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domenica 11 maggio 2008, 16:00

Santoro cerca il martirio: in tv non c’è libertà

Il conduttore spera in un "incidente" per poter poi denunciare un tentativo di epurazione nei suoi confronti. Il tormentone: in Italia emergenza democratica. Pur di creare il caso ad Annozero ha riunito gli ultras anti Cavaliere: Di Pietro, Fuksas, Sartori, Vauro

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da Milano

Brillanti idee per martirio televisivo cercasi, richiesta ottima preparazione su conflitto di interessi, democrazia malata, leggi ad personam, gradita esperienza lavorativa presso Procure, chiedere di Michele, orario pasti. Lui intanto, Michele Santoro, già le sta provando tutte per rivestire i panni dell’Epurato. Ci si trovava tanto bene, invece da due anni è costretto a condurre ogni settimana un programma tutto suo in Rai dove, come è noto, lui non ha libertà di parola. E per giunta adesso che al governo c’è di nuovo la sua ossessione, nemmeno l'ombra di un editto bulgaro.
Si era già informato: quando è la prossima visita di Berlusconi a Sofia? Fosse mai che gli scappa una frase e scoppia l’incidente. Invece niente, nessuno pensa di rimuovere Santoro dalla Rai. A parte lui stesso. Ieri era a Pescara per ritirare un premio che è tutto un programma: il premio giornalistico Enzo Biagi. Ci mancava solo una coppa Daniele Luttazzi e una medaglia Sabina Guzzanti e il cerchio era chiuso. Lì Santoro non poteva lasciarsi scappare l’occasione per ricandidarsi al martirio. E infatti ha subito indossato il cilicio e si è messo a predicare come San Ignazio di Antiochia: «Fare una buona trasmissione è sempre più difficile perché è il contesto che vede erodersi i margini di libertà». Capito? Lui il nuovo governo Berlusconi lo chiama così: contesto. E insomma con questo contesto è impossibile che un giornalista libero possa lavorare. In poche parole: dovete cacciarmi, sennò che regime siete. Travaglio gli ha dato man forte ieri sera su Raitre dall’amico Fabio Fazio: «Vogliono spegnere Annozero». D’altra parte sembra una cosa inevitabile, a sentire San Michele da Salerno. «Abbiamo al centro della scena un gigantesco conflitto di interessi e fino a quando non sarà sanato difficilmente potremo avere uno sviluppo adeguato della nostra democrazia». Messaggio chiaro, chi vuol capire capisca. Perché se lo lasciano lavorare in Rai, che fa? Continua a dire che non c’è democrazia? A quel punto non se lo filerebbe più nemmeno Sandro Ruotolo.
Ma è da aprile, intorno al 13, che Santoro studia da martire. L’ultima volta ne ha pensata una bella. Ha radunato nel suo studio di Annozero cinque ultras da curva sud: Marco Travaglio, Antonio Di Pietro, Massimiliano Fuksas, Giovanni Sartori e Vauro. Un amabile conclave da cui sono partiti due o tre missili, tipo che gli elettori del Pdl sono una massa di ignoranti, che Bossi e Fini sono due mentecatti e che Berlusconi farebbe citazioni sbagliate perché non ha cultura. Insomma roba raffinata, profonde analisi politiche. Eppure niente editto bulgaro, niente martirio. Riprova Michele, sarai più fortunato. E lui ci ha riprovato. Ha messo in campo Beppe Grillo, una sfilza di «vaffa» senza contraddittorio per dire che adesso l’Italia andrà a rotoli. Questa è la volta buona, ha pensato. E invece niente, solo un richiamo dell’Authority per le comunicazioni e una lavata di testa dal presidente della Rai. Ma cosa volete che siano queste bazzecole? E pensare che da epurato lo aveva invitato anche Celentano, come una vera star, non un giornalista come gli altri. Poi la carriera di martire può anche portarti lontano, a Strasburgo, all’Europarlamento. Ma lì si era stufato presto, gli mancava il video, come Celentano: «Io voglio il mio microfono, quello che hai tu, voglio decidere che cosa sono le cose da raccontare». Ecco, ora vorrebbe tanto raccontare la storia di quel martire che a Viale Mazzini...
93 commenti su  1  2  3  4  5  6  7  8  9  10   pagine dal più vecchio | dal più recente
#93 Andrea 68 (562) - lettore
il 12.05.08 alle ore 0:53 scrive:
Pregherei il sig. Bracalini di non usare toni irrispettosi con il grande giornalista Enzo Biagi che non c'è più e non può usare il contradditorio che tutti ora richiedono ma che non mi pare sia stato mai tanto invocato in precedenza quando si puntava il dito da parte del centrodestra contro avversari politici e magistrati. Grazie dell'attenzione.
#92 robertoms (62) - lettore
il 11.05.08 alle ore 23:53 scrive:
Di martiri falsi ( o di eroi) è pieno l'universo di sinistra. Lasciamoli quindi lavorare che, così facendo, procurano tanti voti al centrodestra.Tuttavia, qualche cosa si può fare: i telespettatori usino il telecomando per cambiar canale ed i clienti rai collochino la loro pubblicità in ore diverse e su altri programmi. Se dovesse calare l'audience le valige le faranno da soli. E poi..... smettiamola di dare risalto a costoro.Non esiste motivo alcuno per consumare tanto inchiostro!Saluti
#91 alfreddi74 (218) - lettore
il 11.05.08 alle ore 22:54 scrive:
A Cuba sarebbero già in galera da sempre.Qua,in un paese democratico che loro tanto criticano, si possono permettere di dire,pagati dal denaro nostro,tutte le *******erie che vengono loro in mente.Ma tanto si sa che cercano il martirio anche perchè sanno che resteranno impuniti.Basta ignorarli come si fa con un povero ubriaco e far un clic con il telecomando.Così a caso.Qualsiasi programma sarà senz'altro più decente dei loro.
#90 pollo (26) - lettore
il 11.05.08 alle ore 21:52 scrive:
occorre accuratamente evitare (anche a costo di affrontare i tempi e le incertezze della giustizia italiana)che simili personaggi possano ancora ergersi a martiri e perseguitati. in questo senso resistenza, resistenza, resistenza.
#89 rosariopr (22) - lettore
il 11.05.08 alle ore 20:30 scrive:
Quando lo cacciano è sempre troppo tardi... io al posto di Schifani chiederei un maxi risarcimento danni per diffamazione.
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