Scusate il ritardo

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Lo so che il Giornale sul caso Englaro ha la sua linea: ma chiedo di poter dire ugualmente quanto abbia trovato sconcertanti un paio di uscite purtroppo governative. Eugenia Roccella, dopo la pronuncia della Consulta, ha detto che il problema «è l'espansione dei giudici e la loro invadenza di campo» perché «in Italia le leggi le fa il Parlamento e i giudici dovrebbero applicarle». Gaetano Quagliariello nondimeno ha definito «pilatesca» la decisione della Consulta e ha detto che «legiferare diventa ancora più urgente». Cioè: ma di che state parlando? Siete voi che la legge non l'avete mai fatta, siete voi che non volevate assolutamente farla, siete voi che sino a mezz'ora fa non volevate neppure sentir parlare di testamento biologico e urlavate «eutanasia» a ogni tentativo di farlo. È l'ipocrisia della politica italiana, unica in Europa, che ha lasciato dolosamente scoperti gli spazi di cui la magistratura non ha potuto non occuparsi: e ora venite a dirci che ci vuole una legge? Dopo che per anni ve l’hanno chiesta la società civile, i medici, tutti i livelli della magistratura, il Consiglio superiore di sanità, persino qualche politico? Dopo che la società e i medici, aspettando voi, per anni, se la sono cavata segretamente da soli con tutte le Englaro e i Welby lontani dai riflettori? E sarebbe la Consulta a essere pilatesca? Non dite che ci vuole una legge: fatela.

COMMENTI

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#16 ETSAN (79) - lettore
il 10.10.08 alle ore 15:13 scrive:
x #14 quapropter. Ti confermo che la vita e mia ne faccio ciò che voglio. Certo non sarai tu oppure altri a decidere della mia vita. Se hai delle convinzioni religiose sul punto fammi il favore di tenertele ed applicarle a te stesso senza estenderle anche me. Grazie.
#15 Biri107 (1343) - lettore
il 10.10.08 alle ore 15:04 scrive:
Concordo totalmente con Facci e con Sylvia Mayer. Capisco e apprezzo la posizione della Chiesa cattolica. Posso anche condividerla. Ma non si può pensare di imporla a tutti per legge. Mio padre ci ha messo tre mesi a morire : mesi di sofferenza, di solitudine, di angoscia e di flebo in un lettuccio di ospedale fra infermiere starnazzanti e medici distratti. Non lo augurerei al mio peggior nemico. Questo non vuol dire non dar valore alla vita, o non dare un senso al dolore : ci sono modi e limiti.
#14 quapropter (635) - lettore
il 10.10.08 alle ore 14:33 scrive:
No, come non ce la siamo data, così non ne possiamo disporre, della vita. Che sia un problema, quello del testamento biologico e ancor più quello dell'eutanasia, molto delicato e complesso è di palmare evidenza. Ma che si possa risolvere con l'affermazione: la vita è mia e ne faccio quello che voglio, no. Non vorrei apparire insensibile a certi drammi che trovano in tutti noi grande com-passione. Ma il principio che qualcuno possa decidere della vita propria e altrui, non è accettabile. Se passasse questo principio, passerebbe come possibile ogni intervento sulla vita propria e altrui. Narra una leggenda olandese di un bimbo che, notato un pertugio in una diga attraveso il quale filtravano gocce d'acqua, fu trovato, la mattina dopo, dagli abitanti del villaggio addormentato, ma col ditino infilato nel pertugio a fermare la perdita? Da quella piccola "perdita" sarebbe saltata l'intera diga. Metafora di come se salta un principio salta tutto. Tutto diventa lecito. Aborto docet.
#13 Bobcat1341 (366) - lettore
il 10.10.08 alle ore 13:51 scrive:
Per Steven69... Infatti x fare l'aborto c'è voluta una legge che lo permettesse, e la via è chiamare la persona eliminata "feto", non certo infante. Si stabilisce che una vita non è umana, e quindi eliminabile: si stabilisce che Eluana non ha più nulla di umano e quindi può essere lasciata morire di fame e sete, come uno schiavo, che serve fin quando è in salute, poi lo si butta via. Ironia della sorte che in America abbiano eliminato Terry SCHIAVO, x l'appunto. Quanto a Micca lascerei stare, c'entra poco, non si è suicidato x dolore, x disperazione o per aver ricevuto un brutto voto!
#12 mnemone44 (45) - lettore
il 10.10.08 alle ore 12:56 scrive:
Devo obbligatoriamente essere d'accordo con il bravissimo Facci ma contemporaneamente non posso non condividere i dubbi( politici )dei legislatori, aggiungendo anche i miei di uomo qualunque.Infatti le varie leggi con una connotazione ,e quindi un impatto,sociale ed etico hanno avuto spesso all'atto pratico un risvolto amorale e asociale e squisitamente egoistico .Nel caso della eutanasia,essendo molti i soggetti coinvolti nel processo decisionale, l'atto di staccare la spina POTREBBE avere motivazioni che preferisco definire egoistiche da parte anche di uno solo dei protagonisti(ad es.una eredità,un obbligo parentale ,un guadagno a qualunque titolo).Nulla di nuovo sotto il sole...
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