Ritorna Mastella: "Alle Europee con il Pdl"

Dura un anno l’esilio parlamentare: "Ero angosciato, ora sono più motivato che mai". E all’Idv il leader Udeur replica: "Sono ipocriti e farabutti a dire che ho fatto cadere il governo Prodi, controllino i numeri"

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Roma Un anno in purgatorio. L’unica adrenalina erano i collegamenti dallo stadio San Paolo con Simona Ventura per Quelli che il calcio. Una carriera da telecronista del pallone dopo una vita in parlamento. Ora Clemente Mastella torna in politica. E non con gli alleati di prima, «visto come mi hanno trattato». Non con una parte di quel governo con cui era entrato in collisione fino al naufragio definitivo di Prodi e della sua squadra. Ma con il Pdl, per le elezioni europee.
L’Udeur da solo con la nuova legge elettorale non poteva correre. Cercare il passato non era possibile per definizione, dopo le disavventure giudiziarie della moglie e sue (le sue conclusesi a Catanzaro con un’archiviazione «tardiva»), le dimissioni, il divorzio politico dall’Unione. E così: «Faremo un’alleanza con il Pdl alle Europee - spiega l’ex Guardasigilli -. Quando si andrà a votare per le amministrative in Campania, faremo una verifica e visto come mi hanno trattato, non credo che ci saranno altre alleanze a sinistra». Ora che è uscito dal silenzio, può anche menare schiaffi senza rischiare più l’esilio. Mastella è tornato. Ed è tornato Mastella: «Con la coscienza dell’uomo libero, e con la serenità di chi riprende a vedere un po’ di luce».
Una notizia del genere non poteva non suscitare qualche coro da stadio: «Berlusconi ha finalmente pagato il debito a chi lo ha aiutato a far cadere il governo Prodi», è stato il commento del capogruppo dell’Italia dei Valori al senato, Felice Belisario. «Mastella e Berlusconi sono fedeli alla loro fama», ha ironizzato Franco Monaco del Pd. Mastella non ci ha visto più: «Sono farabutti e ipocriti quelli che dicono così». Ma tanto è tornato, e la conferma dell’alleanza è arrivata da un comunicato ufficiale congiunto Pdl-Udeur.
«Ero angosciato - ammette il candidato europarlamentare per il Pdl - ora sono più motivato che mai», dopo una scelta «ponderata, non abbiamo fatto alcun volo pindarico». Riparte da dove era arrivato: «Mi batterò per le cose per le quali mi ero sempre battuto, sulle intercettazioni continuo a pensare che ripartire dal mio ddl sarebbe la cosa migliore per tutti».
Rinasce per la seconda volta come politico «con umiltà e determinazione - promette - dopo un periodo di delusioni e amarezze di ogni tipo».
La teoria del Giuda della scorsa legislatura ancora lo fa saltare sulla sedia: «Vadano a controllare i numeri del Senato e voglio proprio vedere se diranno ancora che sono stato io a far cadere il governo Prodi!». E comunque la sua storia lui l’ha meditata durante i lunghi mesi dell’espiazione, elaborata e messa su carta. Mastella durante il confino si è scoperto scrittore: a giugno uscirà un suo libro in cui racconta di un «complotto» ordito a suo danno per farlo dimettere. E lì, promette, «ce ne sarà per tutti». Adesso a «Veltroni o ad altri» non ha «nulla da dire». Parleranno i fatti, la «motivazione». E le parole scritte.
Ringrazia, invece, «il gruppo dirigente del Pdl: potevano avere molti motivi per dire no all’intesa». «Chi mi ripagherà?», aveva domandato quando la procura di Catanzaro aveva chiesto l’archiviazione della sua posizione nell’inchiesta Why Not. Ma ora l’occasione è arrivata, e lui non se l’è lasciata scappare.
Un appunto gli si può muovere: perché venerdì sera, a domanda precisa, negava l’alleanza? «Non c’è alcun accordo con il Pdl», aveva risposto. Ma sbilanciarsi a vuoto, per un ritorno del genere, non era possibile. Ieri la nota ufficiale è arrivata: «La collocazione all’interno del partito popolare europeo comporta la candidatura del segretario nazionale dell’Udeur, Clemente Mastella, alle prossime elezioni europee, nelle liste del Pdl». L’accordo è stato definito dai segretari regionali campani di Fi-Pdl Nicola Cosentino, di An-Pdl, Mario Landolfi e dell’Udeur, Antonio Fantini. Un’intesa definita «strategica», che partirà «dalle prossime elezioni comunali e provinciali».
«Mastella ha preso atto della forza del bipolarismo», commenta Landolfi. «Benvenuto», gli dice il ministro per l’Attuazione del Programma Gianfranco Rotondi. Una scelta «corretta», la definisce Gianni Alemanno. Maurizio Gasparri chiede però un’uscita «immediata» del partito dalle «numerose giunte locali e regionali di cui fa parte». La nota già offre una prima risposta: «L’Udeur si impegna ad avviare rapidamente una verifica politica in quegli enti locali in cui è ancora in piedi l’alleanza con il centrosinistra».
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COMMENTI

122 commenti su 1  2  3  4  5  6  7  8  9   10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#77 rataplan45 (521) - lettore
il 15.02.09 alle ore 15:46 scrive:
arnj, ahahahahah, il ragionamento tuo non fa proprio'na grinza !
#76 rataplan45 (521) - lettore
il 15.02.09 alle ore 15:33 scrive:
amen. l'oracolessa ha parlato. In attesa di un mai troppo auspicato ingresso in politica della Meyer, la cui saggezza è sinora solo a disposizione di questo forum, ma sarebbe degna di miglior causa, la divina ci ha informati che per almeno 15 o ventanni non desidera sinistri al governo. Ella , graziosamente, tollera che questi 4 saltimbanchi da 4 soldi facciano ridere il mondo una volta di più, e ci portino alla povertà generalizzata. Elle benevolmente concede ai saltimbanchi di imbarcare quel miserabile uomo da niente al suo tyerzo cambio di casacca, purchè serva a scongiurare il pericolo bolscevico. destri, trattenete le lacrime, Ella dice che non è ancora tempo.
#75 giovanni_70zz (2410) - lettore
il 15.02.09 alle ore 15:13 scrive:
per #26 Sylvia Mayer: è il solito discorso, lo stesso usato dal centro sinistra per vincere le elezioni nel 2006. Ci prendiamo Mastella pur di vincere. Questa volta, almeno questa, spero che Mastella rimanga nel PDL a lungo, molto a lungo. Saranno i cittadini a giudicare le scelte politiche dei partiti. C'è sempre la remota possibilità che prima o poi i cittadini oltre a turarsi il naso...aprano gli occhi.
#74 spalella (4070) - lettore
il 15.02.09 alle ore 15:08 scrive:
Vivo nel centroitalia e, quando è possibile sulle schede, voto LEGA. Mi sembra l'unica formazione politica, che a fronte di una certa grezzezza, abbia però le idee chiare e soprattutto coerenza e forza di apllicazione senza compromessi svilenti. Nel centrodx sento puzza, e ne sento sempre di più, per questo spero che la lega si diffonda in ambito nazionale. Ne abbiamo bisogno noi, ma serve anche agli obiettivi che persegue in quanto una maggior forza è necessaria per ''fare''....
#73 gianni.6819 (239) - lettore
il 15.02.09 alle ore 14:41 scrive:
Vedrete che con il Silvio anche Mastella si renderà utile e probo. L'importante è tenere all'angolo quegli incapaci dei comunisti. Che poi non riesco neanche a capire perché lo criticate: l'avevate fatto ministro della giustizia, un dicastero importantissimo in qualsiasi governo. Delle due l'una: o ammettete che quando siete al governo scegliete degli incapaci e quindi è meglio che non governiate, o Mastella è un ottimo politico. Vabbé c'è una terza ipotesi: sieti i soliti bugiardi che giudicate le persone e i fatti in base ai vostri porci comodi in nome di un'ideologia in cui non credete nemmeno voi.
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Alessandro Sallusti
Gli Stati Uniti lo salutano come il "salvatore d'Europa", lui elogia Berlusconi "statista" ma poi sale in cattedra  continua..
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