Scuole come ospedali: non più somari ma malati

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Da ieri è legge. Anche un caprone in matematica quale era ai suoi più che remoti tempi scolastici chi scrive - «Bestia!», mi apostrofava il professore di liceo - ha una possibilità in più. Farsi dare per malato dal Sistema sanitario nazionale in quanto affetto da una delle patologie finite sotto l'ampio ombrello della sigla Dsa, che sta per Disturbi specifici di apprendimento. Tutto, in altre parole, potrà essere fatto passare per una forma di dislessia. Malattia quella sì davvero grave, ma che non dovrebbe diventare, almeno alla timida logica del buon senso, il cavallo di Troia per trasformare di fatto le nostre scuole in ospedali. O quel che è peggio i nostri ragazzi in precoci frequentatori dei lettini degli psicologi. Senza dimenticare che una diagnosi di Dsa, magari sbagliata, ricevuta in età scolare, accompagnerà il soggetto lungo tutta la vita, anche nei futuri colloqui di lavoro.
E invece è proprio nella direzione di una grande clinica regolata dal suono della campanella che la neo-legge sembra portare. Con esiti in parte esilaranti. Nel caso infatti che il giovane “malato” manifesti palese intolleranza a numeri, percentuali e radici quadrate, si parlerà di “discalculia”. Qualora accusi invece manifestazioni allergiche nei confronti della scrittura, il medico gli diagnosticherà una “disgrafia”. Che nei casi più gravi può peggiorare in “disortografia”. Disturbo che qualche cervellone con evidenti incompatibilità - lui sì - all'uso di una decente lingua italiana, ha già attribuito nel suo vergare ostrogoto a «difficoltà nei processi linguistici di transcodifica». Un tempo bastava molto meno per essere bocciati.
La legge, della quale forse non proprio tutti sentivano la mancanza, è stata invece approvata all'unanimità dalla Commissione Cultura del Senato. Che ha dato così il via definitivo al pacchetto di norme sui «Disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico». Pacchetto che aveva come prima firmataria la senatrice Vittoria Franco del Pd. Evidentemente, proprio come le vie del Signore sono infinite - ma Lui ci mette un po' più di scrupolo - lo sono anche quelle dell'unanimismo bipartisan. Col risultato che il "Sì" è stato bulgaro. Tutti allineati. Guido Possa e Franco Asciutti, entrambi del Pdl e rispettivamente presidente e capogruppo in Commissione, non hanno per esempio lesinato sull'aggettivazione generosa definendo «storica» una legge che introduce tra le patologie dell'apprendimento anche oggettivi orrori linguistici (su quelli di merito si cimenteranno gli scienziati) come appunto le succitate discalculia e disortografia. Tant'è.
La platea dei legislatori entusiasti ci informa inoltre che «con la nuova legge gli insegnanti dovranno essere consapevoli che per valutare in modo giusto e corretto gli alunni con disturbi di apprendimento servono criteri differenti». Quali? «Per esempio compiti più brevi, visto che fanno molta più fatica, privilegiare le interrogazioni orali sulle verifiche scritte, attenzione al contenuto dei temi più che agli errori ortografici o alla capacità di risolvere un problema più che alla conoscenza mnemonica delle tabelline». Quelle «vecchie reazionarie», manca soltanto da aggiungere.
Non basta. Mentre la scuola deve fare i conti con le dimensioni bulimiche alle quali è stata lasciata arrivare la platea dei precari, la legge appena approvata stanzia due milioni di euro da qui al 2011 al fine di formare i docenti - si immagina pagando degli psicologi - preparandoli così «ad acquisire la competenza per individuare precocemente i segnali di disturbo» negli allievi. E ancora: la diagnosi «dovrà essere effettuata nell'ambito dei trattamenti specialistici già assicurati dal Sistema sanitario nazionale e sarà comunicata dalla famiglia alla scuola di appartenenza dello studente». Con i genitori che potranno anche chiedere, nel caso di un figlio “disturbato”, orari flessibili sui loro posti di lavoro. Basteranno un «due più due fa cinque» o qualche zampa di gallina scarabocchiata sul foglio. È il nuovo che avanza.

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COMMENTI

19 commenti su  1  2  3  4   pagine dal più vecchio | dal più recente
#19 jo79 (3) - lettore
il 15.06.11 alle ore 17:40 scrive:
l'articolo è pienamente condivisibile, l'invenzione di queste "malattie" serve solo a dare uno stipendio a tutti i laureati in psicologia sfornati negli ultimi anni, che altrimenti starebbero in cassa al centro commerciale, la scuola già è uno stipendificio e basta, ma rovinare la vita dei ragazzini in nome dello spreco pubblico è veramente troppo!! la dislessia è un problema noto e risolvibile senza sedute dallo psicologo e psicofarmaci, quello che ora chiamano disgrafia e viene diagnosticato in 3° elementare!! da fior di specialisti e tutto quello che ne consegue, fino a 15/20 anni fa lo diagnosticava la maestra in 1°, e risolveva il problema nell'arco di una settimana cominciando a farti scrivere 5 pagine di a poi di b e così via
#18 bollicina59 (1) - lettore
il 19.05.11 alle ore 11:10 scrive:
per letizia non c'e bisogno di offendere e comunque se sia lei che suo figlio ancora avete disturbi di dislessia significa che per voi e' bastata l'etichetta di dislessici e cosi' hanno risolto il problema.Se vi avesse seguito una persona capace i vostri problemi non esisterebbero piu' ,migliaia di persone sono guarite dalla dislessia ,basta adottare il metodo giusto ,se non ci crede basta informarsi e chiedere a chi ha sperimentato un valido aiuto a chi ha ottenuto risultati ,cambi la persona che aiuta suo figlio e vedra' che mi dara' ragione
#17 sesule60 (1) - lettore
il 24.10.10 alle ore 11:09 scrive:
<> Egr. sig. Mattioni sappia che anche colui che scrisse E=mc2 avrebbe dovuto scrivere, secondo lei, 2+2=5; mentre la zampa di gallina, sempre secondo lei, l'avrebbe dovuta fare colui che dipinse la Gioconda. Ma mi faccia il piacere! Si informi prima!
#16 pesciu1 (2) - lettore
il 09.10.10 alle ore 20:22 scrive:
segue--- se gli insegnanti sapessero intrattenere i loro alunni applicando le regole della PNL avremmo una scuola competitiva e alla avanguardia. Siamo ancora qui, a far classificare con etichette negative i nostri figli, c è anche chi vuole la 104 cioè chi vuole avere un figlio con l'Handicap. State piangendo sul latte versato perchè quando si etichetta un bambino ed un ragazzino in un modo negativo poi ci potrebbero pure essere delle altre complicazioni di carattere psicologico. Mai sentito parlare di autoistima? se un figlio sente il genitore che vuole la 104 x lui e che lui è un disturbato, pensate reagisca in un modo positivo? pentita di aver fatto diagnosticare mia figlia, (la dislessia è ereditaria) perchè ora grazie all'usl e a tutto l'insieme anche se le parlo di Gardner Davis Stemperg e dei dislessici famosi lei NON VUOLE che si sappia. Chissà perchè??? fino a che le avevo spiegato le intelligenze diverse è andato tutto bene poi con l'arrivo di esterni con il camice bianco
#15 pesciu1 (2) - lettore
il 09.10.10 alle ore 20:15 scrive:
Sono Dislessica ed ho una bimba dislessica ED AVETE RAGIONE, AVETE SCRITTO DELLE VERITA'. Un dislessico pensa in 3D, cosa che molti omettono di dire, le sequenze sono faticose poichè per apprendere dobbiamo fare una traduzione ovvero. nella lettura, mettere insieme le lettere formare la parola e tradurla per immagini. La dislessia non è una colpa ne tanto meno un disturbo è solo un'altro modo del cervello di lavorare. Gardner e Stemberg parlano di intelligenze diverse, e Ron Davis, dislessico, ha fatto una discrizione della dislessia dove io mi ci sento dentro come un guanto cucito a misura. Hanno voluto questa legge dove si parla solo di disturbo e si rimanda il tutto alle USL e poi pretendono che la gente capisca che il dislessico è sano e capace. Se i libri fossero su CDrom e se fossero come dei film piacerebbero a tutti (anche ai non dislessici) ed il problema sarebbe quasi azzerato. Se poi i professori andassero a scuola di Pubblik speaking per saper parlare alle loro piccole plat
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