Rutelli ha le visioni: "Saremo la prima forza politica"

Debutta Alleanza per l'Italia. Pd favorevole ad alleanze ampie. Franceschini: "Serve un altro Comitato di liberazione nazionale"

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Roma Di strada da fare ce n’è ancora davvero tanta, prima di diventare «la prima forza politica italiana», come preconizza ottimista Francesco Rutelli. Anche se approdassero alle sue sponde Fini o Montezemolo, per ora inafferrabili oggetti del desiderio centrista.
Ma l’ambizioso obiettivo dell’Api, il nuovo partito fondato dall’ex leader della Margherita assieme ad altri centristi ex Pd ed ex Udc, è dichiarato: sgretolare il «bipolarismo ammalato», abbattere «il leaderismo» degli attuali partiti, chiudere la «guerra dei quindici anni» tra Berlusconi e la sinistra che «inchioda» l’Italia. E ovviamente «incontrarsi» con l’Udc di Pier Ferdinando Casini per dare vita «ad un nuovo polo» capace di attirare «i delusi di destra e di sinistra».
Da Parma, dove la creatura rutelliana ha chiuso ieri la sua assemblea fondativa, sono arrivate bordate pesanti sia al Pd che al Pdl. Rutelli, che del partito guidato oggi da Pier Luigi Bersani è stato co-fondatore e che ne è uscito perché «il passato non passa», e il Pd è tornato «dentro il vecchio alveo Pds», parla di «mancanza di una alternativa credibile» da parte dell’attuale opposizione. E accusa: «È la sinistra ad assicurare miracolosamente la tenuta della destra». Un’opposizione «incapace di proporre una sua agenda» e tenuto insieme da una sola parola d’ordine: «Andare contro Berlusconi». Senza rendersi conto che le oceaniche manifestazioni tipo No-B day sono un segnale di debolezza politica: «Una piazza che si affidi alle parole di un pentito di mafia pluriassassino dimostra mancanza di forza e di direzione politica». L’ex sindaco di Roma invita ad «uscire definitivamente dall’idea di sostituire Berlusconi attraverso una condanna o un bombardamento giudiziario»: per sconfiggere il centrodestra occorrono «democrazia e consenso».
Del povero Bersani, Rutelli dice di capire le «difficoltà»: «Dire che non si va in piazza con Di Pietro e accorgersi che ci va mezzo partito, desiderare un’alternativa credibile e dover riproporre un’agenda di temi tanto sconfinata e generica da rendere impossibile agli italiani ricordarne uno». Quanto alla destra «divisa su tutto», la sua agenda è «dominata dalla Lega, cui Berlusconi non può mai dire di no».
Intanto, da Roma, Casini sfodera l’arma anti-elezioni anticipate: uno «schieramento repubblicano in difesa della democrazia», che veda insieme lui medesimo, Bersani, Di Pietro. L’uscita del leader Udc non convince molto Rutelli: «Mi pare molto futuribile per parlarne ora». Ma scatena l’entusiasmo del Pd. Dario Franceschini già annuncia la nascita di «una specie di Comitato di liberazione nazionale per difendere la democrazia». Bersani apprezza le parole «importanti e molto serie» di Casini ma smorza sul neo-Cnl: serve una «alternativa democratica», ma non siamo proprio come nel ’43. Quanto a Di Pietro, ci sta. A patto però di decidere lui chi entra e chi no nel fronte di liberazione: «Faremo alleanze con chi ci porta un certificato penale pulito: Tabacci sì, Cuffaro mai».
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COMMENTI

15 commenti su  1  2  3   pagine dal più vecchio | dal più recente
#15 gabriellatrasmondi (368) - lettore
il 06.11.11 alle ore 16:52 scrive:
cicciobello quando eri sindaco a Roma hai fatto solo casini......... Dopo tanti trasformismi sei giunto in porto. Buon Casini.
#14 fornacchia (271) - lettore
il 13.12.09 alle ore 17:50 scrive:
Lasciate stare Rutelli: è così bello sognare!
#13 CATALDO ZAFFORA (137) - lettore
il 13.12.09 alle ore 17:05 scrive:
Con "API SI VOLA" recitava uno slogan dei miei anni giovanili. Peccato che la società che l'aveva lanciato è fallita. Ci pensi Rutelli prima di volare alto con la fantasia. Su una cosa ha ragione: la sinistra ha sbagliato tutto il suo antiberlusconismo. Ed ha costretto l'Italia ad una lotta inutile e defatigante. Non credo si ravvedranno in tempo! Meglio per Berlusconi e per noi tutti!
#12 muff@ (2347) - lettore
il 13.12.09 alle ore 17:04 scrive:
Gra i sogni di Bersanov e le visioni di Rutelli ci resta l'incubo dell'incontro no-bidé fra Di Pietro e la Bindi.
#11 yure22 (1275) - lettore
il 13.12.09 alle ore 16:10 scrive:
Povero rutelli ! possibile che non riesca a trovare un modo per emergere? Era segretario radicale ma un panella prenditutto non gli lasciava spazio. Fu il vice margherito e finalmente, prodi in europa, divenne il number one. Si, ok, per poco considerndo il ritorno sulla scena italiana del gran capo. I capelli diventano argentei e deve ritornare a fare il portaborse,non é vita! Si fonda la margherita colla quercia,si manda a casa prodi a fare il nonno (speriamo che si trovi meglio a cmbiare i pannolini che a governare il paese) E a chi danno l segreteria del partito? A veltroni. Cade per manifesta incapacità veltroni e ti vano a trovare un franceschini che ci vuole tutta sappia giurare sulla costituzione fuori tempo e luogo. Ma giunge il giorno che ti pianta un casino! esce dal PD e cerca di allearsi con casini.Roiba di singolre e plurale? Forse. Tanto lui stanco di mangiare pane e cicoria forse ordinerà della cicuta appena capirà che conta meno di casini.
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