA, siano stati improvvisamente colti da un'ondata di puritanesimo che non esiste più nemmeno nei più aspri e lontani stati americani. Dicono si tratti del controllo del Governo da parte della stampa e della magistratura. Temo però che la strada intrapresa sia una operazione errata nei tempi e nei metodi. Questo, secondo me, non è controllo ma guerriglia serrata (con fini non tanto sconosciuti) che ha fatto già diverse vittime. Non ho mai avuto particolare simpatia per Craxi quando guidava il nostro Paese, la sua fine però ha sconvolto ed aperto gli occhi ad un sacco di gente. Tralascio la conta delle altre vittime che chiedono ancora... Non si fa così in un paese civile cari signori, oppositori e prescendere e puritani dell'ultima ora. Non avete il monopolio per insegnare alcunchè ad un popolo che non vi vuole e che non è nè peggiore nè migliore di altri. Una casalinga italiana.
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