martedì 09 febbraio 2010
 
 INTERNI
domenica 29 giugno 2008, 16:49

Roma per i rom spende 26 milioni all’anno

Nella Capitale 27 insediamenti autorizzati: 5mila i rom ospitati, ognuno è costato più di 400 euro alla collettività. Niente luce e acqua, ma si fa "cultura"

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da Roma

Un fiume di soldi, un mare di desolazione. Un’emergenza che nasconde un business ammantato di solidarietà disinteressata solo in apparenza. Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, torna sull’emergenza-nomadi, e lo fa nella maniera più diretta. Cioè incontrandoli, in Campidoglio, per spiegare perché è indifferibile un cambio di strategia nelle politiche capitoline, e anche nazionali, sui rom.
Il faccia a faccia voluto dall’Opera Nomadi diventa l’occasione per la denuncia di uno spreco di risorse finanziarie a fronte di un quadro desolante, tra campi degradati, illegalità diffusa, evasione scolastica e condizioni di vita lontane dall’essere dignitose. Le cifre sono quelle relative al 2006 e raccolte dal presidente della Commissione capitolina alla sicurezza urbana, Fabrizio Santori, in un opuscolo che Alemanno ha voluto dare ai portavoce delle comunità rom della capitale. Il costo complessivo dei 27 campi autorizzati, e dei 5.227 nomadi che vi abitano, due anni fa è stato pari a 26 milioni di euro: 19 dei quali a carico del Campidoglio, sette allo Stato. In pratica sono stati investiti più di 400 euro al mese per ogni rom che vive nella capitale, ma non sono certo i nomadi a metterseli in tasca. E tantomeno l’emergenza è superata.
Il sindaco di Roma ha un’idea del perché: «Mi chiedo - ringhia Alemanno - dove siano i risultati di questi investimenti. Il problema non è quanto costano i nomadi a Roma, ma quanto costano quelli che parlano di nomadi a Roma». L’accusa si fa più esplicita con Santori: «Se questa città ospita tanti nomadi è perché dietro un’apparente solidarietà si nasconde un’enorme speculazione economica». Un gruppo d’interesse che non vuole superare la logica dei campi e dell’emergenza endemica. Perché è grazie a quella che fa affari.
Così, nei dati del dossier, si scopre che servizi essenziali (e diretti) come allacciamenti idrici per gli insediamenti e assistenza sanitaria costano, sommati, 698mila euro l’anno. Molto meno della metà dei finanziamenti erogati a chi organizza «centri estivi» e iniziative culturali (1,7 milioni di euro). Mentre nessuno, sospira Santori, ha mai pensato di investire su soluzioni meno precarie delle baraccopoli, per esempio finanziando l’edilizia economica e popolare.
Per Alemanno il segno di discontinuità rispetto al passato deve cominciare da una connotazione dell’emergenza che sia slegata da un «approccio etnico», perché, spiega il sindaco, «è un’impostazione falsa e deviante oltre che inaccettabile dal punto di vista morale». La questione riguarda «non solo i nomadi, ma anche gli immigrati comunitari ed extracomunitari e gli italiani», un popolo di senza fissa dimora che finisce nei campi «perché non sa dove andare». Per voltare pagina «servono dialogo e collaborazione», spiega Alemanno, invitando appunto i nomadi a non lasciarsi strumentalizzare politicamente da quella parte della sinistra che vuole «mettere in cattiva luce l’amministrazione romana per costringere a un conflitto che non esiste». Un passo decisivo è il censimento di chi abita nei campi, «come ha detto anche il prefetto», osserva Alemanno. E il tema offre l’occasione per sfiorare la questione del rilevamento delle impronte digitali proposta da Maroni. «Mi ha garantito che le scelte del governo saranno in linea con l’Ue», conclude Alemanno: «Non ci vogliono le schedature, ma l’identificazione». E un consenso inatteso alle strategie per l’emergenza nomadi del sindaco arriva dal deputato radicale Maurizio Turco: «Un programma che si basa sulla difesa della legalità nel rispetto dei diritti umani è quello che chiediamo anche al governo di questo Paese».
30 commenti su  1  2  3  4  5  6   pagine dal più vecchio | dal più recente
#30 antares4646 (219) - lettore
il 30.06.08 alle ore 2:19 scrive:
Questi 400 euro farebbero un gran comodo a molte famiglie italiane per far fronte, almeno in parte, all'aumento allarmante del costo della vita che si preannuncia sempre più pesante.Invece dobbiamo privarcene per mantenere un popolo di sfaccendati arrivati chissà da dove, che, ovunque si accampano ,portano sporcizia e degrado ,squallore e desolazione.Forse li paghiamo per premiare i loro bambini (di cui rai 3 esalta la bellezza" selvaggia e libera") per la loro destrezza nel saccheggiare i nostri appartamenti e scaraventare in terra i nostri vecchietti indifesi per rubarne i soldi della spesa. Ormai siamo arrivati al punto in cui, se non ci pensano i nostri governanti a rispedire questa gentaglia con attitudini criminali al paese di origine,ci penseranno i cittadini ,arrivati al culmine della sopportazione, con metodi più convincenti.
#29 Marcello58 (411) - lettore
il 29.06.08 alle ore 23:25 scrive:
Bella roba, mi auguro che tra le spese da rivedere con criticità ci sia anche questa. Se qualcuno verrà a becerare che se con il taglio dell ICI ai comuni sarà necessario togliere l'assistenza agli anziani vorrei che invece venisse tolta l'assistenza indiscriminata e gratuita a chi ci sta creando problemi. E' necessario dare una giusta priorità alle spese, e questa dovrà essere la più importante delle regole da seguire vista l'esiguità e la scarsezza dei fondi disponibili.
#28 Wolf (5202) - lettore
il 29.06.08 alle ore 20:42 scrive:
@SilvioBartez, non sarà perché l'ex sindaco veltroni era comunista? Non sarà che è chiaro il danno fatto dai 2 gianni e pinotto della sinistra italiana. Posso anche io non vedere tanta logica nei commenti, ma questo è uno spazio libero dove ognuno fornisce un personale contributo, senza tante lezioncine..Rergards
#27 SilvioBartez (51) - lettore
il 29.06.08 alle ore 18:51 scrive:
Io non riesco a capire il tenore di alcuni commenti: l'articolo dice chiaramente che i soldi non se li sono certo messi in tasca i rom, la denuncia è stata fatta dall'opera nomadi, poi leggo commenti di persone pronte a sostenere una dittatura contro i comunisti. Non capisco il salto logico.
#26 leo_polemico (109) - lettore
il 29.06.08 alle ore 18:44 scrive:
Solo un commento semplice semplice: come si possono definire "nomadi" coloro che ormai vivono da anni e anni nello stesso posto? E la cosa più grave a NOSTRE spese?E questo alla faccia di chi ha sempre pagato e di pensionato o invalidi cui la pensione non garantisce una vita dignitosa Come si può passare da "cittadini italiani" in una di queste categorie cui tutto è dovuto?
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