Rom: impronte digitali anche per i bambini

Addio alle baracche dei campi nomadi: il decreto costringe a dichiarare la propria residenza. La mancata iscrizione all'anagrafe sarà considerata motivo di espulsione. Il ministro frena sulle badanti: niente sanatorie

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da Roma

Il controllo dell’immigrazione irregolare e dell’immigrazione che delinque parte dai censimenti: anagrafi, banche dati, Dna e impronte digitali. Soltanto con i numeri l’Italia può garantire a «chi ha il diritto di rimanere di poter vivere in condizioni decenti». È con l’identificazione che si può riconoscere chi dice la verità e chi mente, chi è qui per rubare e chi per lavorare o sfuggire a situazioni difficili nel proprio Paese. E nel censimento entreranno tutti, anche i bambini, a cui verranno prese le impronte nei campi nomadi come ai genitori per «evitare fenomeni come l’accattonaggio».
Il ministro dell’Interno Roberto Maroni è andato più in là, nell’audizione davanti alla commissione Affari Costituzionali della Camera, del contenuto tecnico dei decreti e del disegno di legge varati sulla sicurezza. Perché c’è tempo di presentare emendamenti, di correggere e ampliare il tracciato deciso dal primo Consiglio dei ministri di Napoli. E il governo lo farà. Le nuove misure a parere di Maroni sono indispensabili per «allontanare chi non ha diritto a stare in Italia».
Il reato d’immigrazione clandestina (fino a quattro anni di reclusione per chi «entra illegalmente nel territorio dello Stato») è approdato al Senato dove ieri è partita la discussione. Ma c’è e ci sarà molto altro nelle nuove norme che il Parlamento si prepara a votare.
Censimento, e quindi controllo, significa che chiunque voglia rimanere in Italia dopo tre mesi di soggiorno, anche un cittadino dell’Unione Europea, deve dimostrare di avere un reddito per sostentarsi e deve dichiarare al Comune il luogo in cui risiede. Un luogo vero, una casa. «Oggi è consentito abitare anche in una grotta», ha spiegato Maroni ai deputati. D’ora in poi, invece, come prevede uno specifico decreto legislativo, l’abitazione dichiarata dovrà essere in linea con gli standard «igienico sanitari». Questo «porrà fine ai campi nomadi abusivi. Non è possibile accettare in un Paese civile - ha detto ancora il ministro - che i bambini debbano convivere con i topi».
La «mancata iscrizione all’anagrafe» del Comune è «motivo di espulsione». Chi si sottrae al censimento, chi non ha luogo e soldi per vivere, è allontanato. Sarà il sindaco a controllare, il rappresentante delle istituzioni a cui Maroni vorrebbe assegnare sempre più poteri nel tempo, come la possibilità di «rilasciare i passaporti e i permessi di soggiorno».
Nel disegno di legge in discussione da ieri al Senato è poi previsto il ritiro della patria potestà per il genitore che costringe un bambino a fare l’accattone per la strada. Ma Maroni ieri ha aggiunto che proprio per tutelare i minori verranno prese «le impronte digitali anche a loro, in deroga alle attuali norme» nei campi nomadi. Campi nomadi, non rom, ha precisato, perché vi abitano «anche italiani, ci sono criminali e persone perbene, ci sono bambini».
Il censimento parte dagli insediamenti prima che dalle persone: solo a Roma, «all’interno del Grande Raccordo anulare ci sono una cinquantina» di campi abusivi. «Non sarà una schedatura etnica», ma «garanzia» per chi ha diritto e intransigenza con chi non ne ha.
La banca dati del Dna per gli immigrati che chiedono i ricongiungimenti familiari è già in un decreto che presto verrà approvato dal Parlamento, come quello che prevede nuove norme per chi chiede asilo: l’immigrato deve attendere la sentenza del Tar in un centro identificato, non può sparire senza dare notizie di sé.
La novità delle impronte digitali ai piccoli ha mandato su tutte le furie Rosi Bindi del Pd: «Il governo vuole cambiare i connotati della democrazia. Si tratterebbe davvero di una schedatura etnica». Eppure in più passaggi il ministro leghista ha confermato ieri di voler proseguire alcuni lavori avviati dallo scorso governo: i Patti per la sicurezza con le città, per esempio, ma anche la creazione di una «agenzia» per la gestione dei beni confiscati ai mafiosi.
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COMMENTI

15 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#15 Ososita (834) - lettore
il 27.06.08 alle ore 18:54 scrive:
Vilpoiana ma li leggi i commenti altrui? Sveglia!! Guarda che le impronte in italia le prendono eccome! Anche ai bambini!! Mai sentito della "carta d'identità elettronica"? E cmq, le discriminazioni etniche prescindono dall'età del soggetto. E' ridicolo pensare che ti stia bene che le imprinte vengano prese ai grandi e non ai piccoli. Cosa credi che i bambini che pocciano il ditino nell'inchiostro rischino un trauma maggiore di quello che vivono ogni giorno coi genitori zingari?! DIN DON!!! Ah e sai vero che le impronte dei nostri uomini venivano regolarmente prese alla visita di leva? Ah e il passaporto elettronico, dove lo lasciamo?? Eh sì, poveri bambini: meglio che stiano tra i topi e il degrado! Forse sei troppo komunista per capire che questo provvedimento è volto a salvare quei poveretti...
#14 vilpoiana (353) - lettore
il 26.06.08 alle ore 15:01 scrive:
per Angela Guareschi: lei vorrebbe che venissero a prendere le impronte digitali di suo figlio???? il tema dell'articolo è molto semplice: prendere le impronte digitali a cittadini e ai loro figli se vivono nei campi nomadi. Tra noi due la prevenuta mi sembra lei: perchè insinua che oltre all'evidente situazione di degrado ambientale (topi e sporcizia) ci possano essere pedofili nei campi nomadi? forse intende dire che vivere in una baracca ti porta a sviluppare questo tipo di devianza o peggio? Le faccio una domanda semplice: se la norma è giusta, perchè deve valere solo per quelli dei campi nomadi e non per tutti i cittadini? la prego, mi risponda onestamente, senza usare slogan o battute (quelle di Muttley le ritengo solo innocenti boutade e non do loro peso più di tanto). Grazie
#13 burp (17) - lettore
il 26.06.08 alle ore 14:50 scrive:
Cosa c'è di così scandaloso! Le mie impronte, lo Stato, me le ha prese trentanni fà, per la visita di leva. Non mi sono preoccupato e nemmeno mi preoccupo in quanto non avevo e non ho intenzioni di andare contro la legge.
#12 angela guareschi (868) - lettore
il 26.06.08 alle ore 14:48 scrive:
Per vilpoiana, sei molto ma molto prevenuto se pensi che nei campi nomadi vivano SOLO persone di etnia rom. Se tu fossi un pò meno komunista e un pò piu realista,vedresti,come vediamo tutti noi,che nei campi rom ci si nasconde di tutto anche clandestini e non,che delinquono abitualmente nel nostro paese . I cittadini di etnia Rom,non zingari ladri e violenti,dovrebbero essere i primi ad accettare queste disposizioni per noi essere confusi,in futuro coi mascalzoni. Però come al solito,blaterate,tanto buonismo,intanto non ve ne frega niente se bimbi che vanno SEMPRE protetti, vivono in mezzo a topi,letame e magari qualche pedofilo.
#11 muttley (1075) - lettore
il 26.06.08 alle ore 14:27 scrive:
x Vilpoiana: siamo contenti che il tuo intervento non sia stato censurato, in quanto suscita ilarità generale. Ma è anche un monito: più voi sinistri vi esprimete più la gente capisce quanto danno fareste alla società.
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