Il salasso del 5 dicembre non potrà che peggiorare l’umore già tetro degli italiani, che hanno appena scoperto che il prossimo Natale, il primo con Mario Monti nelle vesti di un Santa Claus con la sacca dei regali bucata, sarà il più magro degli ultimi vent’anni. Per la prima volta in questo lasso di tempo le tredicesime degli italiani saranno più leggere dell’anno precedente, con un calo complessivo del 2,2 per cento, pari a 800 milioni di euro. La decurtazione più alta (del 3,1 per cento) riguarderà i dipendenti privati, mentre i pensionati (-1,9) e i lavoratori pubblici (-1,1) se la caveranno più a buon mercato. A dircelo è uno studio di Adusbef e Federconsumatori, che sottolinea anche come solo il 20,2 per cento delle tredicesime sarà impiegato - come sarebbe normale - per regali e consumi alimentari, mentre il grosso della cifra andrà a riempire i buchi apertisi nell’annus horribilis dell’economia italiana: e quindi servirà a pagare bollette, tasse, mutui e a saldare i debiti contratti. Naturalmente questo inciderà pesantemente anche sui consumi natalizi, destinati secondo i consumatori a calare del 6,9 per cento rispetto alle scorse feste.
Brutte notizie arrivano anche da Confartigianato, che ha fatto due conti sulle bollette energetiche pagate dagli italiani. In un anno una famiglia paga ormai un conto medio di 2.458 euro, con un aumento spaventoso del 26,5 per cento, per buona parte provocato dall’impennata dei prezzi del petrolio (il barile costa il 143 per cento in più rispetto al marzo 2009). Ciò che ha pesanti ripercussioni sul costo dei carburanti (+17,4 negli ultimi mesi, +15,3 per la benzina senza piombo, addirittura +22,1 per il gasolio) e del gas (+12,2 nel nostro Paese contro il +10,1 dell’area euro). A risentirne anche i trasporti, più cari nel 2011 del 7,7% rispetto al 2010 (nell’area euro l’aumento è stato più contenuto: +4,5).
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